Paolo Mantegazza, "Quadri della natura umana - Feste ed ebbrezze", 1871, 2 voll., Milano, Bernardoni Edit.
[Vol. I, pag. 5]


AL MIO AMICO E FRATELLO

IL

Professore GIBELLI GIUSEPPE.

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Cosė come a i pių cari si offron le cose carissime, cosė voglio scrivere il tuo nome sulla primaa pagina di questo libro, che č forse il Beniamino de me' figlioli; perchč l'ho concepito fra i pių caldi amori delta mia giovinezza e l'ho tirato con lunga pazienza e tenace meditazione attraverso gli anni dell'etā matura. Tu sai che abbiamo pensato insieme, sotto l'ombra amica e tranquilla degli ippocastani di Pavia, dove nč te di gennaio, nč il sollione di luglio arrestavano le nostre quotidiane e vagabonde passegiate, che hai cosė profondo il senso dell'arte, mi hai fatto coraggio a tentare la feconda notata della scienza e della natura; ed io mi sono provato in questo primo saggio di QUADRI DELLA NATURA UMAMA a stringere in una mano sola il pennello e lo scalpello, a ritrarre qualche scena della natura umana e a farne poi l'anatomia e chimica.
[6] Possa questo mio lavoro non essere del tutto indegno della tua amicizia, che č una delle mie gioie pių preziose; possa questo primo passo in una via inesplorata trovare indulgenza presso coloro che leggono le cose mie. Con questi lieti augurii potrō con maggior lena e con passo sicuro addentrarmi nel sentiero che oggi esploro con incerto piede, presentandoti pių tardi nuovi e infiniti quadri tolti dalla pių ricca tavolozza che abbia il mondo, quella della natura umana.
E tu amami, come ti ama

Firenze, 2 gennaio 1871.

Il tuo

MANTEGAZZA.