Sulla canapa nostrana e suoi preparati in sostituzione della Cannabis indica

Raffaele Valieri
Medico Primario dell'Ospedale degl'Incurabili e Fondatore del Gabinetto d'Inalazione


Stabilimento Tipografico dell'Unione, Napoli, 32 pp., 1887

Socio delle più cospicue Accademie italiane ed estere-Socio dell'Accademia Nazionale di Parigi - della rinomata Società di Medicina di Anversa - dell'Accademia Fisio-Medico-Statistica di Milano - delle Accademie di Lucca, di Mirandola- della Valle Tiberina-Toscana - dell'antichissima Accademia di Arezzo - di quelle di Rovigo-di Cincoli-di Castelfranco-di Vicenza-di Ferrara-di Pistoia-di Urbino - di Palazzolo Acreide-di Città di Castello - Socio degli Atenei di Treviso-di Bergamo-di Bassano-di Brescia-della Preclara Società Medico-Cltirurgica di Bologna-della Società Magnetica di Bologna-della Promotrice di Cuneo-dell'Economica di Chiavari-della Scientifico-Letteraria in Faenza-della Georgica di Treia-del Comitato medico di Cremona.
Socio dell'Accademia Medico-Chirurgica di Napoll.
Socio fondatore dell'Associazione delle Conferenze Chimiche di Napoli-Socio fondatore dell'Associazione medica di Napoli- dell'Associazione dei Scienziati, Letterati ed Artisti di Napoli-della Società Promotrice di Vaccinazione in Palermo-dell'Accademia Peloritana in Messina - delle Accademie di Acireale-di Catania-di Cosenza- della Società Frenopatica di Aversa. Commendatore del fìlantropico Ordine di Mont-Réal in Francia - Socio onorario dell'Associazione Operaia Umanitaria di Napoli-della Lega Giovanile in Catania- e di altre molte Associazioni Giovanili , Operaie, Industriali, Economiche, Politiche ed Umanitarie Italiane ed Estere.
Già Consigliere del Municipio di Napoli, (per quattro volte rieletto)-Già Vicepresidente della Commissione Municipale di Sanità-Già Vicesindaco titolare e Presidente della Storica Commissione Igienica della Sezione Pendino-uno dei Fondatori delle benemerite commissioni Igieniche-Già Deputato dì Fortificazione della Città di Napoli.
Cavaliere della Corona di Prussia e di altri Ordini Cavallereschi Italiani ed Esteri.


Stabilimento Tipografico dell'Unione, Napoli, 32 pp., 1887
Nell'ex Convento di S. Antonio a Tarsia




Parte I.

Contribuzione alla Storia Naturale, Fisiologica, Farmaceutica e Terapica delle due Canapi.

Cap. I. § 1.° - Tra le sostanze medicinali che sono state studiate nel Gabinetto d'inalazione, da me iniziato nel nostro Ospedale degli incurabili, ve ne sono alcune che per originalità di concetto, per novità di scelta e di applicazione terapica vogliono una nota speciale mentre che delle tante altre scritte ne' libri e come suol dirsi rutinarie nelle prescrizioni inalatorie si terrà nota collettiva nella statistica semestrale della Sala da me diretta e del Gabinetto di Inalazione.

Comincio dalla Canapa Nostrana (Cannabis Sativa L.) e suoi preparati, e dal suo valore fisiologico-terapico in sostituzione alla Cannabis Indica. Desse botanicamente sono le stesse, poiché appartengono ambedue alla famiglia delle Urticaceae (Ius[2]Sieu), e solo differiscono tra loro per la provenienza, per la forza di azione e pel caro del prezzo.

Da molti anni ho rivolto la mia attenzione sui valore positivo fisio-terapico della Cannabis Indica e de' suoi preparati nella cura di alcune malattie nervose ed in altri miei scritti ho segnato l'azione benefica della sua resina detta altrimenti cannabina, solfato di cannabina ec. L'ho trovata vantaggiosa nell'isterismo e ne ho dato ricette nei formulari dell'epoca (1), nell'asma nell'enfisema pulmonare, nell'emicrania, e soprattutto nel Gozzo esoftalmico, o malattia del Flaiani, sul quale stampai una contribuzione terapica, riportata originalmente dal Giornale La Clinica. (2) redatta allora dal mio dotto ed instancabile amico prof. R. Testa, e riportata quasi in esteso in altre opere contemporanee (3).

L'ho trovata infine vantaggiosa in altre nevrosi di origine centrale e periferica nelle nevralgie de' nervi periferici, trigemino, plesso cervico occipitale e brachiale, plesso lombare e sacrale; nell'ipercinesia facciale e dell'accessorio di Willis, la cui rassegna sarà man mano riportata sia in articoli staccati, sia nelle statistiche della mia Sala e del Gabinetto d'Inalazione.

§ 2.°-Da molto tempo ancora rivolgeva la mia attenzione sulla storia della pianta maravigliosa (4) e dei suoi preparati, che vengono in commercio o occultamente consegnati sotto il nome collettivo [3] di haschisch sotto forma di erba secca, di polvere resinosa più o meno colorata, di pillole di pasticche, di estratti grassi o mielati; ne' quali la parte attiva o sostanziale non si può precisare nel peso e nella qualità vera, perché mista talvolta ad altre sostanze aromatiche eccitanti. Così pure rivolgeva la mia considerazione sul caro del prezzo dell'erba secca, detta in commercio Erba Gaza, perché e da essa proprio che si fanno i decotti, le tinture, le sigarrette; la si fa masticare; come pure per la resina o ascisc comunemente detto. E non solo il caro del prezzo m'imponeva quanto la dif[4]ficoltà di averla pura e garentita (5). Trattandosi di sperimenti su vasta scala, vuoi nolla pratica civile che nella ospidaliera, il caro del prezzo e la difficoltà sulla purezza e garenzia del farmaco sono condizioni da seriamente calcolarsi.

§ 3.° - Per tutto ciò rivolsi le mie considerazioni sulla canapa nostrana o sativa, che riescendo vantaggiosa eliminerebbe tutte le difficoltà sul caro del prezzo, sulla facilità di ottenerla, e sulla purezza e precisione de' suoi preparati.

Fortunatamente mi trovava nel mese di luglio quando la pianta ne'nostri climi presenta tutta la vigoria del suo sviluppo vegetativo, trovandosi nell' epoca dell'efflorescenza.

Per raccogliere allora tutte le sommità fiorite; e così fresche prepararle subito nei diversi modi e forme da rispondere al nostro obbiettivo clinico-terapico, mi recai immantinenti a Casoria e suoi dintorni, che formano uno de' centri più industriali e produttivi nella coltivazione della canapa. Mi rivolsi all'uopo alla gentile ospitalità del Sacerdote D.G. P., ricco proprietario ed allora consigliere comunale, ed egli mi fu di guida di giorno e di notte ne' suoi fondi coltivati a canape ed altrove, sia per la raccolta delle sommità fonte più scelte, sia negli sperimenti che voleva fare su me stesso, come andrò a dire. Dall'amico prelodato mi procurai molti sac[5]chi di tali sommità fonte vegete e fresche, le feci subito trasportare nella Farmacia del nostro Ospedale, e coll'illustre Direttore cav. Reale ci affrettammo a dividere la gran massa in due porzioni, una per farla disseccare, e l'altra ancora freschissima per ottenerne i seguenti preparati cioè: l'acqua distillata - l'olio essenziale o cannabeno - la tintura - l'estratto farmaceutico-l'oleolito-la pomata-lo sciroppo-l'eleossaccaro- le pastiglie- ed a preferenza la resina o cannabina.

La porzione secca sarebbe poi destinata per farne decotti , infusi theiformi, tinture e sciroppi quando mancasse l'erba fresca, per farla masticare e fumare nelle pipe comuni, e ciò che più m'interessava per farne sigarrette in sostituzione di quelle della cannabis indica. - Eccone i dettagli farmaceutici.

CAP. II. § 1.° - Acqua distillata.- Le sommità fiorite tenere e fresche furono subito tagliuzzate e poste negli alambicchi colle recenti modifiche, e subito si procedette alla distillazione per non far perdere all'erba la sua freschezza ed il suo aroma-ed in fatti l'acqua distillata venne eminentemente aromatica ed alquanto torbida sulle prime per la gran quantità dell'olio essenziale che portava sospeso.

Quest'acqua alla quale si è voluto dare poco valore chimico terapico. dividercbbe magari in genere le proprietà delle altre acque aromatiche distillate, come quelle di monta . di cedro di melissa di finocchio ed altre; si preferirebbe per inalazione e per pozione nel principio delle cure, dove si vogliono far figurare iii appresso i preparati positivi della canapa-così quando si vuol cominciare dai preparati più miti, si comincia collo malazioni semplici dell'acqua distillata di canapa, colle pozioni semplici della stessa acqua e poi si [6] rafforzano colla resina, coll'olio essenziale, con altri eccitanti ec. come andremo a segnare.

Olio essenziale o cannabeno.-L' acqua distillata così ottenuta era di tanto carica dell'olio essenziale, che dopo pochi giorni venne a galla di ciascun piretto uno strato considerevole di detto olio di un colore giallo ambrato, di odore penetrantissimo ed aromatico, ricordando quello delle sommità fiorite fresche-presentava i caratteri fisico-chimici degli altri olii essenziali. Lo raccogliemmo con una pippetta e lo conservammo in bottiglie ben chiuse. Il prof. Reale si proponeva raccoglierlo altrimenti; di darcene l'analisi chimica; e verificarvi la presenza de' due carburi di idrogeno, del carburo liquido cioè o Cannabeno e dell'altro solido o idruro di Cannabeno (Personne).

Comecchè a quest'olio si è voluto dare ancora una parte nell'azione della canape, era interessante per noi raccoglierlo e conservarlo.

Con quest'olio abbiamo preparata una tintura aromatica ed una tintura eterea. Abbiamo la detta tintura usato a stille nelle pozioni per aromatizzarle e rafforzarle; nelle pastiglie e negli eleossaccari; - ne abbiamo composto un glicerolato alla proporzione di 1 a 9: lo abbiamo incorporato in unguenti e pomate di sugna, di vasellina, di geolina - l'abbiamo misto ad altre sostanze narcotiche e sedative.

Estratto. - Dal residuo della distillazione premuto ed evaporato si ottenne l'estratto. O meglio pestando le erbe freschissime, e dal loro sugo premuto al torchio ed evaporato con metodo rapido e speciale si ottenne l'estratto attivo ed efficace che conserva il verde scuro della pianta ed il suo aroma, la resina e tutte le virtù medicinali. Con questo secondo estratto preparammo olii, pomate, [7] pozioni, pillole, tinture come si fa cogli estratti di giusquiamo, aconito, papavero, belladonna e via.

Oleito. - Colle sommità fiorite, fresche ed acciaccate e miste all'olio di ulivo preparammo l'Oleito col metodo del chimico-farmaceutico Brugo (6).

Sciroppo, Eleossaccaro e pastiglie. - Feci preparare da altri farmacisti, fuori dell'Ospedale lo sciroppo col metodo analogo a quello con cui si preparano le erbe fresche antiscorbutiche (coclearia, crescione, rafano ec.); per non farne disperdere colla ebollizione l'olio essenziale, che lo rende più attivo ed esilarante. L'Eleossaccaro fu preparato col solo succo premuto delle sommità fiorite e freschissime, ammassato con q. b. di zucchero finissimo a ridurlo a conserva: che calcata bene in vassoi di creta per farne uscire l'aria da 'vacuolie e coperta benissimo con carta pecora o tela impermeabile, si conserva poi verno, sciogliendoncucchiari nell'acqua - ovvero racchiudendo dette eleossaccaro in iscatolette di latta e poi saldandolo ed aggiustandole col metodo comune delle conserve igieniche. Ancora le pastiglie preparate col solo succo fresco, colla resina, coll'olio essenziale - e coll'aggiunta di altri aromi (pastiglie semplici e composte) riescono gradite ed efficaci massime nella terapia delle donne e de' bambini.

Perle di Cannabina. - Stando ancora a' preparati officinali vorrei pure che si preparassero delle perle di cannabina, come si preparano quelle di etere semplice ed altre (7). [8]

Resina. - La resina cui si dà il nome di cannabina, ed alla quale si deve in massima parte la virtù speciale dell'ascisc: del dawamesh, del madjoun, delle foglie e altri preparati, fu dietro i consigli del prof. Reale preparata nel mio studio col metodo del Gastinet, che ha la preferenza su quello di Smith per essere più facile e sbrigativo, quantunque non presentasse la Cannabina allo stato di estrema purezza ed isolamento; del resto le loro virtù fisio-terapiche sono quasi le stesse. La tintura alcoolica, d'onde fu precipitata la resina, fu preparata colle sommità fiorite e freschissime della canapa nostrana.

Con questa resina nostrana di un bel color verde e che conserva ancora il grato odore della pianta, abbiamo eseguito i nostri sperimenti comparativi, e ci siamo convinti che ad essa più che all'olio es[9]senziale si devono le virtù speciali dell'ascisc.

Mentre poi l'olio essenziale deve ancora a qualche frazione di resina la sua virtù sciogliente e sedativa; così pure va detto delle acque distillate e massime dell'estratto specialmente quando sia stato preparato nel vuoto-e questa virtù esclusivamente posseduta dalla cannabina si riscontra nell'erba secca dalla quale una massima parte dell'olio essenziale si è evaporata eppure conserva tutte le virtù nervine.

§ 2.° - Questi sono tutti i preparati ricavati dall'erba fresca - e ritornando all'altra porzione dessa fu essiccata all'ombra con forte corrente di aria onde l'erba avesse conservato tutte le sue qualità medicinali, evitando quel modo poco corretto di disseccamento al sole o nelle stufe impiegando molto tempo e poca precauzione. Così essiccate furono poste in vassoi di creta ben chiusi, onde la umidità, ed i polviscoli atmosferici non ne avesse depreziato il valore.

Aggiustate le sommità secche della canapa nostrana possono essere destinato a tutti quegli usi o preparazioni officinali e magistrali delle altre sostanze vegetali secche: tinture, decotti, infusi, cataplasmi ed altro. - Dopo la resina il decotto coll'erba secca va sempre da preferirsi, perchè conserva la resina e quella porzione solida dell'olio essenziale che gli comunica quell'odore caratteristico.

Ancora masticata l'erba secca riesce efficacissima sia che s'ingoi, sia che si tenga nella bocca. Coll'erba secca si può sostituire la fresca in tutte quelle preparazioni che pocanzi abbiamo segnate: tinture, sciroppi, pasticche. Si può amministrare persino in polvere od in pillole nella proporzione doppia o tripla della resina. [10]

Ma sopratutto della erba così disseccata mi sono servito per farla fumare in pipe. Ne facemmo i suffumigi nella piccola stanza del Gabinetto d'Inalazione che sono riesciti in certo modo vantaggiosi, ovvero per involgerla in carta preparata e farne delle sigarrette, come altravolta si fumava il fellandrio, la lobelia, lo giusquiamo, lo stramonio e via aiutati dall'istancabile Dott. Solaro che tanto ha contribuito nella scelta e mistione de' rimedi nel gabinetto d'Inalazione.

Preparammo infine una quantità di sigarrette fatte colla carta e col metodo ordinario di quelle col tabacco, collo stramonio, colla cannabis indica. Per tali sigarette ho avuto di mira sia la loro efficacia terapica sia pure la loro importanza economica, perchè da tutti è risaputo che i pacchettini o scatolette de' sigarretti di cannabis indica vanno almeno due a tre lire il pacchettino; mentre le nostrane non costerebbero che pochi soldi avendo quasi le stesse qualità terapiche. E come ho detto pocanzi per le perle di cannabina così desidererei che la farmacia industriale preparasse ancora le sigarrette di canapa nostrana (8). [11]

CAP. III. § l.° - Prima di passare all'azione della canapa nostrana comparativamente e quella della sua consorella indiana mi si permetta dare un cenno posologico e farmacologico de' suoi diversi preparati che resterà di norma generale per le diverse malattie in cui segniamo il rimedio.

Per l'Acqua distillata, comecchè di poca azione specifica, si prescriva come le altre acque aromatiche di cedro, di menta, di melissa ec.-se ne fanno abbuzioni, irrigazioni, sciacquatori, bagnuoli-polverizzazioni, inalazioni ec. Si rafforzi colla resina e coll'olio essenziale.

Olio essenziale o cannabeno - Se ne metta una stilla nella perla, nella siringa di Pravaz, nella pozione; si unisca alla glicerina, agli olii a'grassi alla proporzione di 5 a 10 stille per ogni oncia di grasso so ne prepara una tintura speciale come andremo a dire.

Tinture - Le tinture alcooliche o eteree sarebbero ai numero di 4 - La prima si prepara coll'erba fresca ed è più aromatica - La seconda si prepara con l'erba secca ed è più attiva. - Desse si preparano colle stesse norme farmaceutiche delle altre tinture. - La prima si amministra alla dose di 1 a 2 grm. la seconda da mezzo a 1 grm. in pozioni, nel vermouth, sullo zucchero, sulla neve, per respirazione, per inalazione, nel caffè, nel the, nella camomilla ec.

La tintura alcoolica o eterea della resina o cannabina, è la più efficace e corta nella sua posologìa ed è perciò che la preferiamo nelle formole sperimentali, quando si vuol essere certi della quantità del rimedio. La sola resina in polvere la vince a tale riguardo. - Si compone da 1 parte di resina e 9 di alcool rettificato o di etere- si amministra da 5 a 10 stille per volta negli stessi eccipienti. [12]

La tintura dell'olio essenziale o cannabeno si propara ancora con 1 parte di olio e 9 di alcool o di etere e si amministra, alla dose di 5 a 10 stille negli stessi veicoli - Si fa odorare ne' fazzoletti; si unisce a' bagnuoli, ad acque cosmetiche: se ne fanno polverizzazioni; si aggiunge alle pozioni come aromatica esilarante.

Estratto. - Si deve specificare nella ricetta coll'aggettivo, farmaceutico, per non confonderlo colla resina, che in molti libri di farmacologia va detta estratto-preparato come abbiam detto, si prescrive alla proporzione di 2-10 cg., come quelli di giusquiamo, stramonio, aconito ec. La sua formola più naturale è in pillole. - Si scioglie in acqua, in pozioni e se ne fanno bagnuoli; in alcool per tinture; se ne incorporano i grassi nella proporzione pari a quella degli oleiti e pomate di giusquiamo, belladonna, paparevo ec. - L'estratto ben preparato e ben conservato è utilissimo come l'erba secca a sopperire a tutti preparati della canapa, quando mancassero.

Sciroppo. - Preparato col metodo su descritto si amministra alla dose di una a due once a cucchiarini, tre o quattro volte al giorno.-Quando però si vuoi essere certi della cannabina o del cannabeno si prepara come quelli che contengono la codeina, i sali di ferro, di iodo ed altri, in modo che un cucchiaio o un'oncia debba contenere 20 cg. di cannabina o 2 stille di cannabeno. - È piacevole al gusto, si preferisce nelle cure delle malattie delle donne e de' bambini.

Eleossaccaro. - Utilissimo perchè conserva nelle altre stagioni le proprietà dell'erba fresca, stante chè lo zucchero è antifermentativo come il sale ec., si amministra come lo sciroppo alla proporzione di una grossa cucchiaiata sciolta nell'acqua fresca- [13] da uno a tre cucchiari al giorno; si unisce alle acque aromatiche ed esilaranti; alle pozioni nervine ec.

Pastiglie. - Nelle pastiglie si può dosare la cannabina ed il suo olio essenziale: rutinariamente ogni pastiglia contiene 5 cg. di resina ed una stilla di olio essenziale: se ne amministrano 3 a 6 al giorno; queste sarebbero le pastiglie semplici. - Le pastiglie poi che si direbbero composte andrebbero formate con altri eccipienti aromatici, eccitanti diffusivi (cannella, garofalo, vainiglia o le loro essenze: muschio, castoreo, zibetto), che si avvicinerebbero al Madjoun degli algerini-evitando, s'intende, gl'immorali afrodisiaci o eccito-motori stricnina, fosforo, cantaride che pare dovessero figurare in quei misteriosi e secreti preparati orientali. - Ancora vorrei che figurasse, come ne' preparati orientali il miele che rende meno duro le pastiglie e le fa sciogliere più prontamente nella bocca.

Perle. - Qualora si componessoro le perle di cannabina o di ascisc dovrebbero contenere 5 cg. di cannabina ed una stilla di cannabeno, ovvero cinque stille di tintura eterea di cannabina ed una stilla di cannabeno; e se ne prenderebbero 3 a 6 al giorno. Per i granuli, 5 cg. di cannabina, per ciascun granulo; 3 a 6 al giorno.

Liquori ed Elissiri.- Qualora si componessero tali liquori composti colla canapa o colla cannabina e cannabeno bisognerebbe prepararli in modo che ogni bicchierino o cucchiaiata contenesse 5 cg. di cannabina ed una goccia di cannabeno.

Decotti ed infusi coll'erba secca -è la formola più usitata ed attiva. - Si preparono colle solite norme degli altri infusi e decotti onde non far disperdere il resto dell'aroma conservato nell'erba- alla proporzione di 1 gr. per ciascun'oncia di acqua; tre e 4 once al giorno; si usa ancora a piccole bib[14]bite col caffè, col thè col cioccolatto ed altri alimenti nervosi eccitanti. - Se ne fanno bagnuoli abluzioni, sciacquatori nella bocca in certe nevralgie locali; fitrato lo abbiamo usato in larga scala nel Gabinetto d'Inalazione per le malattie respiratorie, e nervose che andremo a segnare.

Masticazione. - La masticazione dell'erba secca. facendone ingoiare la saliva è riescita vantaggiosa in molte nevrosi massime periferiche de' denti, gola, lingua , faccia, collo ec. ec. L' abbiamo fatta masticare ad un gr. per volta; tre o quattro volte al giorno.

Suffumigi. - I suffumigi sono stati eseguiti nel piccolo stanzino del gabinetto d'inalazione-alla proporzione di una manata per volta sopra di un bragerino da rendere ingombra tutta l'atmosfera dal fumo. Le ammalate vi si sono trattenute per un quarto d'ora a mezz'ora: tre o quattro volte al giorno. - Non a tutte facevano un benefico effetto, ma in alcune malattie riuscivano in certo qual modo vantaggioso massime nelle asmatiche.

Pipe. - Era curioso nella mia sala e nel Gabinetto vedere donne che fumavano ed avevano un assortimento di pipe accanto al letto. - Una pipa usuale se ne riempiva e si fumava dolcemente; tre a 4 pipe al giorno. - Le donne si adattavano a questo farmaco e lo desideravano (nell'asma, nell'enfisema ne' catarri cronici dello vie respiratorio ec.). Il fumo della Canapa era per esse una tendenza istintiva, irresistibile; era una voluttà gustativa ed olfattoria l'aspirarlo soavemente; tenerselo nella cavità orale; emetterlo lentamente dal naso e per sino tranguggiarlo in una maniera speciale.

Sigarrette. - Lo stesso è a dirsi delle sigarrette di canapa nostrana che il Dott. Solaro io e due inservienti fabbricavamo speditamente. - Erano richieste [15] appetitosamente. - Riescivano utilissime in sostituzione allo stramonio il cui fumo riesciva talvolta molto secco ed irritativo per la bocca e per la gola; in sostituzione al giusquiamo alle scorze di cacao alle foglie della cannabis indica, cui non era da pensare pel caro del prezzo e pel numero enorme che ce ne voleva. - Per queste sigarrette sempre benefiche e vantaggiose massime nelle asmatiche nelle tossicolose per catarri secchi delle vie aeree ec. ec. non saprei dire il numero; lo più limitato si era di tre a 4 al giorno. La buon'anima di Suor Francesca faceva il muso torto, ma nella santità della sua missione e nella rettitudine de'suoi giudizi si dovette finalmente convingere che il rimedio giovava e quindi era ammissibile nella disciplina delle nostre ammalate.

§ 7. - Questi sono i preparati della canapa nostrana coi quali ho seguito i miei sperimenti nelle varie malattie nervose che andrò a segnare. - Ho preferito però la resina, la sua tintura ed il decotto.-Talvolta l'ho uniti ad altri coadiuvanti; agli antispasmodici, dando la preferenza alla valeriana colla quale tiene molti punti di analogia come andrò a segnare; agli esilaranti e massime al coca; a' tonici aromatici e massime alla china, alla cascarilla, all'eucalipto; agli eccitanti diffusivi, muschio, castoreo, zibetto, etere; agli aromatici diffusivi cannella, garofano, vaniglia-alla spiga di Francia ed al Nardo indiano che sono ancora varietà di valeriane sventuratamente messo in oblio, e sulle quali tornerò in altra mia scrittura, se l'asma e le sue conseguenze mel permetteranno (9). L'ho unite ai to[16]nici ricostituenti minerali: ferro, iodo, brorno, arsenico, zinco, calcio ec. - Finalmente l'ho unita ai [17] narcotici, tra le tante formole ricordo la seguente: ho posto l'erba secca per 24 ore in una decozione carica di papavero; l'ho disseccata nuovamente e l'ho usata per la masticazione, pe' suffumigi, per farla fumare nelle pipe e nelle sigarrette, l'ho sperimentata a man sospesa ancora su me ne' miei parossismi asmatici, cosi pure in altri asmatici, isterici, in molte nevralgie ed iperestesie. Che dirò quando si fumasse mista all'oppio puro come fanno i Palicari, i Cinesi, i Persiani ed altri popoli orientali, per procurarsi quella ebbrezza vertiginosa tanto fatale alla vita (10). Appena in qualche ipercinesia o [18] iperestesia imponentissima, dove tutto mi diceva che il cervello avesse resistito alla terribile influenza, ho permesso a man sospesa e sorvegliando personalmente poche boccate di fumo di canapa oppiata.


Azione fisiologica comparativa della Cannabis Indica colla Cannabis Sativa.

CAP. IV. §1. - Prima di passare alla terapia della canapa nostrana credo utile fare qualche accenno comparativo sull'azione fisiologica delle due piante.

La Fisiologia ha fissato alcune zone o centri cortico-psichici che presiedono alla esplicazione della vita morale - la quale si rivela nelle mirabili manifestazioni del pensiero, nella formazione e coordinazione delle idee, nella valutazione assoluta o e relativa degli oggetti, nella memoria e ricordanza delle cose recenti o remote - ed in alcuni privilegiati, nel genio creativo di maravigliosi trovati, sotto certi peculiari moventi.

Pare che la Cannabis Indica diriggesse la sua azione primigenia su tali aree e zone della sostanza grigia corticale delle circonvoluzioni; e ne eccitasse la polarità delle cellule in modo specifico da produrre, tra gli altri il maraviglioso fenomeno del Kieff o fantasia dove l'assonnato si trova in un nuovo ed originale mondo ideale, acquista un genio creativo illimitato, sente una nuova esistenza paradisiaca scintillante di luce, di spazio, di espan[19]zione infinita, di soddisfazione assoluta. - Una splendida fantasmagoria di spettacoli gli si presenta alla mente di paesaggi ameni, di grotte misteriose, di lene mormorio delle acque, di foreste gigantesche, di praterie smaltate di erbe e di fiori; sole e luce dapertutto; un'arcadia intera con tutte le sue attrattive di pastorelle, di ninfe e di fate non mai vedute: si vedono e si creano i più grandi momenti del mondo; la immensità del mare, de' fiumi e delle riviere su cui leggiermente e rapidamente si trasvola; avvi una lucidezza insolita e radiante nella creazione di idee, di motti spiritosi; una facilità di parola e di concetti, una forma maravigliosa e scivolante di eloquio. E questa superiorità di mente e di spirito va unita all'altra che l'addormentato si crede materialmente più leggiero e più ingrandito per dimensioni corporee sia in larghezza, che in altezza; questo novello Turno o Gerione si crede adunque superiore agli altri sia per elevatezza mentale sia per corporee dimensioni. In questo caleidescopio di luce, di spazio, di vedute, di monumenti creati dalla fantasia, di conversazioni affascinanti, di danze leggiere e di donne leggiadri e voluttuose che si abbandonano ed ammirano, di sale splendidissime per mense, per vini e per profumi inebrianti, avvi tale una rapidità di subito scambiarsi ed alternarsi, che la mente ed il pensiero appena può trattenere, per pochi istanti la scena: che immantinenti sparisce per essere rimpiazzata da un'altra più fantastica e maravigliosa... ecco il modo di allungare la vita magari nel sogno!... perchè in tanto alternarsi di idee, di impressioni e di spettacoli, il tempo pare che sia stato lunghissimo.... ma l'orologio segna appena alquanti minuti... (11). [20]

Ecco uno schizzo che sembrerebbe romantico, ma è avvenuto sopra di me, quando ho preso l'ascisc indiano nel mio parossismo asmatico.

§ 2. - Volendo pur dare una descrizione medica, sobria e veritiera riporterò quella del prof. de Luca che volle ancora sperimentare sopra di se l'azione dell'ascisc, eccone sommariamente i punti più interessanti per il mio assunto.

Nel primo periodo che comincia da mezza ad un'ora dopo la ingestione del farmaco si comincia con un senso di calore a vampe, a sprazzi, a raffiche che mordica tutta la pelle, e dalla periferia si accentra; così pure un senso di fremito, di formichio, di titillamento centripeto ec. ma l'Io è ancora sui conmpos, è ancora in relazione col mondo esterno; è ancora cosciente di se e di quanto gli accade.

Nel secondo periodo che è veramente quello del Kieff oltre alle mie osservazioni il prof. de Luca ne aggiunge altre interessantissime; gli oggetti si allontanano e s'impiccioliscono quasi per riverenza; pare di essere sollevati dal suolo o si aumenti in altezza; le altrui voci si fanno deboli quasi in segno di rispetto; se coricati o seduti le coltri e gl'indumenti pare si tengono lontani rispettosamente dal corpo per non premerlo; si è contenti di se: noncuranza e superiorità fisica e morale su tutto ciò che ci circonda; la ricordanza diventa limpidissima; si prova una viva compiacenza dei proprii fatti; Si è da tutti ammirato ed inchinato; una sorta di soddisfazione e di contento particolare ec. ec. [21]

Questi ed altri fatti osservati da me e dal prelodato professore, sopra noi stessi, quantunque sommari, pure bastano a mettersi in confronto con quelli della canapa nostrana osservati su me e sugli ammalati per darne un serio giudizio comparativo.

§ 3. - Per cominciare dalla influenza fisiologica della pianta fresca, mi recai come ho detto più sopra a Casoria e suoi dintorni; nell'epoca della efflorescenza e del maggiore sviluppo-proprio quando le pannocchie si trovano tenere ed odorosissime, quando i semi non ancora si sono pronunziati, e che avessero incominciato ad indurire le loro buccie. - Ricordo, che appunto nell'epoca designata, davano tale una fragranza da avvertirsi ancora distante dal coltivato.

Il mio ospite ed altri notabili del paese mi avvertivano che i coloni all'epoca della fioritura non potevano dormire nel mezzo de' solchi o sotto l'ombra fitta delle piante, cosi pure nelle case coloniche site nel mezzo della vegetazione o accosto a' fasci di canapa raccolti ne' campi. - Dessi avvertivano una gravezza di testa, (12) una sonnolenza con allucinazioni, con sogni strani e fantastici. - Con questo primo grado di ebbra influenza divenivano riottosi, ciarlieri, facili alle risse; e quei che in altri tempi erano placidi e pacieri, in questi si mostravano provocatori ed audaci; ancora nell'incesso e nella mimica naturale Si mostravano rialzati e [22] pettoruti, per altezza di corpo-ciò mi richiamava alla mente l'analogia dello stesso fenomeno psichico ricondato poc'anzi dall'ascisc.

§ 4. - Volli sperimentare su me tali influenze, ed in diverse sere verso il tramonto e l'annottare, quando la fragranza di tutte le erbe si rende più pronunziata, mi recai in uno di questi fondi accomgnato dall'amico e da' suoi coloni, e stetti per qualche tempo in mezza alla viva vegetazione. E già mi sentiva la testa aggravarsi ed intondirsi-una tendenza dapprima a' movimenti ed alla loquacità, dappoi alla sonnolenza dolce e piacevole. Volli dormire in mezzo a quei solchi ombreggiati dalla viva vegetazione; il sonno dapprima tranquillo, poi intercalato da sussulti tendinei e muscolari: poi da sogni di benessere, di piacevolezza, di soddisfazione- che se non avevano le proporzioni fantastiche e creative della cannabis indica, non sono stati mai paurosi, depressivi o degrandati. In uno di questi sogni, soltanto, ricordo di aver detto una poesia per forma e per concetto rimarchevolissima, tanto più che io non sono stato mai poeta; in un'altro mi trovai felicissimo e rapido parlatore ed arguto epigrammatico, qualità che mi mancano nella veglia. Ma null'altro per quanto ho riferito pel Kieff; null'altro di quanto ho risentito dall'ascisc, quando stretto dall'asma e tormentato dall'insonnio intercalato da sogni macabrici ho dovuto ricorrere a questi rimedi.

§ 5. - Ecco adunque I risultamenti fisiologici sperimentati su me e suoli altri sotto l'influenza naturale della canapa nostrana, nell'epoca della sua fioritura, per suggellare d'a1tronde quanto è stato detto dagli altri su tale argomento.-Ma tale influenza era determinata dalla resina o cannabina? ovvero dall'olio essenziale che dividerebbe la sua azione [23] nevrina con altri oli essenziali di fiori e di foglie? la cui fragranza passa dal conforto piacevole ed esilarante alle proporzioni di un vero avvelenamento. (Chevallier) pare che la influenza stia per l'olio essenziale, ma però in un modo sempre specifico- onde possiamo asserire che come nell'erba secca la virtù sta in massima parte nella resina con frazioni di olio: nell'erba fresca la virtù sta in massima parte nell'olio con frazione di resina.

E così da questi sperimenti naturali si rileva che ancora nelle esalazioni dalla canapa nostrana fresca si ravvisano i fenomeni caratteristici della canapa indiana, quantunque in un modo attenuato e limitato.

§ 6. - Per completare gli studi fisiologici sull'azione della canapa nostrana, ho ancora voluto sperimentare su me l'azione dell'erba secca e della cannabina.-Per la prima volta ho bevuto un decotto composto da 2 gm. di erba secca su 100 gm. di acqua alla colatura, a stomaco digiuno e nelle ore del giorno, quando cioè il sonno non era solito a venire; dopo circa mezz'ora ho inteso lievissimo calore e formichio ascendente, la testa lievemente aggravarsi, senza però quella sonnolenza profonda e quei fenomeni spiccati del cannabismo; il sonno era intercalato da piccoli scatti nervosi e tendinei: qualche lieve allucinazione, ma nessuno de' fenomeni caratteristici del Kieff. Solo il polso si rafforzava, la respirazione si aumentava di poco nè mi restava quell'abbattimento caratteristico dell'ascisc.-Raddoppiai nel giorno appresso la dose, a 4 gm. e la presi in tre volte ogni quarto d'ora; allora veramente ho avvertito i veri fenomeni del cannabismo; nel primo periodo più avvertito il senzo di calore, di formichio, di frizzamento ascendente; l'aggravarsi del capo, e poi il sonno spe[25]ciale che mi arrecava gli stessi fenomeni della respirazione della canapa fresca m. c. - ed alquanti di quelli descritti per la canapa indiana - però di molto sbiaditi e ridotti nel numero e nella potenzialità; così pure va detto degli eccitamenti della vita vegetativa. - Ne'postumi mi rimase per circa una giornata la stessa gravezza di testa, un torpore ed uno rilasciatezza generale; attutite le sensibilità riflesse, i riflessi rotulei e del piede, così pure per le forze al dinamometro.

Ritengo che portando ha dose a 6 od 8 gm. avrei raggiunto i fenomeni tipici del Kieff, ma non mi azzardai. - La resina poi data nella prima volta alla dose di 20 cg. e nella seconda volta a quella di 40 cg. mi produssero i stessi risultamenti dell'erba secca.

In conclusione finale possiamo dedurre che i fenomeni della canapa nostrana sono identici a quelli della canapa indiana, però in modo e proporzioni, alquanto ridotte - che alcuni fenomeni della vita psichica mancano affatto, altri ne vengono più sbiaditi - i prodromi ed i postumi meno accentuati. Onde possiamo conchiudere che nella prescrizione della canapa nostrana bisogna raddoppiare la dose.


Azione terapica della Cannabis Indica in paragone colla canapa nostrana.

CAP. V. §1.° - Dall'azione fisiologica delle due canape possiamo dedurre che sia ancora identica la loro azione terapica, colla sola differenza quantitativa. Ma per aver una idea precisa sulla vera azione terapica della canapa indiana e nostrana bisognerà permettermi le seguenti considerazioni.

Le conoscenze terapiche sull'azione della canapa indiana sono rimaste incomplete perchè si è ri[26]guardata l'ascise dal solo punto di vista del Kieff o fantasia; ed ogni scrittore, dal romanziere al patologo hanno da questo solo lato studiata e descritta; perchè le sue preparazioni non sono state intimamente conosciute, e le dosi sono state determinate in modo convenzionale e talvolta eccessivo. Onde è che il campo delle indagini si è arrestato a soli fenomeni del Kieff, ed alla sola sede cerebrale irritata dall'ascisc.

§ 2.° - Romanzieri. poeti, moralisti, storici, fisiologi, patologi hanno dato quindi le più svariate appreziazioni a'fenomeni psichici dell'ascisc ed alle loro conseguenze, ciascuno per la parte che lo riguardava e dal proprio punto di vista. Il romanziero ed il poeta toccano la nota fantastica e maravigliosa nella descrizione de' fenomeni psichici dell'assonnato. Il filosofo moralista lo guarda dal lato sociale offeso, dal degredamento individuale e gentilizio; ed evoca la severità delle leggi punitrici e la cooperazione delle Società di temperanza. Lo storico statista la contempla nella sua antichissima origine: nelle tradizioni dei popoli primitivi di razza ariana: guarda nella canapa la importanza industriale più che medica; e la metta tra le piante cosi dette politiche, prima ancora del cotone, per la sua antichità. Il fisiologo studia la sola sintrome fenomenica del Kieff e la mette in rapporto co' centri e zone cerebrali manomesse. Il patalogo non ha studiato sino a pochi anni fa che le sole conseguenze fatali del suo abuso.

§ 3.° - Spettava al terapista moderno la parola più solenne e precisata sulla vera azione della canapa ed assegnarle il vero suo posto in terapia. Egli nella sintrome fenomenica e nelle sue conseguenze non vede che l'abuso della sostanza, la poca conoscenza della sua composizione e l'ignoranza [26] sulla sua quantità: onde dall'altro lato considerando che tolto l'abuso, conosciuta la entità del farmaco ed amministrato a dosi moderate e graduate possa riescire vantaggioso in molte malattie nervose come accade per i più possenti veleni, che dati a dosi frazionate e ponderate riescono i più possenti rimedi: allora invece di un eccitante morbigeno si avrà nelle sue mani un farmaco benefico.

Ma non è da questo solo lato che il terapista moderno guarda l'azione della canapa sul cervello, vi sono degli altri lati appena esplorati in aree e zone lontane dalla corteccia; su certi punti del mesocefalo originari del simpatico, del vago, del frenico ec., su certi plessi e gangli influenzati dalla canapa - onde amministrata ponderatamente nelle malattie da essi originate riesce un vantaggioso rimedio, come più appresso andremo a segnare.

§ 4.° - Che dirò poi di quell'altra virtù non meno maravigliosa della canapa, sola o mista all'oppio, di preservare cioè dagli stimoli della fame e protrarre a lungo il digiuno? per cui la storia di tutti i tempi ne registra i casi maravigliosi. Virtù misteriosa ed arcana ma vera ed accentata, donde la igiene e la terapia traggono profitto in molte circostanze della vita sana e malata. Conosciuta e tenuta occulta dall'antichissima casta Jeratica orientale (13) e passata per tradizioni di tempi a cono[27]scenza di scienziati, di viaggiatori ed esploratori di quelle lontane regioni; onde ancora nei scorsi secoli ebbero fama quei rinomati digiunatori, per sino all'odierno Succi che asserisce averne ricevuto il segreto ne'suoi viaggi in Oriente.

§ 5.° - L' introduzione della canapa indiana in terapia come tutti i rimedi di grande efficacia e di svariata applicazione ebbe i suoi entusiasti sostenitori, come lo sono io, e i suoi scettici oppositori-ed è giustificata questa contradizione, quando [28] si rifletta che trattandosi di una droga che viene da distanti regioni, talvolta di problematica e misteriosa preparazione e che viene amministrata in modo empirico ed in peso convenzionale. Onde non si può fare assegnamento nazionale e certo sulle sue qualità terapiche, come sopra altre medicine di conosciuta composizione chiimica, di costante ed identica preparazione, di mistione ufficinale conosciuta. Giustamente perciò dice il Tamburrini. "Si può dire in generale che le indicazioni terapiche della droga hanno poco di determinato; e debbono perciò essere studiate più largamente e con maggior rigore!"

A questa stregua io mi attenni quando una volta volli offrine una modesta contribuzione (l. c.) alla terapia della cannabina e degli altri preparati della canapa indiana - ed ora in questa scrittura studiando le virtù della canapa europea paragonate a quelle della sua sorella indiana.

§ 6.° - Per la cannabis indica e suoi preparati Fronmueller l'ha creduto succedanea all'oppio come ipnotica (14) massime quando l'oppio e suoi derivati sono controindicati. Si è adoperata nelle psicopatie e massime nella lipemania e nella melanconia. Nell'isterismo con disturbi psichici il [29] Semmola ha trovato giovevole l'ascisc - fu proposta nel deliriun tremens: e poi nel tetano (?) nell'idrofobia (?) nell' idropisia (! ?) -nella corea; in molte convulsioni eclamsiche ed epilettoidi; nella tosse convulsiva come sedativa degli accessi; nel reumatismo come succedanea al tiglio, al sambuco; al thè al jaborandi. L'ho sperimentata in altre iperestesie, ipercinesie e nevrosi periferiche - sopratutte ho sperimentata con vantaggioso successo la canapa nostrana ed i suoi preparati nell'asma, nel gozzo esoftalmico, nell'enfisema pulmonare, nell'emicrania cui consacrerò degli accenni speciali.

§ 7.° - Data a dosi ponderate e con rigorismo terapico, maravigliosa riesce la sua azione, quando la si amministra sola o ad altri coadiuvanti nelle atonie ed anemie cerebrali; negli esaurimenti psichici (amnesie, incoerenze, ed incipienti idiozie) indebolimento trofico delle zone e circonvoluzioni che presiedono alle manifestazioni della vita animale. Amministrata sola e con altri coadiuvanti e correttivi, maravigliosa riesce la sua virtù esilarante e tonica nel cenvello esaurito-a modo del caffè, della digitale, del coca riesce efficace nelle cardiopatie, per affievolimenti trofici transitori, per debolezze e disturbi funzionali. Ho veduto in certe amnesie ritornare limpida e chiara la ricordanza, ancora di fatti remoti: nelle incoerenze ed incoordinazioni di idee venir queste ordinate ed adeguatamente formolate colla parola; e la parola istessa più facile e risoluta. Nell'inizio delle demenze ed idiozie con questo mezzo abbiamo raccolto delle ricordanze e de' giudizi, che sarebbe stato impossibile strappare con altri metodi igienico-terapici.

Interessante in ciò, lo ripeto, è il metodo di amministrazione. Non bisogna determinare con forti dosi iniziali quel secondo stadio d'incoscienza e di [30] mutamenti de' rapporti dell'Io col mondo esterno; non bisogna menare l'ammalato in quella forma di Kieff o fantasia che porta di conseguenza l'esaurimento reattivo. Bisogna dare pochi cg., per volta, 5 a 10 cg. di cannabina, ripetuti in 5 cartine ogni mezz'ora, con bibite di caffè, the o camamilla; ovvero 10 a 20 cg. di cannabina in 100 gm. di acqua di anisi, una cucchiaiata ogni mezz'ora, a stomaco digiuno - aumentare le dosi nelle consecutive prescrizioni, e sospenderne l'amministrazione quando se ne è avuto il giovamento- in questo modo quella nube che teneva involte ed offuscate le facoltà morali si dilegua senza scatti, senza sbalzi o perturbazioni disordinate, ma placida, serena e senza reazione pericolosa.

Al pari della caffeina, della digitalina, ec., che si amministrano solo quando si voglia confortare e rafforzare i movimenti sistolici del cuore-e si sospendono subito quando tale scopo è stato raggiunto; così pure si fa della cannabina, coll'accorgimento che abbiamo segnato. E se restano fenomeni di soverchio eccitamento, si dieno bibite calmanti e sedative, docce ecc., se l'ammalato cade in soverchia prostrazione reattiva si ricorra alle bibite eccitanti, esilaranti, alla elettrizzazione, ecc.

§ 8.° - E qui mi giova sempre ripetere, che la resina o cannabina presenta nel commercio due forme diverse; diverse pure per proprietà fisiche chimiche e terapiche a seconda che è stata preparata col metodo di Smith, e con quello più spiccio di Gastinet. La cannabina pura di Smith, ricavata della cannabis indica è la più efficace; dessa si chiama ascisc o asciscia nel commercio. Con questa ho eseguito i miei primi esperimenti di cui ho testè segnata la posologia. La cannabina ottenuta col metodo di Gastinet ricavato pure dalla [31] cannabis indica è meno attiva per sostanze estranee che contiene, di colore più bruno, di odore aromatico grave più marcato.

La cannabina ottenuta dalle sommità fiorite fresche delle canapa nostrana col metodo di Gastinet, presenta un colorito verde, un odore aromatico piacevole marcatissimo che ricorda quello della pianta fresca un sapore meno acre - Con questa cannabina ho eseguito le mie ultime esperienze nelle cinque malattie nervose che andrò a specificare; ed in altre nevrosi che verremo solo a tratteggiare nella statistica della sala e del gabinetto d'inalazione. Lo ripeto con questa resina ho ottenuto ancora fenomeni fisiologici e terapici identici a quelli ottenuti dall'erba indiana ma però alquanto sbiaditi onde ho dovuto aumentarne la dose.

§ 9.° - Per completare la parte terapica della canapa nostrana, dirò in riepilogo che i preparati più usati ed efficaci sono la resina colla sua tintura e l'erba secca.

Dopo della resina viene l'erba secca colla quale si prepara il decotto che è lo più attivo ed usitato; colla precauzione di farlo filtrare quando serve per inalazione. Coll'erba secca si prepara la tintura, lo sciroppo. le pastiglie, l'eleossaccaro; si fa masticare, se ne fanno suffumigi; si fa fumare in pipe o in sigarrette.

Dopo dell'erba secca verrebbe l'estratto farmaceutico, migliore quello ricavato dall'erba fresca, e quando questa mancasse, dall'erba secca.

Quando l'estratto è ben preparato è utile come l'erba secca perchè nel bisogno può sopperire a tutti i preparati della canapa. Verrebbero in seguito per ordine decrescente di attività specifica l'olio essenziale e la sua tintura, che dividerebbe in generale la virtù specifica- e poi lo sciroppo, [32] l'eleossaccaro, le pastiglie, che vengono più aromatici quando si preparano coll'erba fresca m. c. (le perle, gli elissiri, le sigarette le quali stanno di là a venire).

Verrebbe in ultimo l'acqua distillata che quando si prepara coll'erba fresca, da il vantaggio di raccogliere alla sua superficie l'olio essenziale (m. c., che ha virtù specifica debolissima; che si usa magari nell'inizio delle cure della canape (m. c.) come succedanea alle altre acque aromatiche, menta, melissa, finocchio ec.-Riepilogando, la resina colla sua tintura, l'erba secca col suo decotto sono i più usitati ed efficaci.

Le malattie nelle quali questi preparati sono riusciti giovevoli saranno qui appresso segnate le prime cinque con dettagli speciali; le altre con semplici accenni. Cosi pure dirò di certi coadiuvanti ipnotici, sedativi, tonici, esilaranti ec.. che più o meno armonizzano coll'azione della canape dei quali, alcuni sono stati segnati nella parte chimica altri nelle note statistiche della sala e del Gabinetto d'Inalazione.


Note
(1) Mottola - Formol. Terap., art. Isterismo- Nap. 1877.

(2) Valieri - Contrib. alla Terap., del Gozzo Esoftalmico, nella Clinica 21 agosto 1875.

(3) Mottola - Op. cit. art. Gozzo Esoftalmico.

(4) Il nome di Haschisch che in arabo significa Erba fu dato per antonomasia alla Cannabis Indica per le sue proprietà maravigliose, e si adopera collettivamente per la canapa e per tutti i suoi preparati; fu detta ancora Churrus; i nomi indiani Bang e quello di Bangie de' persiani si riferiscono alle dette qualità maravigliose - L'erba secca viene in commercio col nome di Erba Gaza, che mi pare sia la Città di Gaza descritta dal Tasso colla solita sua maravigliosa precisione geografica-Fu detta dagli Algerini Erba de' Fakiri; da altri ascisc de' Derwish.
Il suo uso rimonta a tempi antichissimi della primitiva razza ariana; i più antichi libri del mondo orientale ne segnano la influenza speciale narcotica - e l'altra maravigliosa virtù, di essere cioè un grande preservativo dalla fame, come più a lungo diremo in altra nota.
L'ascisc propriamente detto o asciscia è la resina o cannabina che forma la parte veramente attiva della pianta.
Qui giova osservare che i diversi preparati orientali che vengono sotto forma di tinture o liquori, di polveri, di pillole, pastiglie, estratti grassi o mielati, più o meno misti a sostanze aromatiche, eccitanti ed afrodisiache - il Dawa o Kawamesck degli arabi preparato col burro; le pasticche degli algerini preparate col miele dette Madjoun; le pillole orientali afrodisiache che in segreto si vendevano in Napoli da un magazzino turco ecc. - sono diverse miscele misteriosamente e secretamente preparate a base della canapa indiana, che collettivamente vengono denominate ed usate col nome di Haschisch che noi da ora innanzi ad esempio del Salmi chiameremo e scriveremo col nome Ascisc, più facile alla scrittura ed alla pronunzia.

(5) Basta dire che quando feci i primi sperimenti sull'isterismo e sul Gozzo Esoftalmico colla resina, detta cannabina e col solfato di cannabina li pagai a prezzo favoloso - li dovetti incompensare a case estere, e pure i varii campioni che mi pervenivano erano diversi tra loro per caratteri fisici e chimici - e così in seguito mi è sempre succeduto, fin quando dietro i consigli del prof. Reale ho fatto preparare nel mio gabinetto la resina come andremo a narrare.

(6) Selmi, Encicl. di chim. art. canapa sativa.

(7) Ahimè le perle di cannabina, non esistono, sono rimaste un pio desiderio, voglio sperare che questa mia scrittura fosse pigliata in benevola considerazione da' signori medici e da' farmacisti, e mi permetto pure dalle Case industriali. Che loro facesse buon viso quel distinto e dotto chimico-farmacista che è il prof. F. Arena, il quale alle tante contribuzioni che ha dato alla chimica-farmaceutica, alla fìsiopatologia ed alle scoverte terapiche, tiene il pregio di aver resa napoletana la industria delle capsule gelatinose medicinali con diverse sostanze, e ne ha toccato l'apice nella perfezione - io non ho il genio e la fama del Mantegazza, ed i preparati della canapa nostrana sono troppo recenti, onde spero che osservazioni consecutive di più rinomati climici ne confermino l'efficacia e ne diffondino l'uso; perché la canapa potesse aver posto accanto all'eucalipto, al coca ed a' loro preparati chimico-industriali; allora la farmacia, la clinica e la terapia ne renderanno più diffusa l'applicazione e lo smercio; allora l'industria (alla quale sarebbe solo permessa la reclame come si fa adesso) fabbricando pastiglie, conserve, perle e sigarrette nostrane - a forza di medaglie, di brevetti, di certificati realizzerebbe quella gran massima del gran Poeta
        che alle grand'opre
        Quando manca il cantor l'obblio ricopre!
D'altronde il fine giustificherebbe i mezzi ed all'utile della umanità si aggiungerebbe quello de' farmacisti e degli industrianti.

(8) Io mi onoro appartenere all'Accademia Fisio-Medico Statistica di Milano, ed il suo Diploma mi é sopra tutti gli altri carissimo - io sono entusiasta di quel Popolo serio e laborioso che agli alti ideali della scienza accoppia sempre quel senno pratico di utilità materiale, nelle diverse esplicazioni della vita-Questa preclara Accademia che si degnava far buon uso ad una mia opera igienica perché improntata da alto senzo umanitario nella pubblica assistenza. - Questa Accademia che raccoglie i grandi postulati della scienza biologica e dirama nel suo popolo industre e laborioso i suoi solenni precetti, m'auguro vorrà ancora questa volta fare benevola accoglienza a questa mia scrittura che, alla parte speciale terapica, aggiunge la utilità industriale ed economica nella composizione de' diversi preparati della canapa nostrana; elissiri, liquori, pastiglie, perle e sigarrette.

(9) Maravigliosa è l'analogia che passa tra la valeriana e sue diverse specie, e la canapa, sia in riguardo alla loro azione fisiologica sul cervello, sia in riguardo alla loro virtù terapica. - È proprio sul gatto dove si vede specchiatamente tale analogia; quando si spande per terra un sacco di valeriana è curioso e piacevole lo spettacolo che danno i gatti al solo avvicinarsi alla valeriana-vi si rotolano per di sopra, la inalano ripetutamente ed in fine sono presi da tremito, si rizzano i peli, danno salti disordinati, fanno mille strambotti di sfrenata ebbrezze coreica e finalmente perdono i senzi e cadono in assopimento, restando per lunga pezza eccitati ed ebetiti-È questo un fenomeno di analogia, che si avvicina al tremito alla ebbrezza, alla fantasia ed allo stordimento che produce l'ascise nell'uomo.
Richter riporta 12 specie di Valeriane, tanto apprezzate dagli antichi per le loro virtù nervine - e che sventuratamente sono andati in oblio - per dar poi luogo a tanti rimedi efimeri e convenzionali. Tra queste specie era rinomata la Valeriana celtica o Spiga di Francia, cui, oltre di essere nervina, si davano virtù diuretiche, enemenagoge, antisteriche; - faceva parte di una tintura popolarissima presso di noi appunto nelle gravide e nelle isteriche.
Era ricercatissimo il Nardo Indiano o V. Ialamensis che pel suo odore aromatico grave, per le sue qualità di eccitante diffusivo e la sua speciale azione sul cervello, si avvicina, più che la valeriana selvaggia o ufficinale, alla canapa. - Con questo nardo mi propongo fare una serie di esperimenti nel Gabinetto d'Inalazione.-Dalla vecchia farmacia del mio illustre e venerato Genitore ritirai diverse droghe, che ora si vanno rendendo rare nelle collezioni di Gabinetti. - Tra queste ritirai un boccaccetto dove è ben conservato il rizoma del nardo indiano, o Valeriana Ialamensis; esala un profumo grave aromatico, piacevole con una sfumatura muschiata (non come quello della valer. Silv.) - è un profumo veramente orientale, da preferirsi certamente a quello del cuoio di russia, del fieno ec. - Peccato che se ne sieno disusate le acque, le tinture, le polveri, i suffumigi sia come cosmetico che come farmico.-È accertato che i Nardi degli antichi i cui aromi sono descritti persino nella Bibbia (Corn. a Lap.) appartenevano a diverse specie di Valeriane (V. Dierbach, Carminati, Dufregne Hst. nat. et Med. de la famille des Valerianes - e sopratutti K. Sprengel, Intorno ai Nardi degli antichi, negli Ann. di Farm. di Berlino t. 24 f. 1 p. 5).
La Valeriana Silvestre tiene però l'inconveniente del puzzo insopportabile, di urina di gatto e del trasudamento dell'amale in fregola, (Burdach) da ciò forse l'attrazione e l'ebrezza che determina sul gatto. Questo puzzo insopportabile la rende urtantissima per le isteriche; i valerianati in pillole, con foglia d'argento l'etere valerianico in perle o capsule e non altrimenti-però la Spiga di Francia e il nardo indico hanno un aroma diverso e piacevole onde potrebbero surrogarla- e questo aroma varia tanto nelle diverse specie di valeriane, da non avvertirsi affatto, massime nella Valeriannella Olitoria e nella Valeriana Locusta che si mangiano a minestra e all'insalata!? Ph. Gall.

(10) I governi orientali hanno emanato leggi severissime per chi fuma o mastica tale sostanza (V. nota sul tabacco), ancora per i luoghi dove si riuniscono i fumatori. - Ho conosciuto in Napoli un viaggiatore thurista M.r Barth, reduce dalle Indie-era un fenomeno di scienza pratica, di storia anetodica mondiale-appresi da lui tanti segreti e ricette e massime queste specialità sull'ascisc. - Aveva questa fatale ed irresistibile tendenza - faceva, nientemeno, una miscela di foglie di canapa indiana, di coca della Bolivia e di papavero cinese - ne faceva decotti e la fumava. - Non poteva più vincere la terribile tendenza che egli stesso comprendeva lo trascinerebbe alla tomba; l'abuso de' liquori eccitanti che aveva contratto nelle Indie non aveva più attrattiva per lui; bisognava ricorere alla triplice miscela di Ascisc, coca e papavero che fumava prima e poi beveva in decotto... era una tendenza fatale ed irresistibile... invano le mie preghiere e le mie minacce pronostiche... quando era giunto il momento si denudava tuttoquanto, stendeva per terra un tappeto orientale ed un grosso cuscino; fumava prima e pot beveva Ia prestigtosa hevanda, finquando cadeva ebbro e tramortito.... un grosso cane di Terranova intelligente e fedele lo guardava, e guai a chi lo avesse avvicinato in quello stato, appena io lo poteva considerare qualche volta perchè il cane sapeva che io era suo amico. - Sventuratamente accadde quello che io prevedeva; ancora giovane divenne invecchiato, stecchito, ebete, paralitico; e si moriva di gravissima malattia di fegato.

(11) La storia di tutti i tempi e di tutti i luoghi ha mostrato che l'uomo sia nello stato selvaggio che civile ha avuto una tendenza irresistible ed istintiva alla ebrezza (Liebig) ancora a costo della sua vita; fumando e masticando l'oppio ed il tabacco (vedi); bevendo il coca, il vino, l'alcool, i liquori fermentati, masticando, fumando e bevendo l'ascisc ha cercato inebriarsi ideamente di quei piaceri che non può procurarsi, e per attutire i positivi dolori della vita.

(12) Quando ebbi l'onore di leggere queste pagine all'Il1.° nostro soprintendente conte Spinelli, egli che alla istruzione completa del perfetto gentiluomo aggiunge rare conoscenze in botanica ed in agronomia. - Egli pure assicurava che nelle sue vaste tenute cultivate a canapa la gravezza di testa, la sonnolenza ed altri fenomeni nervosi speciali ed indeterminati si avveravano su lui e su i suoi coloni, quando si trovavano in mezzo alla vegetazione in fioritura.

(13) I sacerdoti indiani e poi i Fakiri, i Derwish ne profittarono per sostenere a lungo il digiuno. Bisogna dire con reverenza a quelle remotissime leggi che il digiuno si riteneva come potentissimo sanificatore delle turbe. L'igiene ed il digiuno si trovano sempre di accordo! La Casta Ieratica che possedeva la conoscenza e le ricette; e che profittava al1'occorrenza - II digiuno nel Vecchio Testamento stava come caposalto liturgico della Teocrazia, meraviglioso espediente per farlo osservare! Nel cap. 31 dell'Esodo sta scritto che Mosè per 40 giorni e 40 notti Panem non comedit et qiuam non bibit! e ciò nonostante cornpilò il meraviglioso codice civile e penale del popolo d' Isdraele. Il vecchio Testamento è l'unico Corpus Iuris scritto da un legislatore a corpo digiuno !... e consegnato al rispettabile pubblico senza assemblee, senza discorsi e senza banchetti!!... Orientali furono l'anacoreta S. Barsanisio, S. M. Egiziaca... era il pathos che sopprimeva il ventricolo, era miracolo, era la masticazione dell'ascisc che predisponeva lo stomaco al digiuno?! - I Leucomoni dell'antica Sannaria cadevano ogni anno in letargo nell'inverno, dopo avere assistito ad un rito religioso, e si risvegliavano a primavera!?; non si sa se i sacerdoti procuravano loro questo discutibilissimo letargo coll'ascisc, perché naturalmente non poteva avvenire non essendo essi animali ibernanti - Maometto ne possedeva il segreto nelle sue estasi epilettiche - Il Veglio della Montagna a' tempi delle Crociate inebriava coll'ascisc i suoi fanatici e furibondi seguaci, onde furono chiamati asciscini e poi assassini! - Alberto Magno, maestro dell'Aquinate, rinomato per tanti segreti e conoscenze occulte era un famoso digiunatore. Meravigliosa è la storia di quel Paulozzo venuto a Vinegia nello scorcio del 1300 riportata dal Gazata e dal Muratore. Famosa è la scommessa vinta su Clemente VII da quel tale Scoto viaggiatore e digiunatore celeberrimo (Cardano). Ho citato questi pochi esempi di digiunatori orientali e di scienziati e viaggiatori che ne avessero ricevuto il segreto - come ai di nostri si è avverato col celebre Succi, che dice aver recato il segreto dai suoi lunghi viaggi in Oriente , dove la tradizione ha conservato la remotissima usanza; egli forse dispone il suo stomaco a non sentire lo stimolo della fame con qualche miscela di Ascisc e di oppio, preparata, s'intende, con metodo speciale.

(14) A torto si è voluto paragonare l'azione della cannabis indica a quella degli oppiati od altri narcotici, a quella degl'ipnotici, de' calmanti, sedativi, a quella degli altri eccitanti del sistema nervoso cerebrale. Non ha analogia col1'oppio, coi bromuri, col cloralio, col coca ec. - La sua azione fisiologica e terapica è sui generis. Bisogna studiarla come una entità igienico-terapica speciale nei suoi diversi preparati, nelle sue mistioni, nel metodo di amministrazione e nel peso - Bisogna precisare le malattie ed i suoi risultamenti clinici ed amministrarla sola e senza altri coadiuvanti narcotici, esilaranti o sedativi, quando si vuole avere la vera conoscenza della sua azione specifica.