Sul Gozzo Esoftalmico curato e guarito dalla sola Canapa e suoi preparati

Raffaele Valieri
Medico Primario dell'Ospedale degl'Incurabili e Fondatore del Gabinetto d'Inalazione

Tipografia dell'Unione, Napoli, 64 pp., 1888

Socio delle più cospicue Accademie italiane ed estere-Socio dell'Accademia Nazionale di Parigi - della rinomata Società di Medicina di Anversa - dell'Accademia Fisio-Medico-Statistica di Milano - delle Accademie di Lucca, di Mirandola-della Valle Tiberina-Toscana - dell'antichissima Accademia di Arezzo - di quelle di Rovigo-di Cincoli- di Castelfranco-di Vicenza-di Ferrara-di Pistoia-di Urbino - di Palazzolo Acreide-di Città di Castello - Socio degli Atenei di Treviso-di Bergamo-di Bassano-di Brescia-della Preclara società Medico-Chirurgica di Bologna-della Società Magnetica di Bologna-della Promotrice di Cuneo-dell'Economica di Chiavari-della Scientifico-Letteraria in Faenza-della Georgica di Treia-del Comitato medico di Cremona.
Socio dell'Accademia Medico-Chirurgica di Napoli.
Socio fondatore dell'Associazione delle Conferenze Chimiche di Napoli-Socio fondatore dell'Associazione medica di Napoli- dell'Associazione dei Scienziati, Letterati ed Artisti di Napoli-della Società Promotrice di Vaccinazione in Palermo-dell'Accademia Peloritana in Messina- delle Accademie di Acireale-di Catania-di Cosenza- della Società Frenopatica di Aversa.
COMMENDATORE del filantropico Ordine di Mont-Réal in Francia-Socio onorario dell'Associazione Operaia Umanitaria di Napoli-della Lega Giovanile in Catania- e di altre molte Associazioni Giovanili, Operaie, Industriali, Economiche, Politiche ed Umanitarie Italiane ed Estere.
Già Consigliere del Municipio di Napoli, (per quattro volte rieletto)-Già Vicepresidente della Commissione Municipale di Sanità-Già Vicesindaco titolare e Presidente della Storica Commissione Igienica della Sezione Pendino-uno dei Fondatori delle benemerite Commissioni Igieniche-Già Deputato di Fortificazione della Città di Napoli.
Cavaliere della Corona di Prussia e di altri Ordini Cavallereschi Italiani ed Esteri.


NAPOLI
STABILIMENTO TIPOGRAFICO DELL' UNIONE
Nell'ex Convento di S. Antonio a Tarsia
1888


Quest'opuscolo (come ho fatto per tutte le altre mie opericciuole) Do in dono - agli Amici perchè mi vogliano bene - all'Amministrazione dell'Ospedale dal quale ripeto la mia istruzione clinico-terapica e la mia dignità professionale - alle Accademie cui mi onoro di appartenere - al Municipio di Napoli in ricordo dei servigi resi al Popolo Napoletano.


A Sua Sig.a Illustrissima
il Conte
Francesco Spinelli
di Scalea
Soprintendente dell'Ospedale degl'Incurabili

Signore,
Quando il grande Arpinate diceva "Aemilium Genus Foecundum Bonoruym Civium" consegnava alla Storia il memorabile concetto - che non in tutte le Famiglie si avvera, dopo breve lasso di tempo, quella fatale degenerazione che ne distrugge la gloria atavistica.

Appo noi questo storico ricordo si è affermato nella nobilissima Casa Spinella - che a traverso de' secoli ha conservato sempre rigoglioso il germe dell'avita Virtù - ed il Ceppo longevo ha riepilogato sino a noi tutta la sua forza produttiva in Antonio e Francesco Spinelli.

In qualità di medico dell'Ospedale degl'Incurabili divido colla Classe il sentimento di osservanza e considerazione verso il Capo dell'Amministrazione che con zelo, imparzialità e saggezza ne dirige le sorti.

Come debito poi di personale gratitudine rivolgo a Lei i più sentiti rendimenti di grazie per la benevole accoglienza e per la celere attuazione che ha dato sempre alle mie proposte - e massime per gli sperimenti sulla Canapa Nostrana che van consegnati nella presente Casuistica - e per l'impianto del Gabinetto d'Inalazione - il primo che sia sorto negli Ospedali di Napoli, pel quale i Diarii dell'epoca fecero a Lei meritato encomio.

Le presento il primo opuscolo della Casuistica, riguardante il Gozzo Esoftalmico, augurandomi gli facesse lo stesso buon biso, come ha fatto a quello sulla Canapa Nostrana.

Gli antichi offrivano a' Benefattori della Patria e della Umanità un ramo di olivo, di quercia o di alloro - ma gli Eroi di Ellade e di Ausonia se ne sono iti!... e quei vecchi simboli di benemerenza, a' di nostri si son resi troppo usuali. Ond'è che mi presento a Lei con un modesto ramoscello di Canapa Nostrana - che per me sta come espressione di gratitudine imperitura, per Lei starà come ricordo di una buona azione!

Raffaele Valieri
Direttore della 3° Sala - Donne


PARTE II. - CASUISTICA

I. Gozzo Esoftalmico - II. Asma - III. Isterisrno - IV. Emicrania - V. Enfisema Pulmonare

"Se specialmente agl'Insegnanti ed alle Cliniche Universitarie è affidato il compito di provvedere con nuove indagini al progresso della Scienza- a' Pratici degli Ospedali spetta particolarmente raccogliere con esattezza la Casuistica, che è poi destinata ad essere il materiale di nuovi studi e di ulteriori conquiste!" SGHIVARDI e PINI-Annuario cc. Milano, 188l p. 237.


1. Gozzo Esoftalmico.

CAP. I. § 1.- Tre donne a Gozzo Esoftalmico tipico ho curato e guarito colla sola Canapa e suoi preparati, così pure altre di Gozzo atipico o frusto, per le quali fo accenno soltanto in questa Memoria - Una delle tre la Lucia Zaccaria, è stata curata nella 3a Sala degl'Incurabili nel 1884, con tutto il rigorismo sperimentale, della quale darò più ampi ragguagli clinico-terapici; le altre due sono state curate fuori dell'Ospedale, la prima A. G. nel 1875 e 1'altra S. P. nel 1887 - Su queste tre furono in vano sperimentati tutti i rimedii rutinari, da me e da altri Medici, prima di venire alla canapa e suoi preparati, che ne affermò la completa guarigione.

Nel 1875 io scriveva nel Giornale medico La [2] Clinica (1) una contribuzione alla terapeutica del Gozzo Esoftalmico, dicendo che noi italiani per nostra gloria dovremmo chiamare Malattia del Flaiani e dopo una rassegna di tutti i rimedi che dal Flaiani, dal Graves e dal Basedow furono tentati sino a noi, in questa malattia proteica per forme nosografiche, principali ed accessorie, per localizzazioni svariate ec., così mi esprimeva, parlando della Cannabina. "Di fronte a tanti risultmenti terapici negativi, ed imperversando sempre più la malattia della sig.na A. G. mi diedi a sperimentare tre farmaci - il solfato di cannabina -la nicotina - ed il bromuro di canfora. - Il solfato di cannabina mi era suggerito dalla indicazione razionale e clinica de' morbi convulsivì in generale, e dall'essermi riescito utilissimo nelle forme ribelli di asma e di isterismo (2), di emicrania e di altre nevrosi - e qualora mi si presentasse altro caso di Gozzo Esoftalmico comincerei sempre con questo prezioso rimedio".

Tutto questo io scriveva nel 1875, dopo sei mesi di assidua assistenza e dopo di avere sperimentato una grande quantità di rimedi, de' quali, molti erano riesciti inutili, altri incostanti nella loro applicazione, altri limitati a certe forme sintomatiche, altri decisivamente nocivi. - Tutto questo io scriveva, prima che altri autorevoli scrittori, come il Grevell, il de Renzi ed altri molti si fossero occupati dello stesso argomento.

§ 2.-E prima di cominciare la storia clinico-te[3]rapica, mi si permettano alcuni cenni sommarii (3) sulla anamnesi, cagioni e sopra alcune forme salienti nella sintomatologia del Gozzo, come pure qualche accenno sulla sua natura sede e rimedi adoperati, valevoli soltanto a spiegare il criterio razionale che ho avuto, dietro tali considerazioni sulla scelta della canapa nella cura di detta malattia.

A' 12 giugno 1884 entrava nella 3a Sala-Donne da me diretta, letto n.° 46 la detta Lucia Zaccaria affetta da Gozzo esoftalmico tipico, e ne usciva ai 19 settembre dello stesso anno perfettamente guarita colla sola canapa nostrana. Eccone la succinta Istoria.

1.° - Anamnesi remota e prossima - Madre isterica, padre asmatico ed iracondo, sorella isterica e mattoide, fratello rissaiuolo e delinguente. A 25 anni, maritata senza prole; nella infanzia e nella puerizia malattie indeterminate ma a fondo nervoso, discrasico, defedante -nello sviluppo aveva, sofferto di emicrania, di crisi isteriche a forma convulsiva clonica, (non mai di isterisrno viscerale). [4]

L'emicrania e l'isterismo si dileguarono per alquanti anni mercè il matrimonio ed una vita tranquilla ed agiata-caduta nella miseria e nelle privazioni; dietro patemi di animo rattristanti, collera, sorprese, paure; un anno prima della sua venuta all'Ospedale s'iniziava la malattia del Gozzo dapprima col fenomeno della palpitazione, poi comparve il gozzo, poi l'esoftalmo e via-L'emicrania e l'isterismo convulsivo non intercalarono la malattia, essendosi da più anni dileguati, solo nel parossismo e ne' postumi di essa restava una intenza cefalalgia con insonnio ostinato.

2.° Esame generale dell'inferma-Colorito pallido della cute e delle mucose, asciutta di adipe, nutrizione compromessa, sviluppo scheletrico vantaggioso o normale; temperamento linfatico - Temperatura. In questa malattia, sopra tutte le nervosi, la temperatura al dermo-tatto, al senso subbiettivo dell'inferma ed al termometro offre le più contradittorie varianti; quantunque l'ammalata dicesse trovarsi in una bragia e la pelle si mostrasse caldissima al tatto, pure il termometro non conferma questo aumento di temperatura che di pochi decimi o di un grado, specialmente negl'intervalli - ma nell'acuto e ne' violenti accessi la termo-nervosi esaltata è positivamente confermata dal termometro. Urine chiare ed abbondanti-Polso sempre frequente negl'intervalli, fenomenalmente rapido ne' parossisrni; così pure nella tregua il polso si mostrava relativamente regolare al tempo ritmico; ampio per intenzità; teso per resistenza. Negli accessi il prof. de Bonis, per diverse volte, ne raccoglieva i tracciati sfigmici sul numero straordinario delle pulsazioni; sulla pressione arteriosa; sulle palpitazioni tumultuose e sulle tachicardie eccezionali collo sfigmometro del Marey e collo sfigmomanometro [5] del Basch - Toni cardiaci spiccati negl'intervalli rumorosi e sentiti a forte distanza negl'accessi. Respirazione frequente negl'intervalli; frequentissima ambasciosa, disperante ed ampia ne' parossismi (i dettagli ne' Diarii Clinici).

3.° Esame speciale dell'inferma. Sistema nervoso. I maggiori disturbi sulla innervazione circolatoria respiratoria e termica, che si riflette su tutto il sistema nervoso, e determina quei disturbi funzionali sulla tiroide su i vasi del collo, e sugli occhi, si presentavano talvolta collettivalmente negli accessi, tal'altra parzialmente, come nelle forme fruste; di tali disturbi faremo accenno nella sintomatologia - Il parossismo era determinato e si aumentava sotto le accennate perturbazioni nervose - Nel venire all'Ospedale l'ammalata aveva parossismi multipli nella giornata che man mano si dileguarono e poi sparirono (vedi diario).

Esame sommario del sistema nervoso - Esagerati i movimenti riflessi, i riflessi rotulei e del piede al minimo colpo; ribassato l'indice dinamometrico - in riguardo alle alterazioni della Sensibilità; impressionabilissiina nel senso tattile; nel senso dolorifico presentava iperalgesia in più sulla regione del cuore degli occhi e massime sul collo ecc. - Marcatissimo il senso muscolare - Dolore rachidiano assente, se non sul segmento occipitale negli accessi. Cefalalgia durante e dopo del parossismo. Sensibilissima nell'odorato, nella vista e nell'udito massime nei prodromi e nel parossismo; solo ne' postumi dei parossismi violenti presentava cofosi ed angesia. Mucose; iperstesie sensibilissime sulle mucose del naso e delle fauci - sensibilissima nel sesto senso che aveva tanta parte a determinarle l'accesso -Per l'alterazione nella Intelligenza va marcata la impressionabilità del carattere; furiosa iraconda: li[6]pemaniaca; Insonnia marcatissima con sogni spaventosi -Presentava fenomeni maravigliosi di magnetismo o di facilità all'Ipnotismo per poco che le si facesse fissare un corpo luminoso (Bernard).

Disturbi trofici - Oltre alle macchie caratteristiche presentava talvolta altre dermatosi a tipi di eritema, di papule, di viscicole, a forma rosacea e concentrica, o simmetricamente strisciate come l'E. circinnato, rosaceo, zoster; e lo zoster si designava tipicamente sulla regione cardiaca attorno alla mammella sinistra, o sul collo o sopra un solo lato di esso.

6.° Per l'Esame funzionale dell'apparecchio digerente, dico soltanto che presentava una estrema sensibilità con sensazione di peso sulla regione epigastica, difficile e perturbata digestione nell'acuto e negli accessi, costrizioni dolorose allo stomaco ne' prodromi e nell'accesso, ruttazioni sollevanti nella risoluzione; Stitichezza abituale. Tanto 1'esame funzionale che il fisico dei tre apparecchi va registrato nel Diario con maggiore dettaglio - In riguardo all'apparecchio ed alla funzionalità uterina notiamo che le mestruazioni abbondanti ed a brevi intervalli, l'avevano impoverito il sangue nella sua crasi fisiologica, per cui presentava lo stato anemico o oligoemico, che rendeva più irritabile e sensitiva la innervazione, più frequenti le neuropatiee cardiovasali, gli accessi convulsivi e le svariate psicopatie.

Ancora in questa (come osserveremo per l'asma, l'emicrania ed altre nevrosi) si affermava maravigliosamente attiva la influenza di certi dinamidi, calorico, magnetismo terrestre, elettricità atmosferica, elettrizzazione artificiale -e massimamente la Luce (4). Soffriva moltissimo ne' calori estivi, nei [7] calori artificiali degl'indumenti e della stanza - soffriva violentemente ne' disquilibri magneto-elet[8] trici cosmo-tellurici, nell'avvicinarsi degli uragani e dei forti temporali con lampi e tuoni, che preve[9]deva ancora molto tempo prima, quando il cielo era sereno. - Ma sopratutto soffriva nelle stanze oscure, nelle stagioni invernali, quando la luce stà per poche ore sul pianeta , o ne' giorni oscuri per cielo annuvolato; Nelle notti i suoi parossismi erano più violenti e duraturi, ed aspettava allora ansiosamente la luce del giorno per rinfrancarsi. Se nella notte si smorzava il lume, ancora nel sonno ne avvertiva la mancanza, e si destava immantimenti trambasciata, balzava lesta dal letto, spalancava la finestra e si rivolgeva di fronte ai lumi della via. Ne' suoi parossismi oltre alla grand'aria chiedeva luce e luce sfolgorante, esponeva il suo corpo denudato alla grande aria, sia a smorzarne la termo-nevrosi, sia per metterlo sotto l'influenza diretta della luce vivificante, e sedativa degli spasimi: mostrandosi più avida di luce che di ossigeno e di aria (5).

Era un vero tipo di simiglianza colla prima ammalata di Gozzo esoftalmico -e versato come mi trovava negli studi sperimentali sulla prima, poteva meglio valutare' certe forme nosografiche strane, certe localizzazioni e certi sintomi più strani ancora-e molto più valutare la scelta e l'azione de' rimedi.

§ 3. - L'affidai al D.r Solaro, fornito di tanta conoscenza dei mezzi che la clinica e la terapia moderna sperimentale fornisce alla cura dei morbi, e al D.r Vincenzo Marsiglia, che si trovava [10] allora alunno nel nostro Ospedale, che sin dall'impianto del Gabinetto d'Inalazione mi ha sempre assistito con precisione inappuntabile e con vasta conoscenza de' rimedi inalatori e della modalità di loro amministrazione - a Lui affidava tutte le indagini chimico-microscopiche sugli espettorati, sul sangue, sulle urine, su i sudori ec. - Con essi mi diedi ad una circostanziata, raccolta di altri fatti anamnnestici, e subbiettivi, alla nota di tutti i fenomeni clinici generali ed obbiettivi della proteica malattia; al solito nostro rigorismo sperimentale nella valutazione de' svariati rimedi adoperati e da adoperarsi - come si trovano registrati nel Diario clinico giornaliero del Gabinetto d'inalazione.

Per effetto delle perdite sanguigne mestruali era divenuta quasi anemica, e questa Oligoemia era valutata e controllata comparativamente ogni 15 giorni da' due assistenti e dal prof. de Bonis che ne faceva oggetto di studi e di lezioni; e questo controllo oligoemico si eseguiva, sia colla numerazione de' globuli (processo Malassez), sia col rapporto de' leucociti alle emasie (processo Moleschott) e finalmente colla ricchezza di emoglobina (cromocitometro di Bizzozero), gentilmente fornitoci dal prof. Fazio.

Nelle prime giornate tutte queste osservazioni segnavano il grave depauperamento del sangue nelle sue emasie, e spiegavano la funesta influenza di questo impoverimnento su tutti i fenomeni caratteristici ed accessori del gozzo.

E continuando ancora sulla raccolta de' fenomeni caratteristici notammo che offriva pure quella continua agitazione ed esaltazione generale e quel tremore degli arti superiori e massime alle mani, cui il de Renzi, Cardarelli, Charcot e Mariet danno un grande valore diagnostico, e che non manca mai [11] ancora nella forme fruste o atipiche del Peter - tremore caratteristico e costante, che riscontrai pure nella prima inferma, che sulle prime si credette affetta da malattia spinale, o da mogigrafia perchè aveva scritto per molto tempo con penne a manico in ferro, e ricordo bene che era di tanto aumentato e snervante che non poteva tenere neppure tra le dita il sigaro o qualunque altro piccolo oggetto: Ho riscontrato ancora questo tremore caratteristico nella terza ammalata.

Ancora in questa ammalata dell'Ospedale nulla mancava delle forme secondarie; quelle macchie speciali cutanee; il fenomeno di von Graefe; quella tendenza alla espansività; e a denudarsi di continuo di fronte alle correnti di aria fresca, per quel senso di calore che è una termo-nevrosi dipendente dall'alterazione de'corpi striati e del centro vaso-motore che ha per conseguenza un rialzo di temperatura (Cherschewsky, in Virc. Archiv.)

Insomma tutto si trovava in questa ammalata, come nella prima per completare il quadro nosografico del Gozzo esoftalmico tipico.

§ 4. - Come nella prima, massime nelle ricorrenze mensili si acutizzavano tutti i fenomeni subbiettivi generali, diveniva tetra, iraconda e furiosa come una leonessa, mordeva per sino e graffiava le compagne; e come la prima presentava in questo periodo delle psicopatie strane e proteiche, dalle forme deliranti e distruttive, allo stato di ebetismo stupido ed allampanato-due volte fu creduta pazza, e fu mandata al manicomio; fu creduta paralitica e come la prima fu mandata a' bagni d'Ischia.

In tali ricorrenze mestruali le ectasie e le palpitazioni cardio-arteriose acquistavano tale proporzione disordinata da giustificare la enfantica espressione del Bouillaud... follia di cuore; le tachicardie, [12] tale incredibile celerità da raggiungere, quasi, i 300 battiti, da presentare il rullio di una ruota o carrucola sfrenata, un murmure sottile ed evanescente; una linea a sporgenze impercettibili ne' tracciati grafici; e le ectasie cardio-vascolari acquistare tale una proporzione incredibile di ampiezza e di assottigliamento delle pareti da farne temere la rottura da un momento all'altro: E pure maraviglioso e strano il vedere che a malattia finita tutto rientra nelle normali proporzioni; tiroide, cuore arterie si circoscrivono nelle loro aree naturali, e quell'incredibile rullio o murmure continuo man mano diminuisco ed il polso ed il ritmo si riordina.

In questa, come nell'altra, nelle ricorrenze mestruali e negli accessi parossistici era sul collo che si incentravano tutte le tensioni spastiche, dolorifiche ed ectasiche. Il collo acquistava il doppio del volume e della circonferenza; s'ingrossava in un modo visibilissimo, tanto nella parte anteriore, a spesa del volume straordinario della tiroide, come nelle parti laterali, a spesa de' vasi dilatati e sporgenti, a segno da osservarne colla sola vista il fremito e le pulsazioni disordinate; ancora i tessuti sottocutanei, connettivali divenivano turgidi ed imbevuti.

Il collo si mostrava dolentissimo sotto il benché minimo movimento del capo, sotto il minimo toccamento colla mano, massime verso i gangli cervicali del simpatico - ed era sul collo denudato dove l'ammalata chiedeva il refrigerio della grande ventilazione, delle abluzioni e delle polverizzazioni fredde come andremo a dire-Colla sola vista si rilevava l'enorme palpitazione cardio-vascolare, i cui rumori si ascoltavano persino a distanza considerevole, fatto affermato dal Graves nella sua Opera immortale. [13]

Ho voluto tracciare tutte queste spigolature sulla storia anamnestica, e sulle forme nosografiche salienti della malattia, senza rigorismo scolastico, ma per quanto faceva al mio obbiettivo, quello cioè della opportunità de' preparati della canapa a debellare dette forme morbose - o la massima parte di esse.

CAP. II. § 1.- Come ho fatto Per l'anamnesi mi permetto, fare ancora, altre sommarie spigolature sulla natura, sede, patogenia , cagioni e sintomatologia del gozzo; così pure sulla parte terapica, valevoli soltanto come ho detto poc'anzi, a spiegare il criterio razionale che ho avuto dietro tali considerazioni sulla scelta della canapa.

E cominciando dalla natura, sede e patogenia del Gozzo esoftalmico, va risaputo che la malattia posa quasi tutta quanta sopra uno stato irritativo speciale (6) de' centri motori - da cui il vago, il simpatico e gli altri nervi e gangli che loro sono affini per associazione funzionale ed originaria nel mesocefalo, portano tale irritazione centrifuga sugli organi sopra segnati.

La fisiologia sperimentale e la clinica, come più [14] appresso andremo a segnare per l'Enfisema, hanno dato la spiegazione delle ectasie, di origine nervosa: Basta eccitare il vago e le sue radici, irritare in tutto il campo cervicale lo pneumagastrico cervicale, irritare il bulbo, ancora in un animale appena morto, per aversi un rapido enfisema (Brown-Sèquard) - Così avviene ancora per le ectasie del Gozzo esoftalmico, che essendo ancora esso di origine nervosa, sono perciò transitorie perché costituite da semplice disturbo funzionale - e così si spiega il maraviglioso fenomeno di organi e tessuti enormemente dilatati, che ritornano ad pristinum a malattia guarita. - Così pure la Fisiologia sperimentale e la Clinica hanno dimostrato che la Sede anatomo-patologica e patogenetica stia sopra i gangli cervicali del gran simpatico, ovvero sopra di essi si riepiloga.

Ancora in queste due ammalate, (come andrò a dire per l'asma, per l'isterismo ec.) il destarsi dello stato acuto della malattia e dell'accesso, spesse fiate, non era causato dalla irritazione de' centri, primaria ed autonoma - sivvero si originava sugli estremi terminali delle diramazioni nervose, sotto certe peculiari cagioni determinanti, e che per via centripeta portavano la irritazione su i centri, e da questi s'irradiava più violenta sulla corrispondente periferia, dando luogo alle forme spastiche o parossistiche.

Ancora in questa, come nella prima ammalata, la eccitazione del simpatico al collo non dipendeva da compressione (Demme, Eulemburg) - e molto meno dalla compressione del vago nella sua porzione cervicale, o nel punto che forma il plesso gangliforme del Mechel, la quale ne produce la paresi o la paralisi, da cui il palpito continuo, l'estre[15]ma frequenza o tachicardia (Franch, Hering, Cardarelli) (7).

§ 2. Cagioni.- Per le cagioni predisponenti abbiamo segnato quell'anormale modalità di essere e di funzionare de' centri ricettivi e de' nervi che ne emanano, che una volta chiamavasi Idiosincrasia; inesplicabile ma vera, di cui terremo parola in una nota. - Abbiamo notato in questa ammalata la costituzione nervosa irritabilissima, l'elemento linfatico, l'oliqoemia, le perdite mestruali l'emicrania e l'isterismo a fondo anemico da più anni precesso -e per la ragione che le nevrosi cambiano spesso di forma e di sede, invece dell'isterismo ne è venuto il Gozzo esoftalmico. -Arrogi ancora la miseria, e con essa la mancanza di proprietà, il luridume sul corpo l'abbrutimento dello spirito, la cibazione insufficiente e malsana, il vino guasto, lo bevande alcooliche colle quali spessissimo si ubbriacava-(fatale tendenza del miserabile, colla quale cerca compensar quel calore e quelle forze che non può procurarsi coll'alimetazione confortante - e cerca soffocare le sofferenze della vita - e con essa si abbrutisce si consuma e muore precocemente) - Arrogi ancora l'abitazione insalubre per emanazioni putride, per mancanza di spazio, di aria-di luce-avvegnachè l'infelice abitava prima in una oscura stanzetta del Borgo S. Antonio Abate, e poi in uno di quei luridissimi fondaci della mia Sezione, che altra volta ho segnato a tetri colori in una mia Opera igienica (8), quando mi trovava a farvi il Vicesindaco, e che per effetto appunto della tetra e veri[16]stica descrizione, e delle mie insistenze in Consiglio Comunale, furono demoliti, e rimpiazzati dalla bella Strada Principessa Margherita.

Per le Cagioni determinanti notammo i patemi di animo rattristanti, gli eccessi di collera, di spavento, di sorpresa, l'alcoolismo smodato, il digiuno forzato, le veglie agitate, le allucinazioni fantastiche, l'insonnio morboso, i sogni spaventosi, le emanazioni malsane.

§ 3. In riguardo alle cure precedenti dirò che questa donna prima di venire all'Ospedale era stata curata da una clinica Ambulanza gratuita (da me fondata, all'epoca citata, nella mia Sezione), composta di valenti medici filantropi, visitata più volte da me e dal compianto amico prof. D. de Luca. -Questa donna conservava i pareri e le ricette come erano state adoperate, e i ricordi delle loro azioni terapiche. Tutto era stato tentato ma o inutilmente o con danno, sia nell'acuto, nel subacuto e nelle brevi profilassi.

Ed infatti, ancora in quest'ammalata, come nella prima i preparati di iodo, di manganese, di arsenico e di ferro esaltavano maggiormente i disordini cardio-vascolari nel corso della malattia; nell'acuzie poi il solfato di chinina dato a dosi piccole e frazionate riesciva inosservato, a grandi dosi produceva il chinismo e maggiormente la stordiva. Così pure i valerianati, e l'oppio; la veratrina e la tintura di veratro verde, sperimentate più volte su lei dall'altro compianto prof. Castorani, nella sua Clinica Ufficiale, riescivano sempre inutili nell'Esoftalmo e nel fenomeno di de Graefe; inutili e nocive ne'prodromi, nel parossismo e ne'postumi; gli estratti narcotici freddi - riescivano veramente freddi nel parossismo; l'atropina fomentava disturbi visivi; ed i preparati di cloralio, infidi, per essere [17] vaso-dilatatori; la paullinia,la digitale, la caffeina, l'etossicafeina, comecchè eccitanti cardiaci non avevano indicazione razionale in questa inferma e quindi riescivano talvolta equivoci tal'altra nocivi; l'idroterapia, tanto vantata dal Grenell aveva un'azione limitata a certe forme morbose; la galvanizzazione sul simpatico cervicale dava momentanea tregua alla tachicardia. Infine il bagno elettrico (di elettricità statica), tanto giovevole nell'Isterismo, preparato nella sua stanza, prima di venire all'Ospedale, aggiustato da me e dal compianto mio amico e fratello prof. D. de Luca, riesciva momentaneamente a calmare quella ridda sfrenata di calore, di ambascia, di tremore, di erotismo nervoso mimico e sensitivo, le convulsioni istesse e gli accessi, quando però si giungeva a tempo per propinarlo, cioè ne'prodromi e nell'inizio del parossismo, perché a parossismo violento era impossibile tenervici dentro l'ammalata; ma i fenomeni tipici e secondari ritornavano talvolta più violenti di prima.

Questi sono tutti i rimedi che la carità medica del bravo Comitato Sezionale ha apprestato per molti mesi con dotta e pietosa assistenza. Forse molti di essi avrebbero potuto alquanto giovare, se quella infelice si fosse trovata in migliori condizioni di vita (9). [18]

§ 4. Venuta l'ammalata all'Ospedale, prima di passare alla canapa e suoi preparati, abbiamo col Solaro e col Marsiglia voluto sperimentare gli altri [19] ipnotici, antispastici e risolventi che ci servirono nell' isterismo, nell'asma e nell'emicrania, sia per accertarci sul loro positivo valore nel gozzo esof[20]talmico, sia perchè, dando, su di essi, la preferenza alla canapa, fossimo partiti da un criterio esclusivo ragionato. [21]

Trattandosi di malattia a fondo oligoemico e vasocostrettivo iniziammo la cura con metodo razionale scartando il nitrito di amile, la nitroglicerina, la paraldeide pericolosi in altre nevrosi e pericolosissimi in questa specialmente per la loro potenza vaso-dilatrice e cardioplegica, quando non si dessero a dose frazionatissirna e colla massima vigilanza. - Ritornammo a' narcotici, all'oppio, al cloridrato di morfina, al solfato ed al bromidrato di chinina, all'aconito, allo stramonio e loro alcaloidi, al cloridrato di yosciamina, tanto decantato dal Landenburg, dall' Edtefsen, essendo l'alcaloide del glusquiamo bianco e nero che gli antichi preferivano nelle malattie convulsive isteriche ed uterine.

Io però ho una paura estrema di questo alcaloide, sopra tutti gli altri, ancora più che dell'atropina, come andrò a dire altrove in una nota; e se sono costretto a prescriverlo, è in dose frazionatissima e sorvegliando l'infermo.

Non così lo confesso pel cloridrato o meglio pel salicilato di cocaina: sia nell'asma, sia nell'isteri[22]smo, nelle dispnee ed altre nevrosi spastiche e dolorose mi è riescito sempre vantaggioso, senza pericolo; di azione costante, e non cumulativa, per cui si può ripeterne spesso nella giornata, e nei giorni consecutivi, sia in siringhe ipodermiche, sia per inalazione e per uso interno.

E, qualora alla canapa abbiamo voluto qualche volta unire un coadiuvante abbiamo sempre prescelto il salicilato di cocaina per questa e per altre nevrosi.

Quando il cuore era in ballo con palpitazioni anemiche, con tachicardie, oltre a' tonici cardiaci segnati nella nota precedente, ci siamo attenuti in preferenza alla digitale ed al suo alcaloide.

E pure questi potenti ipnotici, antispastici e risolventi, dati in migliorate condizioni dell'inferma, se non hanno nociuto, perciò amministrati con tutto l'accorgimento; sono riesciti non per tanto di azione ben limitata o temporanea sopra qualche forma saliente; e talvolta se sono giovati per qualche forma non è stato lo stesso per le altre, e via.

§ 5. In riguardo al bromuro di potassio o di sodio nelle palpitazioni anemiche, come vaso-costrettivo e quindi indicatissimo nella nostra inferma per l'azione vaso-costrettiva e per la sedativa-rifiessa dovrò confessarlo, non rispondeva ne' violenti parossismi ancora a dose eccessiva, così pure aveva poca azione sulle violenti cardiopatie espansive e rumorose; fosse pure quello di sodio.

Sono lieto però che l'illustre clinico prof. de Renzi abbia prescelto il bromuro di calcio, che accoppia all'azione sedativa, quella di migliorare la nutrizione, sopra gli altri sedativi risolventi rutinari.

Il prof. de Renzi da molta importanza ai disturbi gastrici, come elemento etiologico occasionale, ed è per ciò che ha preferito il bromuro di calcio agli [23] altri bromuri - mentre 13 anni or sono credo che io sia stato il primo a prescrivere il monobromuro di canfora nel gozzo esoftalmico, partendo da dati più razionali -Abbiamo nell'altra ammalata di gozzo usato qualche volta il bromuro di calcio, in qualche disturbo gastrico transitorio che in verità è riescito irritante e mal tollerato; perciò in questa i disturbi gastrici erano la conseguenza delle irritazioni che da' centri cerebrali s'irradiavano sullo stomaco.

Del resto in queste tre ammalate a gozzo tipico i disturbi gastrici non formano l'elemento etiologico determinante, che coll'eccitazione centripeta portassero la irritazione dallo stomaco sul mesocefalo e sul bulbo che è il focolaio dello pneumagastrico e del vago. - Nelle mie ammalate pare che i disturbi gastrici sieno conseguenza dell'eccitazione del mesocefalo, trasmessa allo stomaco per eccitazione centrifuga.

Che sia così, i disturbi gastrici sono venuti senza quelle cagioni facili a determinarli, quando, cioè, le ammalate hanno serbato per lungo tempo una sana igiene, massime sulla scelta de' cibi e delle bevande-e mi permetto ancora di osservare che se i disturbi gastrici fossero, non dico, la cagione unica determinante, ma vada pure, una delle cagioni, vedremmo a migliaia e migliaia ammalati di gozzo esoftalmico (sia pure che mi si potesse rispondere che non tutti hanno nel mesocefalo quella disposizione particolare m. c. a tradurre le irritazioni che vengono dallo stomaco in gozzo esoftalmico).

Prima di terminare questo paragrafo, mi si permettano alquante spigolature sul Tabacco. - Ancora in questa tentammo i suffumigi, le siringhe dei fumi e del decotto; le respirazioni e le inala[24]zioni del decotto di tabacco fine ed aromatico (10) (manilla, salonicco, avana o i nostri minghetti); ma sopra tutto la fumate in pipe ed in sigarrette, ricordando le tendenza irresistibile ed istintiva che la A. G. m. c., e l'altra avevano pel fumo della nicoziana.

Tentammo la soluzione di Nicotina in proporzione frazionatissima, tenendo pronto il suo antitodo che è il tannino - ed in fatti, come nelle predette i movimenti cardio-vasali e respiratori si rilentavano nel primo tempo; si diminuiva la celerità e si aumentava pressione sanguigna allo sfigmografo e sfigmomanometro, per la irritazione delle estremità cardiache del vago, per l'azione vaso-costrettiva ed eccitante su i centri vaso-motori cerebrali - e sul midollo spinale, di cui aumenta il potere rifiessorio (Renzone); ma in seguito l'inferma cadeva in una letale prostrazione per l'effetto reattivo antagonistico, paralitico e vaso-dilatatore, diveniva pallida, fredda e lo stomaco si ribellava, con accenni a sincopi e lipotimie.

Onde ci attenemmo alle sole fumate di buon tabacco sempre desiderate e sempre benefiche (ancora più che nell'asma (11). - Ricordo che desiderava star[25]sene sempre nello stanzino d'Inalazione, che si riempiva di fumo da noi altri che ancora fumavano sigarrette di scelto tabacco; e vi si restava per ore, se non fumando, respirando magari quell'atmosfera prediletta, accoccolandosi in un dolce riposo, in un sonno riparatore, infiorato da sogni dolcissimi. Era per lei un tesoro quando le portavamo qualche volta un avana od un minghetti, un pizzocotto di quella che i buongustai addimandano barba del Sultano o Salonicco, che tengono il massimo dell'aroma ed il minimo di nicotina.- Era divenuta espertissima manifatturiera delle sigarrette di tabacco, di canapa nostrana, di stramonio, talvolta vi mischiava qualche centellino di petali di papavero a mia insaputa, e più dolcemente le fumava -io lasciava fare perchè questa distrazione soddisfacente la teneva lieta, e questa era ancora una medicina psichica per lei.

Ancora nella terza ammalata di Gozzo si mostra istintiva ed incoercibile la tendenza a fumare il tabacco-che Sée preferisce alla belladonna ed allo stramonio, sia nell'asma che in queste altre nevrosi spastiche respiratorie - ed il Sée attacca grande importanza alle sigarrette di queste erbe, perchè crede che nella loro bruciatura si svolga un empireuma, una base simile alla piridina, tanto da Lui decantata nelle affezioni spastiche e dispnoiche delle vie respiratorie. [26]

Che che ne sia di queste spigulature fisio-cliniche terapiche sul tabacco - per me, che in qualità di asmatico ne sono impenitente ed irretrattabile fumatore, dico a quegli esagerati detrattori, dalle schiaccianti requisitorie, più o meno discutibili. Che il medico, comechè Ministro della Natura, e non carnefice, deve accettare l'eloquenza del fatto- che esala dall'istinto dell'infermo e del benefico risultamento del rimedio... Spesse fiate l'istinto guida meglio della ragione!... il Buonsenso non deve mai essere distrutto dalla Scienza! ! Ecco tutto!

§ 6. Questi sono tutti i rimedi che per alquanto settimane abbiamo voluto passare a rassegna sperimentale, molti de' quali aveva preso prima di entrare nell'Ospedale. - Con questi sperimenti ci siamo confermati che quasi tutti non avevano azione, non dico specifica, almeno costante, precisa ed attiva. -E così ci siamo confermati che alcuni di essi, se giovavano in certe forme caratteristiche del Gozzo, riescivano inutili o nocivi per le altre; che ancora nella stessa ammalata talvolta giovavano, tal'altra no; che altri di questi rimedi, proposti ancora da autorevoli scrittori, ostavano al concetto razionale che posa sulla natura, sede ed isto-patogenia del male; che alcuni riescivano decisamente inutili nell'accesso; altri finalmente nocivi e pericolosi nella loro amministrazione ec. ec.

Ne abbiamo ritenuti alquanti che se non sono specifici, che se non rispondono alla indicazione razionale terapica, a tutte le indicazioni del morbo, sono riesciti vantaggiosi ne' prodromi e nell'accesso; così pure nelle diverse forme tipiche e fruste della proteica malattia.-Dessi sono il Bromuro di canfora, il Salicilato di cocaina, le fumate del tabacco fine ed aromatico. - E questi tre rimedi abbiamo [27] tenuto ancora presenti, quando abbiamo voluto aggiungere de' coadiuvanti alla canapa, massime, nei prodromi burrascosi e ne' violenti parossismi.

Da questa sommaria rassegna critica sperimentale va spiegato il criterio che ci ha guidato agli studi ed alla scelta della canapa nostrana per la cura del Gozzo esoftalmico.

CAP. III. § 1. Mezzi naturali-Evitare tutti i patemi di animo rattristanti con contentarla ne' limiti del giusto- con buone parole e qualche soldicino- cibazione sana semplice e confortante, - vino poco e ristorante, tazzoline di caffè - evitare i gastricismi e gl'imbarazzi intestinali, con fermentazioni gassose e putride ec. - Passeggiate a grande aria e luce sulle terrazze e pe' giardini-Abluzioni fredde ed idroterapia semplice ed elettrizzata. - Evitare la solitudine e lo spleen, evitare la fissazione dello sguardo sopra oggetti luminosi e risplendenti (Bernard 1. c.). perchè facile all'ipnotismo. - Comecchè facilissima a cadere nel sonno magnetico e ne' suoi svariati fenomeni, evitare di farcela cadere, al minimo sguardo de' giovani ed alla minima passata magnetica; perchè dopo del sonno si doestava spossitissima e turbata (12). - Evitare qualunque stimolo psicosomatico che dalla periferia de' nervi terminali del simpatico e del vago , vada per forza centripeta ai centri originari di essi. Tenerla nella parte più luminosa della Sala, e col letto di fronte alla luce notturna.

§ 2. Ne' prodromi e nel parossimo abbiamo incominciato co' mezzi semplici, correnti di aria fredda, ed in piena luce, sulla faccia, sul collo e sul petto, con ventilazione naturale ed artificiale, che arrecano [28] grande sollievo e sono sempre desiderate dalle inferme - abluzioni di acque aromatiche, strofinazioni a forma di massaggio, spruzzi di dette acque, sulla faccia sul petto e massime sulle parti laterali del collo. - Ma anzittutte, giovevoli e desiderate riescivano le grandi e continuate polverizzazioni, su dette parti, eseguite col grande apparecchio di Championnière se l'ammalata comportava la tiepida temperatura, o con quello di Richardson quando si volessero fresche o fredde, che riescivano sempre più utili e desiderate.

Con queste polverizzazioni avevamo diversi benefici 1.° quello che si ottiene dalla impressione sensitiva cutanea - 2.°, quello che si ottiene dalla Elettrizzazione che acquistano i liquidi quando vengono più franti e sminuzzolati, per la quale riescono più confortanti all'organismo sul quale si diriggono: (lo stesso avviene nelle piante che ricevono maggior conforto dalle acque uraganose e turbinose, appunto perchè frante e fortemente elettrizzate) - 3.° il beneficio che si ha dall'assorbimento nella superficie cutanea, delle sostanze liquide medicinali, come sperimentalmente hanno dimostrato Röhrig, Wittich, V. Suhl (Deut. Archiv. 85), e l'egregio nostro prof. Salvi in una dotta memoria sulle Acque minerali - 4.°, finalmente per una porzione che se no respira.

Le polverizzioni cutanee si eseguivano con acqua distillata semplice di canapa e si rafforzava poi con tinture di cannabina e di cannabeno, - riescivano sempre calmanti e confortanti massime ne' prodromi e nel parossismo.

Dopo delle polverizzazioni vengono le spruzzate a grandi manate sulla faccia, sul petto e massime sul collo delle anzidette sostanze-vengono le strofinazioni fatte con metodo semplice e naturale, sfio[29]rando colla mano leggiermente la pelle nell'atto di versarvi sopra la soluzione idro-alcoolica - vengono i massaggi eseguiti prima cogli apparecchi elettrici e colla spazzola elettrica, onde destare l'attività assorbente e lenire lo spasimo, e poi le strofinazioni del liquido medicinale - poi le strofinazioni colla spugna finissima - poi le compresse fresche o fredde o gelate; i cataplasmi di ghiaccio imbevuti dalla soluzione medicinale applicati sulla fronte, sulle orbite sulla parte laterale del collo, sul gozzo e sul petto.

Tutte queste abluzioni, strofinazioni, massaggi, spruzzature polverizzazioni fatte coll'acqua semplice, coll'acqua di canapa semplice o rafforzata dalle tinture (soluzione idro-alcoolica) riescivano vantaggiosissime e desiderate, massime ne'gonfìori del collo e della tiroide, nelle ectasie de' vasi e del cuore, negli spasimi dolorosi e tachicardie, nella sporgenza degli occhi-come pure in quelle macchie carattestiche che accompagnano la forma tipica e talvolta la frusta.

Per lusso di terapia e per complemento delle applicazioni esterne, usammo talvolta gli oleiti, i glicerolati, le pomate, gli unguenti della canapa nostrana l. c. - ma dovrò confessarlo, dessi riescivano inutili e mal tollerati ne' prodromi e negli accessi di fronte a' sudetti topici-tutt'al più lenivano i dolori e spasimi locali rimasti dopo gli accessi-ed in certo qual modo accompagnando i preparati più attivi nella profilassi.

§ 3. In riguardo alle siringhe ipodermiche, quando venivano tollerate, le abbiamo usato ne'prodromi e nell'accesso, per la loro azione pronta, energica e costante; però non sempre si possono adoperare sia per la detta intolleranza, sia perciò ce ne vorrebbero molte e reiteratamente, onde non si va immuni da nodi dolorosi e da ascessi, per quanta sia [30] la valentia dell'iniettante.- Vi si ricorre talvolta quando le vie dello stomaco sono inibite. - Iniettavamo le siringhe sulle spalle, sulle parti superiori del torace e delle braccia-e massime sul collo, ne'paraggi del vago e del simpatico, e de' loro gangli.

§ 4. Per le siringhe rettali-le usavamo in piccola proporzione, per non farle rigettare - mettevamo il becchetto lungo sulla siringa, per far penetrare il liquido, in fondo al retto, ovvero usavamo l'enteroclisma del Cantani, graduandone le proporzioni (vedi Ricettario) -; le usavamo come varianti dello stesso rimedio, quando non poteva pigliarsi per la bocca, per uso ipodermico, o per inalazione. - Con questo metodo abbiamo sempre avuto attivi e benefici effetti dai decotti di canapa- anzi bisognava ponderare la dose e sorvegliare; perciò questa ammalata come in altre abbiamo più volte osservati i fenomeni di cannabismo,tanto è certo l'assorbimento per queste vie.

Nella siringa di acqua distillata di canapa o nel decotto, sempre nella proporzione di 100 gm. mettevamo ancora il bromuro di canfora nella stessa proporzione che le davano per la bocca, e quando la siringa non era cacciata ma assorbita riesciva nello stesso modo vantaggioso; cosi pure facevamo per la cocaina e per altri sedativi ed antispatici.

Così non posso dire pel tabacco- dato alla proporzione di 1 gm. ed ancora di ½ gm. in 100 di decotto di canapa o riescito sempre stimolate perturbatore e mal comportato dall'apparecchio intestinale-mentre una lontana analogia degli strozzamenti mi faceva sperare sulla sua virtù sciogliente ed antispastica locale.

In qualche altra circostanza di spasimo semplice intestinale voglio sperimentare i fumi di tabacco e di papavero iniettatti per la via rettale - come qui appresso diremo. [31]

§ 5. Clisteri. Abbiamo raccolto i vapori densi che esalavano da' suffumigi mettendo il grosso imbuto colla parte larga sul bracerino, sicché la parte stretta che si trovava all'insù faceva da fumainolo - in questa parte stretta introducevamo il becco di una grande siringa ordinaria di gomma elastica, a palla ristretta, che nel dilatarsi aspirava i vapori medicali raccolti nell'imbuto-ovvero invece della palla di gomma elastica ci servivamo di un grosso clistere, entro il quale raccoglievamo i vapori, tirando lo stantuffo ed aspirandovi i vapori medicati.

Raccolti in questo modo i suffumigi che potevano ascendere al volume di mezzo litro per volta, li scaricavamo nel fondo dell'intestino retto, adattando alla punta del clistere una lunga cannula di gommalastica come quella dell'enteroclisma del Cantani.

Con questo metodo abbiamo mirato ad un doppio obbiettivo - 1° di raccogliere il fumo della canapa, e con esso l'enpireuma proveniente dalla sua combustione, che al dire di Sée sarebbe analogo alla piridina l. c. - 2° di raccogliere diunito al detto fumo l'Acido Carbonico, che si usa come sedativo ed analgesico in molte nevrosi e nevralgie - (ed in quest'ultimi tempi, proprio, per iniezioni rettali ha scosso il mondo scientifico per la sua applicazione nella tisi bacillare, proclamata la prima volta da Bergeon a Lione, e poi sperimentata in vasta scala dal Bruen a Filadelfia - che se non riescirà lo specifico della tisi, se non ucciderà il bacillo sarà certamente un grande diminutivo de' fenomeni salienti di essa)- Con questo mezzo intendevamo se, dare i fenomeni nervosi del parossisnmo del Gozzo, e massime la smania, la dispnea, l'ambascia, le cardiopatie ec. (13). [32]

Ne introducevamo mercè un grosso clistere o una grossa pompa circa un litro per volta però lentamente tra 15 e 30 minuti e le ripetavamo tre a quattro volte al giorno.

§ 6. Inalazione. -Ecco la grande medicina classica per il Gozzo e le altre malattie spastiche respiratorie, classica perché esilarante confortante, e sem[33]pre bene accetta e desiderata dagli infermi; classica perché costante e certa per l'azione di contatto sulle mucose e su i rami terminali dei nervi irritati, e sui quali spiega la sua azione primordiale; classica pel certo assorbimento sulla vastissima superficie respiratoria giusta le sperienze e le dottrine del Bernard, e le ultime osservazioni del prof. Fubini a Palermo. - Io posso assicurare che nell'asma, nell'isterismo, in certe forme spastiche e dispnoiche; ma anzitutto e sopratutte nel gozzo esoftalmico sono bastate le grandi nebulizzazioni sulla pelle, le grandi abluzioni medicate con le generose inalazioni per sedare ancora i più forti accessi, senza l'intervento dell'uso interno e di altri metodi curativi.

Bisogna però agire a tempo ed opportunamente bisogna non fare che il parossismo si affermasse.

Appena che l'ammalata ne avverte i prodromi, che lei sola conosce, bisogna darsi all'opra e con tutta l'attività. - trasportarla in luogo aerato e luminoso, slacciarla e denundarla sul petto e sul collo. - Grandi abluzioni e polverizzazioni di sostanze idro-alcooliche m. c.-grandi sprizzate-e larghe inalazioni-cominciando prima coll'acqua distillata di canapa o poi colla stessa acqua rafforzata dalle tinture di cannabina o cannabeno; o dalle tinture coll'erba fresca, o secca l. c.-Le inalazioni vanno ripetute ogni due ore, o quando le desidera l'inferma; però siccome l'assorbimento è certo, bisogna sorvegliare che non avvengano gravi fenomeni di cannabismo - ho detto gravi perché i leggieri fenomeni sono anzi a desiderarsi perché colla comparsa di essi vanno man mano a dileguarsi i fenomeni accessuali del gozzo - ed era, appunto in queste ammalate, maraviglioso a vedere che i fenomeni impetuosi dell'accesso e massime la smania, l'ambascia, la tachicardia incredibile; il disor[34]dino disperante, la faccia scomposta, l'occhio stralunato e sghizzante dall'orbita a poco a poco cedere sotto un sonno placido e riparatore-eppure colle grandi spruzzate, colle grandi abluzioni o polverizzazioni fredde sulla regione precordiale e sul collo - colle generose inalazioni, il cuore impazzato e precipito, come il cavallo di Mazeppa, a poco a poco rilentava il suo ritmo e presentava staccati i tempi, ridotti i toni come nello stato abituale della malattia.

- Ancora in questo imponentissimo accesso mi assicurai che senza ricorrere ai mezzi interni, colle sole larghe e generose polverizzazioni cutanee ed inalazioni arrivammo a scongiurare la tremenda crisi.

E massimamente nelle Cardiopatie dove la inalazione della canapa e delle altre sostanze medicinali riesce pronta, costante ed efficace, giusta gli sperimenti dello Gerard - e come andremo a dire nel corso di questa Casuistica, ancora in altre nevrosi, si osserva costante, l'azione de' rimedi dati per inalazione - e più pronta ancora degli altri amministrati per altre vie.

Abbiamo fatto le inalazioni ancora col decotto semplice di canapa nostrana, ma comecchè non aromatico come la soluzione idro-alcoolica, non era esilarante e desiderato dalle inferme; e per questa ragione sola non riesciva utile, quantunque d'altra parte avesse tutte le condizioni terapiche per riescire attivo.

Della soluzione e del decotto per inalazione daremo all'ultimo le formole nel piccolo Ricettario.

Suffumigi - Stando ancora al metodo inalatorio ricordo che volendo espletare tutti i preparati della canapa e tutti i svariati mezzi abbiamo talvolta usati i suffumigi della canapa sola, o mista ad altre sostanze aromatiche - debbo confessare che questi erano male accetti alle inferme; sia perchè la malattia [35] reclama la grande aria e la grande luce e ventilazione, e l'inferma, quindi, mal si attaglia a star chiusa in un camerino, sia che quei vapori secchi non leniscono le mucose ed i nervi irritati; le inferme preferiscono, come abbiam detto, la respirazioni delle arie nebulizzate dalle soluzioni idro-alcooliche.

Ne' prodromi e nel parossismo non è a parlarsi perché sempre inutili e nocivi-in certo qual modo ne' postumi nella durata della malattia e nella profilassi li abbiamo talvolta adoperati soli, o misti talaltra a qualche pizzicotto di tabacco finissimo ed aromatico (seghettina, salinicco), di caffè crudo in polvere, di foglie di coca, di matè, di salvia, di rosmarino, di spigonardo, talvolta con qualche balsamico resinoso, a preferenza il belzoino, la mirra cui gli antichi ed i moderni danno poteri antisterici come in altri opuscoli vedremo.

§ 7 - Fumi in pipe e sigarrette. - Ecco l'altra tendenza infrenabile od irresistibile che presentano le ammalate di isterismo, di asma, di enfisema e di altre nevrosi spastiche per il fumo del tabacco a preferenza o poi pel fumo in generale, di ogni altra sostanza, basta che avesse dell'aromatico e dell'inebriante.E poi sul gozzo esoftalmico tipico, come quello delle nostre ammalate e sopra qualche altra ancora a gozzo atipico ma con forme dispnoiche ambasciose, che il fumo si rende una necessità incoercibile. -Qui non parlo che del fumo del buon tabacco m. c. che inebria e rapisce, del fumo delle sigarrette della cannabis indica che hanno dell'aromatico accentuato, che formavano il delirio delle ammalate quando loro ne offriva qualcuna; ma parlo delle sigarrette e delle pipate di canapa nostrana. - La donna è più eccessiva dell'uomo in certe tendenze naturali e viziate.! - Desideravano sem[36]pre, e non rifiutavano mai di fumare; però bisognava che un limite ci fosse; ed io limitai a 3 o 5 sigarrette al giorno, e a 3 o 4 pipe.-Ne' forti parossismi univamo le foglie di canapa a quelle di giusquiamo, di belladonna, di stramonio, ne' lievi a quelle di tabacco fine o di coca. - Negl'intervalli alle foglie di salvia, al caffè crudo pestato alle scorze di cacao, alle foglie di matè, al guarana, che dividono col caffè le sue proprietà eccitanti quantunque in minore proporzione.

In qualche momento supremo di parossismo violentissimo a forma delirante e furiosa mi son permesso di far loro dare alquanto boccate di una miscela di canapa e di papavero, però a man sospesa e sorvegliando sempre l'inferma, quando mi era assicurato non esistere stato iperemico o congestivo cerebrale, o condizione vaso-dilatatrice stenica nei centri nervosi. Doveva usare la forza a strappare dalla bocca le pipe o le sigarrette così accomodate, tanta ne era la tendenza fatale (come si vede ne' morfonomani) faceva loro subito sciacquare la bocca con qualche soluzione tannica. La donna è più eccessiva dell'uomo in certe tendenze naturali e viziose!- appunto nelle Morfinomane di Parigi e di Londra si nota che la donna subisce per sino il divorzio per non rinunziare alla funesta ebbrezza del morfinisino - queste si erano abituate a trattenere il fumo in bocca, a cacciarlo lentamente per il naso od inghiottirlo, massime quando si erano aggiunti i petali o le capsule acciaccate di papavero - ad onta di ogni mio divieto.

§ 8.-Polviscoli. -Termino questo Capitolo coi polviscoli.-È questa la forma più certa ed attiva nella medicina inalatoria (Iacobelli), perchè si è sicuri che i polviscoli, a forma di arie o di nebbie secche penetrano per tutto l'albero respiratorio, sino al fon[37]do degli alveoli, come lo dimostra l'antracosi de' minatori, ec.

Il solo inconveniente ne è la tosse e la irritazione che producono. - Ho cercato talvolta ovviare alla impressionabilità di stimolo ed alla tosse che ne conseguita facendo inalar prima dell'aria freddissima, poi con vapori di etere, con cloridrato di cocaina o qualche altro sedativo anestetico che si attaglia pure alla malattia - l'ho fatto precedere o l'ho unito al preparato della canapa. - Nella prima ammalata, 13 anni fa, usai il solfato di cannabina venutomi a carissimo prezzo (V. Canape Nostr. pag. 1°) da una casa estera. - Nella seconda di cui tesso storia clinica, 3 anni or sono, usai la resina o cannabina col metodo di Gastinet consigliatomi dal prof. Reale - Nella terza ho usato il Tannato di Cannabina, tanto raccomandato dal Froemmuller di Glascow come il migliore degl'ipnotici ed antispastici, senza pericoli-di cui a tempo darò la storia completa.

L'ho amministrata sola in polviscoli con polvere finissima di zucchero, o di amido, o di zucchero di latte, raccomandando all'ammalata di non tossire volontariamente, e di reprimere per quanto più poteva la tosse e la espettorazione - facendole inalare qualche acqua sedativa e muccillaginosa. -Qualche altra volta l'ho unito a' soliti sedativi ipnotici anestetici morfina, iosciamina, daturina solanina - ma a preferenza col bromuro di canfora, e colla cocaina come anestetico - quando la sua amministrazione non è sospesa o diminuita, per la tosse, e quando non è cacciata subito cogli espettorati, agisce istantaneamente, sia in loco diminuendo i fenomeni obbiettivi spastici, dispnoici e dolorosi, sia in vicinanza e massime sul cuore sia in fine su i centri cerebrali. - Le tre formole nel Ricettario. [38]

Cap. IV. § 1.-In questo Capitolo segnerò l'amministrazione della canapa per la via Regia come suol dirsi, cioè per la via dello stomaco.-Per questa via si ha la certezza sul quantitativo del rimedio; si ha la facilità dell'amministrazione e la certezza dell'assorbimento, senza alcuna diminuzione o sottrazione quantitativa come succede per tutti gli altri metodi sopra descritti.

Cartine, Pozione e Decotto-sono le tre formole essenziali, le più costanti e precise nella loro azione.

Cartine. - Nell'ammalata della nostra sala mi sono servito della cannabina ricavata col metodo di Gastinet, che è un poco impura di fronte a quella ricavata col metodo di Smith; d'altronde presenta tutte le qualità caratteristiche della cannabina; solo si deve amministrare con qualche centigrammo di più. - L'abbiamo usata sola nelle massime volte -e soltanto in via eccezionale di parossismo violentissino, con altre complicanze allarmanti, l'abbiamo unita a qualche coadiuvante, come andremo a segnare.

L'abbiamo amministrata nella proporzione media di 30 cg. mista allo zucchero di latte; in dieci cartine; dandole ogni mezz'ora o ogni ora ne' prodromi e nell'inizio del parossismo-allungandone il tempo ne' postumi od a misura che si calmano i fenomeni parossistici. - Riducendone le proporzioni nel declinare della malattia e nella profilassi.

Le cartine possono essere accompagnate dal caffè, dal thè, dal cioccolatto, tiglio, camomilla, o acqua fresca.

(Tra i tanti coadiuvanti, qui e nelle altre nevrosi notati, abbiamo prescelto due di azione costante, certa non pericolosa il bromuro di canfora e l'idroclorato o salicilato di cocaina, vedi Ricettario). [39]

In questa, come nelle altre due trattandosi di Gozzo a fondo oligoemico o vaso-costrettivo avremmo dovuto usare quei rimedi che ingenerano paralisi vasale o vaso-dilatatori, quali sarebbero il nitrito di amile, la paraldeide, la nitroglicerina, l'idrate di cloralio, l'idrato di croton-cloralio, le correnti elettriche ec. ma per certe forme caratteristiche del Gozzo m. c. ne abbiamo limitata l'aministrazione, sorvegliando attentamente le inferme.

(Tra i coadiuvanti abbiamo, ancora, fatto inalare appresso alle cartine semplici di cannabina una soluzione idro-alcoolica di liquore anodino ed acqua teriacale, rimedi popolarissimi in Napoli, alla proporzione di 10 gm. di liquore anodino in un litro di acqua teriacale, a grande inalazione; usandoli pure in polverizzazioni. strofinazioni e massaggi sulla pelle nel modo ora citato).

Nell'amministrazione delle cartine, sieno sole che rafforzate bisogna sempre sorvegliare l'infermo e modificarne l'uso per lo ragioni anzidette.

Pozione - dopo delle cartine la porzione è la più attiva; e comecchè piacevole, esilarante e di facile amministrazione è sempre richiesta e bene accetta dagl'infermi. Nel Ricettario ne riporteremo due moduli che tengono in inedia proporzionale 30 cg. di cannabina del Gastinet.

Decotto. -Nella prima ammalata usai la cannabis indica in decotto per uso interno; 1 a 2 gm. di foglie per 100 gm. di acqua alla colatura; da prendersi a cucchiate ogni mezz'ora - effetto certo, costante e preciso, sia ne' fenomeni sedativi sul gozzo, sia ne' fenomeni caratteristici della canapa (14). [40]

Nelle altre due ammalate ho dato il decotto della canapa nostrana, però a dose raddoppiata, che pure mi ha risposto precisamente, nella sua doppia azione.

Lo abbiamo amministrato in pozione, per inalazione e polverizzazione sulla pelle; però il decotto non tiene la parte esilarate ed aromatica delle suddette soluzioni idro-alcooliche, onde è meno accetto e desiderato; lo abbiamo condito talvolta con qualche grammo di tintura dell'olio essenziale o cannabeno, con qualche sciroppo aromatico.

Estratto farmaceutico (aggiungo l'aggettivo farmaceutico, perchè molti autori chiamano estratto la resina o cannabina). - Quando l'estratto farmaceutico è ben preparato, come quello che ci forniva il prof. Reale (l. a. c.), conserva tutte le pro[41]prietà della pianta - e se ne possono all'occorrenza fare soluzioni, tinture, pomate, oleiti ec. -la sua formola terapica più semplice, come per gli altri estratti, è la pillolare-alla dose di 5 a 15 cg. in tre pillole e più nella giornata.

Tinture - La tintura di cannabina, attiva e precisa quando è titolata al 10: 100 l.c.; 1 a 2 gm. per ogni prescrizione-La tintura dell'olio essenziale, ancora titolata al 10:100, è più esilarante ed aromatica che attiva; ½ a 1 grm per ogni soluzione.-Si usano sole sopra la neve, su pietruzza di zucchero, in qualche acqua aromatica-le abbiamo usato nelle pozioni, nelle polverizzazioni, abluzioni ec. m. c., sempre accette e desiderata dalle inferme (15).-Le tinture dell'erba fresca o secca hanno azione meno precisa della prima-le usavamo talvolta a titolo di variante - 2 gm. nelle pozioni -5 a 10 gm. nelle polverizzazioni idro-alcoolìche, miste ad altre acque aromatiche.

Preferivamo la tintura di cannabina titolata.

Sciroppi, pastiglie eleossaccari- Comecchè preparati, di lusso, e di gusto non convengono nei prodromi e nel parossismo acuto, sivvero nel corso della malattia e nella profilassi. - Da preferirsi nella cura delle donne e de' bambini. - Lo sciroppo' titolato da 1 a 2 once al giorno. L'eleossaccaro, id., da 1 a 2 cucchiaiate al giorno, per [42] epigrasi, in un'acqua aromatica. Le pastiglie titolate da 3 a 6 al giorno.

Non le abbiamo fatto preparare nell'Ospedale, dove si guarda al rigorismo sperimentale, alla efficacia del rimedio, isolato da contorni gustosi, e sino ad un dato punto, alla economia, qualora questa non ledesse l'efficacia degli sperimenti e delle cure.

§ 2. Nel declinare della malattia e nella profilassi sempre lo stesso trattamento colla sola canapa; attenuandone le dosi e i metodi di amministrazione. Nella declinazione abbiamo tenuto il seguente sistema. Un'ora prima della colezione, polverizzazione sul collo sul petto e sulla faccia della soluzione idroalcoolica di canapa n.° 12 per un quarto d'ora; subito dopo inalazione di 30 gm. della stessa soluzione col polverizzatore di Richadson; subito dopo ginnastica ragionata e passeggiata sulle terrazze e giardini. Un'ora prima del pranzo una cartina di 15 cg. di cannabina in un bicchierino di Vermouth; un'ora prima della cena una cucchiaiata della pozione n.° 2.

Nella profilassi atteso lo stato oligoemico aggiungevamo alla cartina prima del pranzo 20 cg. di ferro ridotto o permanganato di ferro e subito dopo del pranzo alquanto stile di tintura arsenicale del Fowler o qualche altro ricostituente (16).

Cap. V. § 1. In capo a 2 mesi di questo trattamento l'ammalata raggiungeva la completa guarigione; già sin dalle prime settimane gli accessi violenti erano cessati; restava solo qualche accenno; in capo ad un mese non più si presentarono -Questa donna che veniva all'Ospedale nello stato spaventevole, anzi descritto, ridotta nelle forze dinamometriche, con accessi frequentissimi che la la[43]sciavano prostrata ed ebetita, con palpitazioni espansive o rumorose, con tachicardie e soffi pronunziatissimi anemici, sul cuore e su i grandi vasi; con ectasie-cardio arterioso; col gozzo della dimensione del collo; cogli occhi sporgenti ed allampanati, e tutti gli altri fenomeni più innanzi descritti, sin da' primi giorni della cura psico-igienica e terapica a base di canapa, variandone solamente le dosi, i modi e le forme di amministrazione; quest'ammalata in capo a due mesi si trovava completamente guarita.

Sparite le convulsioni ed il forte nevrosismo, rialzate le forze dinamometriche, riordinati gli scambi materiali; rialzata la crasi morfologica e proteica del sangue, ritornato il colorito sulla pelle che ne è la naturale espressione "Qualis est color in cute, talis est color in sanguine" C. Celso l. c.). Maraviglioso a vedersi comechè determinate da semplici disturbi funzionali erano sparite tutte le ectasie sul coro, sullo arterie e sulla tiroide; e con esse le palpitazioni sfrenatissime; l'esoftalmo ed il fenomeno di de Graefe; e con questi tutti i fenomeni secondari... E come sintetica espressione di tutte questo migliorie il peso del corpo da 53 Kil. segnava alla bascuglia 56 ¾.

§ 2. Ecco adunque i benefici risultamenti terapici ottenuti; ecco pure la rassegna sperimentale di tutti i preparati della Canapa, e dei metodi seguiti nella loro amministrazione, a pro dell'ammalata che forma l'obbietto di questa scrittura - e delle altre due curate fuori dell'Ospedale.

La prima ammalata di Gozzo Esoftalmico A. G. che fu l'obbietto della prima nota nel Giornale La Clinica 1875, ora trovasi assolutamente rimessa in casa del suo parente M. C. così pure la sua sosia in patologia da noi, guarita nell'Ospedale - della [44] quale non abbiamo potuto avere più notizie, perchè uscitane in fretta ed in furia quando il cholera s'incontrava nella mia Sala.

§ 3. Nel seguente succinto Ricettario van segnate le forme più importanti della canapa amministrato sola; o per via eccezionale, talvolta unita a qualche coadiuvante. Sono soltanto registrate lo formole di preparati più attivi, Cartine, Pozioni, Decotti, Tinture titolate - Per uso interno o per altra via; Inalazione, siringhe ipodermiche, siringhe rettali, clisteri, polverizzazioni cutanee, pipe sigarrette, ec. Per i preparati minori, Acqua di canapa, suffumigi, oleoliti, glicerolati, pomate ec. basta averli accennati pocanzi.

Non così la intendo per i sciroppi, gli eleossacchari, le pastiglie, i mielacei cc., quando questi fossero ben preparati e titolati; dessi per molte ragioni sono utili e talvolta necessarii nella terapia e nella igiene degli ammalati; onde deploro che l'attuale indirizzo terapico, in un modo dommatico ed assoluto abbia dato l'ostracismo allo zucchero, al miele e ad altre sostanze zuccherine ed idrocarbonate; per le considerazioni che andrò a segnare nella seguente nota (17). [45]


CAP. VI. § 1. - Ricettario.

- Cartine. -

N.° 1 - Sp. Cannabina del Gastinet centgr. 30 a 40
          zucchero pp. gm 2=M. f. c. 10. [46]
Ogni mezz'ora, o ogni ora ne' prodromi e nel parossismo - ne'postumi e nella profilassi diminui[47]re la dose ed il numero, come abbiamo pocanzi segnato.

N.° 2 - Pozione.
          Sp. Cannabina cg. 30 a 40,
          Cannabeno goccia 1 a 2,
          acqua di anisi gm 150,
          sciroppo di cedro gm 27 M.
Mezza ad una cucchiaiata ogni mezz'ora ne' prodromi e nel parossismo, sbiadirne l'amministrazione ne' postumi e nella profilassi.

N.° 3 - altra Pozione.
          Sp. Tintura titolata di cannabina gm. 2 a 3,
          tintura di cannabeno gm 1,
          acqua di anisi gm 150,
          sciroppo di cedro gm 27 M.
Amministrazione, come sopra.

N.° 4 . - Decotto semplice per uso interno.
            Sp. Di erba secca di canapa nostrana gm 3 a 4.
Fatene decotto di 100 gm. alla colatura e bevete in 4 volte ogni ora. Ne' prodromi e nel parossismo; ovvero a cucchiaiate ogni ora. N. B. Quando si usano le foglie della canapa indiana, si prescrivano alla dose di 1 a 2 gm., in 100 gm. di decotto ec. [48] lo stesso metodo di amministrazione; sorvegliando però l'infermo per i fenomeni di cannabismo.

N.° 5 - Altro decotto rafforzato.
          Sp. Decotto. di 100 gm. come sopra,
          tintura di cannabeno gm 1 a 2,
          sciroppo di cedro gm 27 M.
Amministrazione, come sopra.

N.° 6- Tinture a stille.
          Sp. Tintura titolata di cannabina gm. 4,
          Tintura titolata di cannabeno gm. 2 M.
10 a 20 stille sopra una pietruzza di zucchero o in una cucchiaiata di Vermouth, di acque aromatiche, ogni mezz'ora o ogni ora - ne' prodromi e nel parossismo.

N.° 7 - Siringhe ipodermiche.
          Sp. Cannabina in polvere finiss. gm 1,
          acqua distillata gm 10,
          acido solforico o cloridrico gocce 2 M.S.A.
Da farne 10 iniezioni, ogni 2 a 4 ore a seconda la comportabilità dell'inferma, e quando sia preclusa la via dello stomaco; arrestando o dilungando le iniezioni quando sorgessero fenomeni di cannabismo.

N.° 8 - Estratto farmaceutico.
          Sp. Estratto farmaceutico ben preparato gm ½,
          polvere di liquirizia gm ½ M. f. p. 10 eguali.
Una ogni ora ne' prodromi e nel parossismo; allungando il tempo se sorgono fenomeni di cannabismo.
N.B. Coll'estratto ben preparato si possono fare pozioni, soluzioni per inalazioni, per siringhe, tinture, pomate, oleiti ec.

§ 2. N.° 9 - Inalazione col decotto filtrato.
           Sp. Foglie secche di canapa nostrana gm 4,
           Acqua q. b. per decotto di 120 gm. alla colatura.
Fatene 4 inalazioni di 30 gm. per ciascuna; a 2 ora di distanza ne'prodromi e nel parossismo; più a lungo negl'intervalli e nella profilassi m. c. [49]

N.° 10-Altra Inalazione più attiva ed esilarante.
          Sp. Acqua distillata di canapa nostrana gm 150,
          tintura di cannabina gm 2 a 3
tintura di cannabeno gru 1 a 2 M.
Ricercata più del decotto; 4 a 6 inalazioni ogni 1 a 2 ore ne' prodromi e nel parossismo; più dilungata nella miglioria e nella profilassi. Usare l'apparecchio di Richardson per averla fresca o fredda.

N.° 11 - Fumate in pipe od in sigarrette.
Una fumata ogni ora, o quando lo desidera l'inferma, ne'prodromi e nel parossismo; più a lungo ne' postumi; più ancora nella profilassi.
NB. Quando si usano le sigarrette di Cannabis Indica bisogna limitare di più il numero e gl'intervalli nelle fumate, sorvegliare l'inferma. Desiderate ardentemente.

N.° 12 - Nebulizzazioni sulla faccia, sul collo sul petto, sull'epigastrio.
           Sp. Acqua distillata di canapa fresca nostrana un litro.
           Tintura dell'erba fresca gm 27 M.

N.° 13 - Altra Nebulizzazione, ibid. più rafforzata.
            Sp. Di Acqua distillata di canapa fresca nostrana 1 lit.
            tintura di cannabina gm 10,
            tintura di cannabeno gm 5 M.
Grandi e continue nebulizzazioni coll'apparecchio grande di Championnière quando si vogliano tepide; se si vogliano fresche, coll'apparecchio di Richardson; ripetendosi spesso, a richiesta dell'inferma ne'prodromi e nei parossismo - gratissima e confortante.

N.° 14 - Respirazione dell'aria medicata.
Si nebulizzi con le dette soluzioni idro-alcooliche l'aria della stanza continuamente, da renderla vaporosa ed aromatizzata; si tenga a bassa tempera[50]tura e luminosa; ancora desiderata ed utile agl'infermi.

N.° 15 - Siringhe rettali.
            Sp. Foglie secche di canapa nostrana gru 5 a 6,
            Acqua q. b. per farne decotto di gru 300
Dividersi per 3 o 4 siringhe al giorno.

N.° 16 - Clisteri de' suffumigi o vapori secchi.
Iniettarle un litro per volta, gradatamente, tra 15 e 30 minuti; ripetere 3 volte al giorno.

N.° 17 - Sciroppo titolato a 20 cg. per ogni oncia,
            1 a 2 once al giorno, per epigrasi.

N.° 18-Eleossaccaro titolato a 20 cg. per ogni oncia;
1 a 2 al giorno; scioglierlo nell'acqua e beverlo per epigrasi.

N.° 19 - Pastiglie titolate a 5 cg. per ogni pastiglia; 4 a 6 al giorno.
N.B. Lo sciroppo, le pastiglie, l'eleossaccaro ec. cedono il posto a' rimedi più attivi e pronti (cartine, pozioni, decotto) ne' prodromi e nel parossismo onde vanno meglio ne' postumi e nella profilassi; massime nelle malattie delle donne e dei bambini.
La inalazione de' polviscoli di cannabina, la respirazione de' suffumigi dell'erba secca bruciata, le siringhe ipodermiche e rettali, come pure la masticazione dell'erba fresca e secca sono mal tollerate; riescono pure inutili e male accetti gli unguenti, gli oleiti, i gliceroiati, le compresse, i cataplasmi ec. per cui non ne riporto le formole; che daltronde si possono prescrivere come tutti gli unguenti, pomate, oleiti ec. delle erbe sedative e risolventi.
Sono questi succintamente i moduli delle ricette rappresente dalla sola canapa e suoi preparati. Li abbiamo segnati in ordine numerico a seconda la loro importanza.

Nel seguente Capitolo segnerò qualche coadiu[51]vante che in via eccezionale e di esperimento abbiamo aggiunto alla canapa, in qualche accesso gravissimo e in qualche forma saliente-Così pure segneremo nella profilassi alquanto formole di tonici e ricostituenti annessi alla canapa; amministrati in questa ammalata, come alle altre due, ancor esse cachettiche, linfatiche ed a discrasia oligoemica o cloro-anemica.

- Coadiuvanti -

Cap. VII. § 1. Nella forma violentissima, disperante, eretistica e spastica oltre alla esposizione dell'inferma alla grande aria, ventilazione e luce; a circondarla di un'atmosfera di etere, di liquore anodino, di nebulizzazioni, spruzzature, colle soluzioni idro-alcooliche m. c.; a far uso delle generose inalazioni m. c.; delle correnti elettriche (polo positivo sul simpatico al collo e polo negativo in mezzo alla mano, per la durata di 3 a 5 minuti , se le comporta) - ci siamo giovati delle seguenti cartine e pozioni.

-Cartine -

N.° 20- Sp. - Bromuro di Nikel cg. 30,
            Cloridrato di Solanma cg. 10,
            Tannato di Cannabina cg. 50.
            M. fc. 6.
Ogni mezz'ora una cartina.
Ho ancora prescritto questa ricetta su me e sopra altri asmatici, così pure negli accessi isterici, emicranici ed in altre nevrosi spastiche e dolorose. Assicuro che non sono arrivato alla quarta cartina ed il parossismo si dilegnava. Questa formola ha il pregio di essere attivissima, senza i pericoli degli altri ipnotici, antispastici m. c.; e per non avere [52] azione cumulativa si può ripetere senza esitanza.
Altra volta ho voluto amministrare il bromuro di Nikel a forma effervescente.

-Cartine -
N.° 21 - Sp. - Bromuro di Nikel gr. 1 ½
            Bicarbonato di sodio gr. 2,
            Acido tartrico gr. 2.
            M. fc. 4.
Ogni ora una cartina, entro 60 gm. di Acqua aromatica, con buona dose di sciroppo ancora aromatico onde mascherare il sapore acre, scottante e disgustoso di questo bromuro.

N.° 22 - Sp. - Tannato di Cannabina cg. 50,
            Bromuro di Canfora gm. 1,
Cloridrato di morfina cg. 3,
M. fc. 6.
Ogni mezza o ogni ora una cartina - dopo l'ultima cartina dare un mezzo milligram. di atropina.

In queste tre ammalate a fondo anenico, a spasimo vasale o vaso-costrettivo abbiamo adoperato ancora con successo le seguenti due formole:

N.° 23. - Sp.-Tannato di Cannabina cg. 50,
             Croton-cloralio idrato gr. 1,
             Salicilato di Cocaina cg. 4.
             M. fc. 6.

N.° 24- Sp. - Di tannato di cannabina cg. 50,
             Estratto secco di belladonna (Inglese) cg. 3,.
             Valerianato di Caffeina cg. 10.
             M. fc. 6.
[53] Nei prodromi e nel parassismo. Ogni mezza, od un ora una cartina - e dopo l'ultima cartina, o nel loro mezzo, fare pigliare un granulo dosimetrico di aconitina cristallizzata di ¼ di milligr. - Ovvero invece dell'aconitina fare inalare una sola stilla di nitrito di amile in un fazzoletto, con molta aria - sorvegliando attentamente l'inferma.

Ho in fine in una formola più semplice amministrato ne' prodromi e ne' violenti accessi la seguente ricetta, e l'ho trovata sempre utilissima, ancora nell'asma, nell'emicrania nell'isterisrno ed altre nevrosi spatiche e dolorose.

N.° 25. - Sp. - Bromidrato di Chinina gr. 1,
            Salicitato di cocaina cg. 5,
            M. fc. 5.
Ogni mezz'ora, ad un'ora, una cartina - facendo seguire l'ultima cartina da un granulo dosimetrico di un quarto di milligr. di josciamina - sorvegliando attentamente l'inferma massime quando si amministra questo alcaloide, più possente dell'atropina stessa - giusta la conferma che me ne dava il mio dotto amico Luigi Izzo, specialista serio e valentissimo nella Terapia Dosimetrica.

- Pozioni -

Ancora negli accessi violentissimi, invece delle cartine ci siamo giovati delle seguenti pozioni.

N.° 26.- Sp. - Bromuro di Nikel cg. 50,
            Cloridrato di Solanina cg. 10,
            tannato di cannabina cg. 50,
            acqua di anisi gr. 250,
            sciroppo di cedro gr. 54. M.
Una cocchiaiata ogni mezz'ora. Intersecata da qualche perla di Etere -effetto certo, costante e non pericoloso come nelle cartine n.0 20. [54]

N.° 27. - Sp. - Salicicato di cocaina cg. 5,
            bromuro di canfora gm. 1
            tannato di cannabina g. 50,
            acqua d'anisi gr. 250,
            sciroppo di cedro gr. 27, M.
Una cucchiaiata ogni mezz'ora - Intercalata da qualche perla di etere valerianico - ancora effetto certo, costante o non pericoloso (18).

§ 2. Per gli alcaloidi affini alla digitalina ed alla caffeina- nelle palpitazioni cardiache, che formano il sintoma immancabile e patognomonico del Gozzo, ancora nelle forme fruste - bisogna amministrarli a tempo e con ponderazione come abbiamo segnato nella nota (6) a pag. 14. - Dessi in qualità di [55] eccitanti cardiaci debbono essere prescelti nelle forme cardioplegiche asteniche, quando la tachicardia è rappresentata dalla celerità inarrivabile, da quel rullio rapidissimo o murmure impercettibile l. c., dalla prostrazione delle forze generali e circolatorie - Al contrario quando predomina la forma stenica, con forte pressione cardio-vasale, colla forma espansiva, rumorosa, a scatti vibrati e metallici; allora bisogna ricorrere a' sedativi come il nitrito d'amile ec., a' bromuri, all'atropina, alla asparagina, alla daturina, alla iosciamina; e di preferenza alla solanina, per le ragioni ora enunciate. - E comecchè in questa nevrosi la palpitazione passa rapidamente dallo stato stenico allo astenico, ancora nello stesso parossismo, così bisogna sempre sorvegliare l'infermo quando si amministrano i così detti rimedi cardiaci, darli a man sospesa e non in forti proporzioni.

§ 3. Queste sono le ricette che abbiamo usato nell'accesso violentissimo delle tre ammalate. Ne' parossismi più miti e nel declinare della malattia abbiamo diminuito il numero delle sostanze, la loro quantità e diradato il metodo di amministrazione limitandoci alle formole seguenti: [56]

N.° 28. - Sp. - Di tannato di cannabina cg. 25,
             bromuro di canfora cg. 50.
             M.fc.3.
Ogni due ore tra i prodomi ed il parossismo -o tre volte al giorno.

N.° 29 - Sp. - Di tannato di cannabina cg. 25,
             cloridrato di cocaina cg. 3,
             M. fc. 3.
Amministrate come sopra.
Queste due ricette possono amministrarsi in pozioni sciogliendole nell'acqua di anisi e sciroppo di cedro, come sopra.


Profilassi.

§ 4. Abbiamo detto che il Gozzo esoftalmico in tutte le sue fasi è stato da noi curato colla sola canapa nostrana e suoi preparati; ed è vero-che solo in via eccezionale a titolo di coadiuvanti le abbiamo aggiunto altri rimedi; ed è verissimo - così pure nella profilassi, ed a malattia finita stante lo stato oligoemico, cloro-anemico e cachettico delle inferme l'abbiamo unita al iodo, al ferro, al manganese, all'arsenico al calcio.

N.° 30. - Sp. - Ioduro di calcio gm. 1. a 2,
             Cannabina cg. 20 a 30,
             Acqua da bere un litro. M.
Per tutta la giornata - ancora sui pasti.

N.° 31 - Sp. - Permanganato di ferro cg. 20 a 30,
             pepsina di maiale cg. 20 a 50,
             Cannabina cg. 20 a 30,
             M. fc. 3. Prima della colezione, del pranzo o della cena. [57]
Con cocchiaiate di Vermouth, o di elissire di coca, di Kola di maté, di eucalipton ec.

N.° 32. - Sp. - Tintura arsenicale del Fowler da 1 a 10 gocce, con progressivo aumento.
             Cannabina cg. 20 a 30,
             Acqua da bere un litro - M.
Per tutta la giornata, ancora su i pasti.

Questi in conchiusione sono tutti i coadiuvanti che in linea eccezionale abbiamo aggiunti alla canapa in tutte le fasi della malattia - dessi però non minorano il concetto che da' nostri antecedenti sperimenti si è affermato - che cioè la canapa sola sia stata valevole, in tutte e tre, a guarire la malattia - mentre in controprova abbiamo pure sperimentato che tutti questi ipnotici, antispastici e risolventi non hanno avuto un valore costante, preciso, innocuo e generale sulla proteica malattia.


Ricordi Clinico-Terapici.

CAP. V. - § I. - Dopo tutta questa esposizione sulle svariate forino e metodi di amministrazione della canapa e suoi preparati, mi permetto a raccomandare di tener presenti i seguenti ricordi, in questa, come in altre malattie nelle quali si vuole usare la canapa.

1.° Cominciare sempre da dosi piccole - con graduati aumenti - sorvegliare sempre l'infermo quando incomincia a presentare i fenomeni del cannabismo.

2.° Ancora quando incominciano a comparire i fenomeni del cannabismo, non sospendere assolu[58]tamente il rimedio - ma studiarne, la modalità di azione, osservando attentamente l'infermo - perché succede allora il fatto maraviglioso che, a misura che compariscono i fenomeni miti ed iniziali del cannabismo, cominciano a retrocedere i fenomeni caratteristici della malattia e dell'accesso. Nel nostro caso, abbiamo spesse volte osservato che la grande smania e calore, le palpitazioni rumorose ed acceleratissime; e con esse i gonfiori della tiroide, la sporgenza degli occhi ec. diminuivano a misura che si presentava il formichìo ascendente, qualche scatto fibrillare ed il sonno placido del mite cannabismo.

3.° Non amministrare la canapa ed i suoi preparati attivi - o darli in minima proporzione, e sorvegliare attentamente gl'infermi, quando questi fossero pletorici, aneurismatici, ateromasici; quando vi fossero condizioni vasali dilatatrici; iperemie, congestioni steniche, minacce di stravasi cerebrali, sonnolenze e narcosi carbonica - o meglio non prescriverla.

4.° Ricordare che l'erba nostrana tiene la metà della forza della canapa indiana - e quindi bisogna amministrare la prima raddoppiandone il peso -Che la resina o cannabina si trova in maggior proporzione nella canapa indiana - ma però tiene la stessa composizione chimica atomistica nelle due canapi - Che la resina estratta col metodo di Gastinet è meno attiva perché contiene materie estranee l. c.; mentre quella che è estratta col metodo di Smith è più attiva perché più pura.

5.° Ricordare, usando il metodo d'Inalazione, che la dose della canapa, o di altri rimedi, dovrebbe essere uguale, a quella; per uso interno. Ma comecchè nella Inalazione de' liquidi si disperdono due terzi così bisogna tripcarne la dose. [59]

6.° Nell' amministrazione de' preparati della canapa, (come in tutti i rimedi di forte efficacia) studiare le disposizioni particolari degl'infermi - che gli antichi addimandavano Idiosincrasie - perché vi sono alcuni ammalati su i quali una dose minima produce subito i fenomeni del cannabismo; mentre per altri bisognano forti e reiterate dosi per produrre gli stessi effetti (19).

7.° Bisogna in ultimo raccomandare al medico clinico, nel corso delle sue visite e nelle sue diagnosi, massime quando è chiamato in donne nell'età sessuale, a tempra nervosa, con forme isteroidi, con cardiopatie ec. di tener sempre presente il Gozzo Esoftalmico - perchè, più che non si crede, desso è frequentissimo a riscontrarsi, massime nella forma atipica, presentando uno o qualche fenomeno caratteristico o epigenomeno del Gozzo [60] genuino. - Spesse fiate si confonde coll'asma, colle dispnee, coll'isterismo convulsivo e viscerale, colle cardiopatie nervose (Graves). Accade sovente osservare ne' prodromi e nell'inizio delle mestruazioni difficili, massime nelle nervose ed isteriche, gonfiarsi il collo e la tiroide-Le palpitazioni di cuore e di arterie; la sporgenza degli occhi ed il fenomeno di de Graefe, (cui il Meyer ed il compianto amico prof. Castorani davano tanta importanza; e che il Graves, sin dal 1835 descrive con tanta limpidezza e precisione nella sua Opera immortale (20) spessefiate tutti questi fenomeni che appartengono al Gozzo, si addebbitano alla dismenorrea, al nervosismo, all'isteria o ad altre nevrosi-Ricordo un caso di fenomeno del de Graefe in una giovanetta clorotica ed isterica, la cui palpebra superiore proprio non più si abbassava, con forte palpitazione, da tutti creduto paralisi da isterismo spastico, diagnosticata splendidamente per Gozzo dal compianto Maestro Castorani-Quello che gli antichi chiamavano Globus hystericus o nodo isterico, non è sempre una nevrosi spastica isterica; ma spesseflate dipende da vera pressione meccanica che la tiroide gonfiata, sotto le palpitazioni ed i riflussi cardioarteriosi, esegue sulle parti sottostanti, e che sparisce talvolta col cessare della palpitazione e dell'accesso (Graves, Parry, in Stockes); or bene questo fenomeno ha avuto sempre la denominazione di isterico , mentre che il più delle volle è uno de' fenomeni caratteristici del Gozzo esoftalmico. [61]


Conchiusione.

Cap. VI.- In conchiusione finale possiamo affermare:

1.° Che il Gozzo Esoftalmico sia una speciale nevrosi spastica de' centri motori e senzitivi, originari del simpatico, del vago, incentrata ne' loro plessi o gangli cervicali - che per via centrifuga ordinariamente si irradia sugli organi da essi innervati e ne perturba in modo speciale la modalità di essere e di funzionare - che talvolta lo stimolo parte dalla periferia e per via centripeta raggiunge ed irrita i centri, predisposti, a mo' di folgore ascendente, e da questi si scaglia più forte e più diffuso sulla periferia.

2.° Che quantunque per sede, per natura e per qualche forma sintografica avesse analogia coll'asma, coll'isterismo espansivo e viscerale, pure ne diversifica per gli anzidetti fenomeni clinici costanti e caratteristici, e per altri epigenomeni; sia nella forma tipica, così pure nella frusta. Onde si afferma come una nevrosi sui generis, autonoma, come una entità patologica speciale.

3.° Che tutti gl'ipnotici, risolventi, antispastici, vaso-costrettivi ec. riescano, nel Gozzo, talvolta utili, per la loro azione vantaggiosa, generalmente, su tutte le nevrosi: Che riescono talvolta utili su qualche forma clinica caratteristica della malattia, mentre non giovano sulle altre forme; Che la loro azione riesce frustranea ne' prodromi e quasi sempre frustranea nel colmo del parossismo, massime quando è intensissimo; Che la loro azione non è precisa e costante, ancora sull'individuo stesso. come ho potuto verificare sulle ammalate ora citate.

4.° Onde possiamo dedurre che di tutti i rimedi [62]finora adoperati, nessuno ha spiegato, se non un'azione specifica sul gozzo esoftalmico, magari almeno un'azione precisa e costante, un'azione nello stesso modo benefica su tutti i fenomeni clinici della malattia o sopra una buona porzione di essi.

5.° Che nello sperimentare i detti rimedi abbiam dovuto convincerci che alcuni di essi riescono inutili, altri di poca e limitata azione, altri in fine assolutamente nocivi e pericolosi, sia per le loro qualità eminentemente tossiche, sia perchè non opportunamente indicati - e massime perchè non colpivano a segno la indicazione razionale sulla natura, sede ed istopatologia del morbo - era empirica la loro indicazione!

6.° Che ancora pel bromuro di canfora sul quale feci tanto assegnamento nelle ammalate m. c., la sua azione si mostra sempre benefica sopra alcuni fenomeni clinici caratteristici, ma indifferente e sbiadita su di altri - e nocivo quando l'ammalata si presenta accasciata da debolezza dinamica e somatica - nocivo ne' postumi della malattia, lasciando un fondo di atonia; massime quando sia stato spinto a forti dosi.

7.° Che tra i tanti rimedi adoperati, la canapa e i suoi preparati, pare che avesse risposto in massima parte alle indicazioni salienti del morbo, per la sua azione specifica su i centri cerebrali - che qui e più appresso andremo più ampiamente svolgendo - azione misteriosa nella sua intima influenza sulle nevroglie, sulle polarità cellulari, sulle fibre e punti originarii e loro diramazioni - ma certa non per tanto per i suoi effetti clinici; e terapici appariscenti.

8.° Che se non è lo specifico per la malattia del Flaiani, è il rimedio che più di tutti assorbe la massima parte delle indicazioni terapiche; giove[63]volissima ne' prodromi e nel parosismo istesso -massime quando si giunge a tempo, e si amministra con avvedutezza e ponderazione: E se talvolta non arriva a domarlo, lo rende eminentemente più mite e meno complicato: Allevia certamente nel massimo grado le sofferenze insopportabili dell'accesso e de' suoi postumi - lo che costituisce un grande beneficio.

9.° Che ancora quando si spingano in certo modo le dosi - e si presenta il formichio, la sonnolenza e qualche altro fenomeno di mite cannabismo -Questo fenomeno, che si vaglia pur dire perturbatore (G. Semmola) resta sempre transitorio, perché procurato; mentre avrà, colla sua influenza specifica sui centri cerebrali, distrutta la malattia primigenia - E come diremo nell'Asma, nell'Isterismo, nell'Emicrania ed in altre nevrosi a semplice disturbo funzionale, basta deviare o correggere per alquanto tempo tali disturbi per vedere dileguata la malattia - e con essa dileguarsi ancora i fenomeni del Cannabismo perché procurati e transitorii.

10.° Che amministrata sola, ancora ne' postumi e nella profilassi è stata valevole a non far ritornare gli accessi-e portare allo stato sano l'inferma.

11.° Che tra le diverse modalità di sua amministrazione sono eminentemente giovate le grandi e ripetute nebulizzazioni sulla faccia, sul collo, sul petto, sulla regione epigastrica, denudati; e le larghe inalazioni fresche della soluzione rafforzata; bastando talvolta questi due soli mezzi a scongiurare i più forti parossismi - Giovevolissime le cartine e la pozione confortante - Sempre desiderate ed utili le fumate.

12.° Che nella spelta de' tanti ipnotici, antispastici, risolventi ec. a titolo di coadiuvanti abbiamo [64] trovato utili a preferenza il salicilato di cocaina ed il bromuro di canfora.

In conchiusione finale.-Ho curato e guarito le tre ammalate di Gozzo Esoftalmico colla sola amministrazione della Canapa e suoi preparati. Ecco il fatto!... che io qui ho riportato nel suo verismo sperimentale; senza teoretiche discussioni o scolastici appreziamenti - Perchè in qualità di medico ospedaliero sono ripieno della massima de' professori Pini e Schivardi che ho posto al sommo di questa Casuistica - Ne lasciò non per tanto il controllo sperimentale a' miei rispettabili Confratelli, quando loro capiterà un caso di simil genere nell'Ospedale o fuori -ne lascio agl'Insegnanti la critica discussione.


Note

(1) Valieri-Contribuzione alla terapeutica del Gozzo Esoftalmico-dal giornale modico La C1inica 21 Agosto 1875.- Riportata ancora, quasi per esteso, nel Formolar. Terap. del Mottola, art. Gozzo Esoftalmico, Nap. 1877 p. 188, pass

(2) Mottola, op. cit. art. Isterismo.

(3) In questa, come in tutte le altre malattie che andrà a segnare nella Casuistica e nella 3.a Parte, tengo molto a dichiarare che nella esposizione dei fatti fondamentali del morbo non mi attengo alla forma tradizionale scolastica - Segno soltanto quei punti salienti che si riferiscono al mio obbiettivo che è l'azione della Canape nè morbi designati, ed alla spiegazione de' criterii razionali che ho tenuto nella sua scelta ed applicazione.
Ancora in questa Memoria (che come tutte le altre mie opericciuole offro in dono a' benevoli Amici) chiedo la loro venia se ho aggiunto qualche nota di argomento vario medico, che qui starebbe come il cavolo a merenda - Le ho trovato in certe mie Letture e conferenze popolari, che altravolta ho tenuto nella mia Sezione; incoraggiato dall'assidua presenza e da' Consigli dell'illustre Igienista prof. M. Turchi, del quale, qui ed altrove ho sempre con grato anime, magnificato il culto che tiene per la Patria, la Scienza e l'Umanità.

(4) Come in appresso diremo, tra le tante malattie nervose è specialmente nell'asma che si vede in modo indiscutibile la influenza della luce, poi viene il gozzo esoftalmico; poi il chiodo solare tra le nevralgie del Trigemino, e la emicrania che risentono la influenza della luce in modo inverso dello due prime - poi tutto le altre nevrosi, nevralgie iperestesie ipercinesie ec., poi certe malattie del sangue, certe distrofìe ec.
In altre mie scritture ho studiato nel senso antropologico geografico, fisiologico e clinico le influenze speciali dei dina-midi sulla vita; elettricità atmosferica, magnetismo terrestre, calore - e massimamente la luce.
Quest' ultimo dinamide spiega sopra tutti gli altri, la più vasta influenza sulla vita cosmica in generale, sui minerali, sulle piante e sugli animali sulle svariate manifestazioni somatiche e morali della vita dell'uomo, sana ed ammalata.
Il fiat lux è la espressione simbolica della creazione della vita e dell'ordine cosmico, mentre il caos rappresenta la oscurità ed il disordine.
Come ho sperimentato su me, che sono asmatico e sugli altri, mi sono convinto che la luce spiega la sua grande influenza causale sull'asma nervoso puro; a determinarne la comparsa la forma clinica, la durata e gli esiti; - tiene la più gran parte nella sua terapia igienica - e massime sullo svolgimento intensità e durata del parossismo, però in senso inverso dell'emicrania, del chiodo solare. Nell'emicrania generalmente e nel chiodo solare assolutamente l'accesso si svolge al mattino e cresce fino a mezzogiorno; l'ammalato chiede il riposo assoluto, l'oscurità e la quiete -nell'asma al contrario il parossismo viene nel cuore della notte, viene generalmente nelle stagioni in cui la luce scarseggia sul pianeta (autunno, inverno) si aumenta ne' luoghi privi di luce naturale od artificiale; si dilegua nel mattino appena il sole sorge sull'orizzonte; l'asmatico nel parossismo chiede la espansione e la luce.
Così avviene pure pel gozzo esoftalmico l'ammalato desidera la espansione, la grande aria, ma sopra tutto ha sete della luce più che dell'ossigeno.
Nel chiodo solare è marcatissima questa influenza donde la metaforica denominazione.
In molte altre nevrosi; in molte distrofie dai perturbati scambi materiali; in molte malattie morfologiche, e plastiche del sangue che colpiscono la sua crasi chimico-globulare si riscontra sperimentalmente la influenza della luce, massime sul pallore del sangue istesso della pelle - che la vecchia macroscopia formolava in quel classico detto di Celzo "Qualis est color in cute talis est color in sanguine"; 1800 anni prima di Moleschott, di Melassez e di Bizzozero e delle indagini spettroscopiche.
Ricordo di aver veduto, una volta, in Francia un mezzo igienico-terapico speciale, onde curare le dette distrofie ematiche ed altre malattie a forme cachettiche, regressive e nervose - i Bagni di luce - formati da casse, o piccole camere tutte in cristallo, che davano libero passaggio all'acqua ed all'aria fresca per la respirazione e per temperare il soverchio calore - ricordo che a' cristalli si davano diversi colori per la speciale influenza di essi su certe forme morbose. Posto in queste casse l'ammalato denudato era esposto al sole e circondato da specchi che riflettevano su tutta la periferia posteriore i raggi solari: di questi bagni di luce non ho inteso più parlare.
É accertato che in certe malattie mentali questa influenza più specchiatamente si mostra. Nel visitare il Manicomio (modello) di Pesaro, osservai alcune stanze o scomparti tinti nelle pareti, nelle cortine e ne' vetri in bleu o violetto; così aggiustate dal celebre Jeronimi sulle dottrine dell'altro celebre e compianto P. Secchi, poiché questi colori impressionano meno certe frenopatie.
È risaputo da tutti come il rosso faccia infuriare i tori; come il nero, che è negazione della luce, porti mestizia e malinconia, i pensieri tristi vengono nella notte e si dileguano colla luce del giorno. Coeli tristiziam discutit sol, et humani nubila animi serenat (Plinio).
Gl'inglesi tengono tanto alla influenza della luce cosmica emanata dal sole che la attribuiscono ancora alla luna; chiamano lunatici i pazzi ed Ospedali lunatici i manicomi; non per metafora ma perché credono che le diverse fasi luminose della luna influiscano sulla mente dell'ammalato - dietro le dottrine del loro gran medico Mead che tra le altre opere scrisse un trattato. "De imperio Solis et Lunae ec.". Bacone veniva meno ad ogni ecclissi di luna.
La conchiusione di questa lunga nota si è che la influenza dei dinamidi sulla vita sana ed ammalata è indiscutibile -ma che gli studi sopra di essi e massime sulla Luce debbono sempre più rafforzarsi sotto il punto di vista causale, igienico e terapico.

(5) Questo fenomeno è stato da me confermato con sperimenti in questa, come nelle altre due ammalate a gozzo esoftalmico.-Le ho messe in una "asta camera a grande corrente d'aria, ma oscura , non hanno risentito beneficio dalla ventilazione, anzi l'ambascia si è aumentata. - Altra volta ho messo nell'atmosfera dello stanzino un forte volume di ossigeno, tenendolo però nell'oscurità , e del pari niun giovamento, anzi l'ambascia si aumentava.

(6) Ho detto speciale perchè considerando che lo stesso stimolo sulle stesse parti portato, ora produce l'asma, ora l'enfisema nervoso, ora le ectasie , ora la dispnea, ora le palpitazioni ec. - deve supporsi quindi 1° che vi sia una particolare disposizione delle parti a manifestare diversamente la loro irritazione - 2° che vi sieno punti diversi sulle stesse parti che stimolati ora ingenerano il gozzo esoftalmico, ora l'asma, ora la dispnea, ora la palpitazione, e via-30 che queste diverse modificazioni istologiche, si riferiscono a quella diversa modalità di essere e di funzionare delle cellule, delle fibre motrici, sensitive delle nevroglie, de' capillari dell'intimo trofìsmo molecolari ec. che sfuggono e si nascondono il più delle volte alle più minute indagini microscopiche - e si rivelano soltanto colla parte fenomenica della malattia.

(7) Malattie nervose e funzionali del cuore.

(8) R. Valieri. - Storia della Commiss. Igienica della Sez. Pendino. - Nap. 1867 - Cap. VIII, p. 45.

(9) Nella terza ammalata di gozzo esoftalmico che sto curando fuori dell'Ospedale , ancora essa di tempra linfatica, oligoemica, irritabilissima, che presenta marcatissima la ectasia cardio vasale, la tachicardia, l'ambascia, la dispnea dolorosa, la fame di aria e di luce, l'insonnio snervante, il gozzo ec., ho cercato sperimentare nuovi rimedi sedativi, ipnotici, antispastici, antidispnoici e tonici pel core e per la circolazione vasale - Li accenno soltanto in questa nota riserbandomi altrove darne più ampia relazione. Ho cominciato dal solfato di Nikel seguendo la tecnica terapica dell'illustre prof. Fede, che con tanto successo lo sperimentava nella sua sala, - preparato dal Direttore della Farmacia prof. Reale, che gentilmente me ne regalava alcuni grammi per i miei sperimenti - e veramente in questa terza ammalata che presentava tutte le condizioni favorevoli al rimedio dosso riesciva vantaggioso massime nella tachicardia e nella forma ambasciosa e dispnoica - sedativo succedaneo al nitrito di amile senza però arrecarne i pericoli; calmante ed ipnotico come l'oppio, senza però il fenomeno del narcotismo ed il pericolo dello congestioni cerebrali (Fede); ricostituente della cloro-anemia (Brondbent e Simson); sedativo del sistema nervoso con rilentamento del core senza depressione delle forze (De Costa) è un rimedio preziosissimo in questa come in altre nevrosi per la sua azione costante, pronta, certa, non cumulativa e non pericolosa, giusta gli sperimenti del prof. Fede che ha reso usuale il dotto rimedio.
Pel bromuro di Nikel commendato dal Dr. Hamore Hare di Filadelfia nell' Isterismo, e proclamato dal Leman come il miglioro di tutti i bromuri lo amministrammo alla dose di 20 a 40 cgr. - ma il suo sapore acre, bruciante e disgustoso, quantunque in soluzione fortemente edulcorata, la stessa irritazione che porta sullo stomaco, poco ci ha persuaso a darlo, ancora nella forma effervescente.
In questa terza ammalata a predominio di tachicardia con estremo erotismo nervoso ed insonnia srevrante abbiamo sperimentato i tonici cardiaci ed i calmanti ipnotici. Cominciando dalla Caffeina e da' suoi succedanei a base di caffeina valerianato, bromuro di caffeina però con molto accorgimento atteso l'eretismo nervoso e l'insonnia che arreca (Durant); accantonammo la Convallaria majalis ed il suo alcaloide, poiché se nel primo tempo porta rilentamento, spesso fiate, continuata, arreca una disistolia tossica (Desplat); ancora per la Grindelia robusta poi suo rapido alternarsi di rilentamento e di eccitamento cardiaco, e peggio; di azione incostante, brusca e pericolosa (de Vincentiis). Il Kola, tanto decantato dal Monnet, che alla virtù di eccitante cardiaco, per la caffeina che contiene, aggiunge quella di essere un ottimo tonico, stomachico e digestivo, onde va preferito ne' disturbi gastrici, de' quali appresso parleremo. Atteso l'insonnio svernante e la cefalea concomitanti le forme del gozzo, ho voluto sperimentare la Piscidia Erythrina, che nelle forti dispnee ed insonnio fu amministrata con successo come sedativa, succedanea al bromuro di potassio (Ott) e come soporifera senza il narcotismo degli oppiati (Hamilion) 1 a 2 grm. della corteccia o della radice in 100 grm. di decotto alla colatura, a cucchiaiate, utile specialmente nell'insonnia, nella dispnea e nella tachicardia, però incostante. Ancora dello Spartum e della sparteina, che in questi ultimi tempi Pieegland, Gluzuviski hanno proclamato succedanea alla digitale, anzi più rapida di questa nella sua azione, e quindi atta a rallentare i movimenti cardiaci e ad aumentare la pressione sanguigna non abbiamo scorto tale predominio, cosi pure l'abbiamo trovata di azione incostante e limitata. Como antispastico, antidispnoico e tonico cardiaco abbiamo amministrato il decotto della corteccia del Quebraco bianco dell'Argentina (Penzoldt, Huchard , Eloy , Mariosi); alla dose di 1 a 2 grm. in 100 grm. di decotto alla colatura, a cucchiaiate la sua azione si è limitata a ritardare temporaneamente i movimenti cardiaci e respiratori, senza altra influenza sugli altri fenomeni, sul corso e sulla durata della malattia. Dietro le precise indagini clinico-terapiche sull'Adonis Vernalis eseguite dal Dr. Traversa nel nostro Ospedale con mirabile rigorismo sperimentale, l'abbiamo trovato veramente utile nella nostra ammalata per la sola parte che ne riguarda cioè, che il battito del core si faceva più forte; si diminuivano le dimensioni cardio-vasali; il ritmo cardiaco si regolarizzava e si rallentava: spesso, il polso si mostrava rallentato, e l'onda sanguigna allo sfigmometro ed allo sfigmomanometro si faceva più forte e più ampia; così pure la dispnea e l'ambascia si riducevano e i movimenti respiratori, allo spirometro si diminuivano; ancora quel senzo di calore che fa denudare l'ammalata e le fa desiderare la grande corrente di aria, fresca o fredda si andava a diminuire - ma ancora coll'adonide gli altri fenomeni restavano gli stessi il corso e la durata della malattia restavano gli stessi. Ancora per l'adonide il Bubnoff, il Cervello e lo stesso Traversa ritengono che l'azione sarebbe simile alla digitale, come si è detto della sparteina.
Ed eccoci in fine alla digitale, antico, popolarissimo, Viatico di tutte le malattie del cuore- azione costante, precisa, certa; massime quando provviene da luoghi incolti ed alpini dove vegeta spontaneamente; azione non cumulativa, non pericolosa quando si amministra opportunamente e ponderatamente. La digitale sta tra quei pochi rimedi maravig1iosi per i quali il medico fa miracoli di terapia. Io ho tremato quando vedeva che molto la si discuteva-a forza di arzicocoli e di sottigliezze scolastiche mi pareva che si diminuisse la sua meravigliosa potenza. È inutile il dire che l'abbiamo amministrato in tutte le forme terapiche, ancora il suo alcaloide, e sempre ci ha risposto benissimo come tonico supremo cardiaco nella nostra ammalata; ma lo ripeto qui si arrestava la sua altissima o costante potenza. Come sedativo eccezionale abbiamo amministrato quella great attraction che è il cloridrato o salicilato di Cocaina per la parte cioè che ne riguardava, come tonica cardiaca (Noorden) e come sedativa delle ambasce dolorose (Beschorner); la quale comecchè non ha azione cumulativa l'abbiamo amministrato ogni giorno alla dose media di 5 centigr., (Freund) in cartine, in pozione; e massime per inalazione, nella quale spiega più prontamente la sua azione pel cuore, sia in polviscoli sia in soluzione. Per la cocaina; la sua virtù si estende, nel gozzo, oltre la sfera de' fenomeni cardio respiratori; la sua azione polifarmaca le da le proporzioni più vaste nella cura del gozzo e delle altre nevrosi come più a lungo diremo in altra scrittura. Abbiamo ancora in questa amministrato il Bromuro di canfora come il più possente tra i sedativi massime nel gozzo.
Abbiamo ancora amministrati in queste gli alcaloidi sedativi, antispastici - la morfina, la daturina, l'aconitina, la solanina l'atropina e la Iosciamina - La Iosciamina la più pericolosa ancora più dell'atropina; abbiamo prescelto la Solanina per azione certa, costante e non pericolosa, come andremo a dire.
In questa ultima, come di recente data, abbiamo propinato il Tannato di cannabina che il Froenmuller di Glascow ritiene come un rimedio ipnotico di grande valore e senza alcun pericolo (cannabismo?). L'abbiamo amministrato alla dose di 30 a 50 cg. diviso in 10 cartine, una ogni mezzora nello forti ambasce e tachicardie, ne' prodromi e nell'inizio di parossismi dispnoici: però dovrò confessarlo che se non produce accidenti cerebrali, od altri effetti sgradevoli al dire Fronunuller, i fenomeni tolti di cannabismo cioè formichio ascendente, scatti muscolari, sonnolenza ec. sono cominciati dalla 4a o 5a cartina sicché talvolta non ho potuto amministrarle tutte, senza pericolo - ciò che ancora ho confermato in questa terza ammalata si è che a misura che compariscone i fenomeni miti di cannabismo, vanno a mitigarsi l'ambascia, il calore, le macchie cutanee, la tachicardia ecc. Ancora in questa pare che la cannabina spiegasse virtù polifarmaca e che influisse sul generale della malattia modificandone non solo lo stato e la forma parossistica, sivvero il corso o la durata: così pure sembrane sia il rimedio profilattico- Mentre di tutti gli altri rimedii che abbiamo segnato, alcuni sono incerti , incostanti , inutili , altri nocivi o di limitata azione sopra qualche fenomeno, sicché nessuno di essi agisce radicalmente a debellarla.

(10) Quando parlo di Tabacco intendo riferirmi al consimile dì quello che l'ambasciatore Nicot recava in dono a Caterina de' Medici-la cui foglia inebriante serviva a' selvaggi di Tabaco per procurarsi quel senso di ebbrezza e di storditaggine, che l'uomo in ogni tempo ed in ogni luogo, sia nel vecchio che nel nuovo Mondo ha cercato sempre e con varie sostanza, procurarsi (V. Ascisc l. a. c.) - Intendo riferirmi a quel tabacco che è dato fumare alle classi privilegiate, e non a quello che si da a' poveri consumatori dalle ingorde Regie- che è proprio un veleno, giusta la discutibilissima bibliografia del Dott. Gigliarelli e di tutti quelli che non fumano-i quali, proprio perchè ne sono astemi, attribuiscono al tabacco tutti i malanni della terra.

(11) Nell'asma le fumate di buon tabacco, della canapa ec. giovano ne' prodromi e nel principio dell'accesso, mentre nuociono nel violento del parossismo, quando si è accumulato nel sangue l'acido carbonico e si è stabilita la narcosi giusta gli splendidi sperimenti del Traube.-Mentre questo fenomeno non si avvera nell'accesso del Gozzo esoftalmico, dove l'ammalato ha fame più della grande ventilazione di aria fresca, e della luce, anzicchè dell'ossigeno; perché le sue vie respiratorie sono pervie ed attive, e quindi non va minacciato da cianosi o narcosi carbonica come nell'asma.

(12) Adoperavamo questo mezzo solo nelle crisi violenti che si dileguavano quando cadeva nel sonno magnetico.

(13) Questo concetto generale sull'azione sedativa dell'Acido carbonico in molto nevrosi e nevralgie ed in molti fenomeni dolorosi e spatici di altro malattie, mi guidava , nelle tre ammalate di gozzo alla somministrazione delle siringhe rettali ripiene di suffumigi di canapa nostrana - Nella supposizione che diunito a' vapori della sostanza bruciata ed all'empireuma, si trovasse ancora l'acido carbonico prodotto dalla combustione, od in questa doppia maniera di azione sedativa fossero giovate le siringhe rettali.
Ancora in altre malattie dolorose e spastiche delle vie toraciche si era sperimentata benefica la inalazione ponderata dell'acido carbonico - Ho cercato di ampliare di più le ricerche o gli sperimenti, esplorando altre applicazioni di questo gas sopra altro malattie toraciche onde vedere se l'affanno, la dispnea, il cardiopalmo, la tosse od altre cardiopatie comuni al gozzo esoftalmico potessero essere alleviate da questo novello mezzo terapico; ed in fatti lo stesso Bruen ha confermato la sua azione benefica per via rettale nella bronchite cronica spastica nell'enfisema ecc.
Sarebbe questo un nuovo indirizzo sperimentale nell'amministrazione dell'acido carbonico come sedativo e risolvente; sia solo, sia misto alle altre sostanze empireumatiche antiputride, balsamiche, provenienti dalla combustione dei balsamici e resinosi-E generalizzando di più l'applicazione anche per lo nevrosi e nevralgie intestinali, e degli altri organi addominali (vedi isterismo)- le iniezioni rettali di acido carbonico solo o misto a suffumigi di oppio, di giusquiamo, belladonna, stramonio, canapa ecc. potrebbero riuscire vantaggiosi - (come ne sto ammanendo una serie di esperimenti sulle coliche) ecc.
E generalizzando sempre più il concetto di una Terapia Gassosa rettale mi propongo di fare altri esperimenti con altri gas iniettati nel retto, soli o misti ad altre arie e vapori medicati - in altre diverse malattie - Lascio d'altronde questo interessante postulato alla Clinica ed alla terapia - sul metodo sui vari gas e sulle varie mistioni vaporose secche da sperimentarsi - per la via rettale.

(14) In questa Signorina A. G. ho osservato, in piccola proporzione, l'altra virtù maravigliosa della Canapa Indiana, di essere cioè preservativa dalla fame. Comecchè fervente cattolica faceva spesso fiate uno stretto digiuno per intere 24 ore, a mia insaputa. Un mattino seppi che aveva digiunato nel giorno precedente, e nello 24 ore aveva preso soltanto il decotto di canapa indiana, alla proporzione di due grammi, una cucchiaiata ogni ora. Le dimandava se avesse appetito tanto più che era abituata a mangiare tre a quattro volte al giorno - e per poco che sospendesse uno o due pasti ordinari, avvertiva lesto un languore generale ed il latrato, dello stomaco; e quel senso insopportabile di vuoto, di autofagia, nel quale l'organo non avendo che digerire, digerisce se stesso. Ma stavolta, che aveva preso la canapa, tutto ciò non avveniva - e m'assicurava non avvertire per nulla lo stimolo della fame che in altre volte si sarebbe reso impellentissimo e propulsatore al dire di Haller - Osservava inoltre che questo tacer della fame non dipendeva da atonia o paresi ricettiva e funzionale dello stomaco, ma sivvero da uno stato indescrivibile dell'organo, che non era senso di replezione o di soddisfazione certamente - e molto meno di atonia sensitiva o funzionale - Era la misteriosa e maragliosa influenza della canapa, che sopprimeva lo stimolo naturale della fame. Avrei potuto più a lungo portare la prova, ma qui non si trattava di sperimento sopra un corpo fisiologico, ma sciupato dal gozzo, e quindi la nevrosi avrebbe potuto imperversare di nuovo sotto la debolezza irritabile.

(15) Altrove ho segnato che talvolta portavamo in sacca un bottiglino con una miscela di due parti di tintura di cannabina, una parte di tintura di cocaina, una parte di tintura tebaica e di acqua coob. di lauro regio. Con questa miscela contentavamo per il momento le asmatiche, le tossicolose, le dispnoiche e le addolorate di cui abbonda la nostra sala, dandone 5 a dieci stille per volta in su di una pietra di zucchero, al momento della richiesta.

(16) Vedi Ricettario.

(17) Questi preparati zuccherini, che qualcuno chiamerebbe mezzucci di fronte a' preparati più attivi-ed alla imponenza della malattia-non sarebbero veramente tali, quando va dosata la proporzione della cannabina per ciascuna oncia di sciroppo, di eleosaccaro e per ciascuna pastiglia. - Lo zucchero è preservativo dalla fermentazione come il sale, onde le sostanze medicinali ne vanno ben conservate: presenta il rimedio in una forma amica al palato ed allo stomaco e alimento di risparmio, preferibile all'alcool, a' grassi o ad altre sostanze idrocarbonate, che spesse fiate riescono irritanti, pesanti, di difficile digestione e di più difficile assimilazione negli scambi materiali- E pure inglesi, che in tutte le esplicazioni della loro vita naturale e della igiene domestica, guardano sempre alla comodità, facilità e piacevolezza de' mezzi- massime nella questione del gusto (che per loro è una vera questione), gl'inglesi, io dico, sono fanatici per questi mezzucci, perché comodi, facili e piacevoli nello stesso tempo. -Nelle farmacopee, ne' ricettari e nelle farmacie inglesi si danno, sotto forma di pastiglie, moltissimi rimedi per l'asina, per la tosse, per i dolori, per la gola, per il petto, per gli emorroidi - ed anzitutto per lo stomaco e per la gotta che, invece di curare colla sobrietà cercano aggiustare a furia di pastiglie - Questi mezzucci formano un ramo speciale delle loro industrie, di cui vanno ripiene le quarte pagine de' giornali - che occupano vasti stabilimenti - che rendono milionarii i loro proprietari - che danno a vivere a migliaia di operai nella confezione di questi mezzucci e de' loro accessorii, scatolette, busto, manifesti ec. Ecco la sapienza pratica della vita, di cui sono maestri gl'Inglesi.
E trovandomi a far note sugli sciroppi, pastiglie ed altre sostanze zuccherino mi permetto sottoporre delle rispettose osservazioni al presente indirizzo razionale igienicoterapico, al quale mi sottoscrivo, però, su quanto tiene di vero e di accertato dalla esperienza.
La manna, il miele, lo zucchero bianco e rosso e tutti i loro preparati, comecché sostanze idrocarbonate, starebbero nelle malattie come elementi ed alimenti di risparmio e di compenso nella distruzione dei grassi e degli altri elementi idrocarbonati, che si produce colla combustione delle febbri; e negli scambi materiali perturbati dalle malattie croniche e nervose. Onde a me pare che, guardata da questo lato la faccenda, sia ingiusto l'ostracismo assoluto che si è voluto dare al miele, allo zucchero ed a' loro preparati. Dessi non guariscono le malattie, lo s'intende - ma stanno talvolta come indispensabili correttivi ed eccipienti: stanno certamente, lo ripeto, come alimenti di risparmio e compensativi degli clementi idrocarbonati distrutti dalla malattia; stanno nell'organismo como l'olio nella lucerna, che quando si è consumato, la fiamma distrugge il lucignuolo - e, bando alle metafore, quando il principio pirogeno ha distrutti i grassi colla sua combustione, distrugge gli organi ed i tessuti.
Ahimé la scienza ha ucciso il Buonsenso! a forza di sentenziare con mal fondate teorie si diventa tiranni ed assolutisti in igiene come in terapia. Questo ateismo terapico mi spaventa.... mi spaventa il pathos dello teorie che sopprime l'eloquenza dei fatti!!
Come per lo zucchero, pel miele, per la manna ed altri zuccherini, la sferza si è girata sopra altre sostanze a predominio idrocarbonico ed amilaceo, legumi, ortaglie, frutta; o chi il crederebbe anche su i farinacei e sul Pane, - nel furore che aveva invaso il bernocolo della distruttività ho inteso in un Consulto, da uno di questi teoretici a tutta oltranza, o come suoi dirsi a sensation, dire ad un ammalato, che non ora diabetico. Per carità non mangiate il pane, che vi avvelena "... mangiate carne leggiermento arrosolata, uova, formaggio bevete brodi, vino austero, birra, latte - e non altro - e perché? perché il pane per la gran parte di amido che contiene determina fermentazioni acide, flatulenze, catarri gastro-intestinali ecc. Ahimé la scienza, cosi manipolata ha distrutto la storia antropologica -il Panem nostrum avvelena! -e Madre Natura che ha creato l'uomo perché fosse il despota della terra e di tutti i suoi prodotti alimentizi; che gli ha posto in bocca un triplice ordine di denti perché a mo' degli erbivori, dei frugivori e dei carnivori potesse usufruire nelle sue cibazioni di tutti gli alimenti a base albuminoide ed idrocarbonata; che per tale scopo ha costruito il suo apparecchio digestivo; che ha impresso nel frumento la possibilità di vegetare su tutto le latitudini terrestri; che intere popolazioni sparse sopra una vastissima piaga della terra non si nutriscono che di solo riso di legumi, di solo grano ed altri farinacei; e se questo regime alimentario non li rende forti e durevoli alle fatiche di corpo o di spirito, certamente non li avvelena, e loro non produce fermentazioni acide e catarri intestinali - Varietas delectat. Lo stomaco e gl'intestini dell'uomo si confortano e funzionano meglio nell'alimentazione mista che coll'assolutamente azotata, massime ne'nostri climi temperati -Madre Natura è provvida nell'accompagnare la vita dell'uomo ed a portarla all'estrema vecchiezza, con pochi e svariati mezzi alimentari. Ludovico Cornaro e tutti quelli che hanno scritto De Vita Sobria stanno là ad affermare questo mio assunto.
Bando adunque alle esagerazioni nella Igiene alimentizia dell'uomo sano ed ammalato - E per tornare al primo assunto dichiaro che se è vero che gli sciroppi, le pastiglie e gli altri zuccherini non hanno guarito mai una malattia-È indiscutibile dall'altra parte che sieno utili indirettamente al buon andamento di essa - e che questi che un teoretico chiamava mezzucci, o pannicelli caldi hanno ancora la loro ragione sufficiente di stare nella Igiene e nella Terapia razionale - Mi perdoni l'amico lettore la lungeria della presente nota , che sta in questa scrittura come il cavolo a merenda, quando si sarà accorto trattarsi di un fatto (personale) al quale ho voluto rispondere al più presto possibile.

(18) Qui, come a altrove, pare che sia caduto nel polifarmaco- è la urgenza del parosismo violentissimo che mel consigliava. D'altronde ho segnato quei rimedi che sono tutti effocacissimi; se non piace cumularli nel modo segnato nelle ricette, si usino pure isolati, o più semplicemente aggruppati -Basta che si raggiunga lo scopo.
E qui mi cade in acconcio di ricordare che nelle malattie di lungo corso e refrattarie a molti rimedi, bisogna sempre tenerne presente una buona quantità, per poterli facilmente sostituire o scartare all'occorrenza.
Qui fo appello a' medici curanti che si trovano di fronte a' violenti e reiterati parossismi delle malattie nervose, refrattarie alle primo prescrizioni; che si trovano di fronte all'ammalato, alla famiglia, ed agli amici che reclamano altri espedienti e rimedi, quando i primi non fossero giovati; e che ad onta delle proprie convinzioni bisogna spesse fiate ottemperare, per salvare il credito personale, per contentare l'ammalato e la famiglia: e magari moralmente assicurarli. E' bello proclamare lo scetticismo e Pateismo terapico dalla cattedra, nelle scritture o chiamato in una sola volta in un Consulto, allora i giovani vi plaudiscono, gli astanti e l'ammalato si persuadono -ma quando questi giovani son divenuti medici curanti e quando l'ammalato stretto da reiterati accessi, e gli astanti reclamano insistentemente altri rimedi, allora finisce lo scetticismo - Bisogna allora scrivere questi nuovi rimedi; e quindi averne la conoscenza.... E vada pure lo scetticismo ma che sia illuminato, che si sappia ciò che si respinge; e non sia la sapienza dell'inerzia.... lo scetticismo dell'ignoranza. "Quae ignorant, blasphemant!" - Riprovevole e la polifarmacia empirica e plebea di certi volgari medicamenti - ma d'altra parte mi spaventa lo Zero terapico di "certi magri medicon.... " (lascio all'autorevolissimo Redi il compimento del vocabolo dispregiativo ed il resto della frase) - Ricordando, sempre a' medici curanti, che "Morbi non verbis sed remediis curantur " - e quindi debbono saper tutto, dal vecchio all' ultimo trovato terapico, perché, dopo rigorosa sperienza, saperlo a ragion veduta accettare o respingere.

(19) Qual sia questa particolare modalità, di essere e di sentire, per certi organismi, qual sia questa particolare disposizione o Idiosincrasia, resterà sempre un mistero, che il neo-naturalista mette tra i tanti che non sa materialmente spiegare - Inesplicabile adunque ma vera si riscontra sovente in molti fenomeni normali e patologici della vita - Non posa sulla ragione de' temperamenti, degli stati, della età: non posa sulla influenza de' climi , de' dinamidi cosmo-tellurici, de' luoghi; nelle forme selettive e delle razze, delle zoologiche famiglie; ma è tutta eccezionalmente individuale - Per darne qualche esempio - si rivela questa Idiosincrasia nel bimbo refrattario alle reiterate inoculazioni vacciniche, nell'icneumone refrattario al veleno possentissimo dell'aspide delle Piramidi ed alla cerasta di Cleopatra (Panceri, Del Gaizo)... E un batterio speciale, è un fagocito sui generis, che stà eccezionalmente nell'organismo del bimbo e dell'icneumone ad ostacolare la cultura e la diffusione distruttiva del suo avversario injettato dalla lancetta e dalla morsicatura della vipera? ... Mistero! -Bisogna però che il medico tenga presente questa virtù arcana, potenziale; che la chiami Idiosincrasia, magari per formolare quelle solite frasi che tutto dicono e niente spiegano!

(20) Lez. Clin. di Med. Prat. - trad. del Ciovi , vol. 2, Lez. 49.