Paolo Mantegazza, "Quadri della natura umana - Feste ed ebbrezze", 1871, 2 voll., Milano, Bernardoni Edit.
[Vol. II, pag. 229]


CAPITOLO XXI.


Il mate, sua storia e preparazione. - Analisi chimica. - Azione fisiologica. - La poesia del mate.



Il mate,1 l'Ilex paraguayensis, è un alberetto elegante a foglie ovali cuneiformi, un poco ottuse e finamente dentellate sui margini e che porta alcune piccole bacche rossastre pedicellate, riunite in fascetti ascellari.2 Cresce spontaneamente nelle selve del Paraguay e delle antiche Missioni gesuitiche,

1 Abbiamo esitato a lungo prima di deciderci a riprodurre il capitolo sul mate, che fa parte del Rio de la Plata e Tenerife; ma infine ci siam decisi per la ripetizione piuttosto che per l'ommissione, volendo in quest'opera dar la storia di tutti gli alimenti nervosi. Al peccato del plagio fatto in casa nostra, abbiamo in parte rimediato con molte aggiunte.
2 Ilex paraguariensis o paraguayensis o Ilex mate. St. Hil., mem., mus. 8, p. 251. "Glaberrima, foliis cuneato-lanceolatove oblongis obtusiusculis remote serratis, pedunculis axillaribus multipartitis, stigmate 4 lobo, putaminibus venosis."
PYR. DE CAND. Prodromus. Pars 2, p. 15. Parisiis, 1825.
Si può vedere rappresentato l'albero del mate nelle seguenti opere: LAMBERT. Pinus, 2, app. 4. - SPACH. Suites, 16. - Bot. Mag. 69,3992. - Hook. Journal. 1842, 1-3. - Journ. agr. .Soc. Ind. 1843, X.


[230] in varie provincie della Confederazione Argentina (Salta, Jujui, Corrientes), e nel Brasile. Il suo nome è tolto dalla lingua guarani e adottato da tutte le nazioni d'Europa. Gli Spagnuoli e i creoli americani però chiamano col nome di yerba le foglie preparate dell'Ilex, quasi questo solo prodotto vegetale si meritasse il nome di erba per eccellenza, cosi come in Oriente il canape indiano è detto in arabo haschisch. Essi invece chiamano col nome di mate il recipiente in cui si prepara l'infusione delle foglie. Sono sinonimi della parola mate le altre di tè del Paraguay, tè dei Gesuiti, herva de palo, congonha verdadeira (portoghese). Nella lingua tupinica, che era parlata dagli indigeni su le coste del Brasile, era detto caamirim.1 Ne sono varietà l'I. acutifolia e l'I. obtusifolia o chomelia amara di Velloso.

1 Ca o caa vuol dir erba. Mérat nel suo Dizionario di materia medica, dice que caa-mena indica la foglia del mate ben sviluppata e caa-cuys la gemma non ancora sbucciata. Io nell'America spagnuola ho sempre udito adoperare la parola caacuè per indicare i piccoli ramoscelli tagliuzzati, che si trovano nella yerba e che in Entrerios si nascondono nelle ceneri del focolare per difendersi dai fulmini. La stessa virtù si attribuisce alle corna di bue. Secondo il Demersay i Guarani chiamavano il mate col nome di caa o pianta. La parola mate sarebbe invece quichua e sarebbe una corruzione di mati (zucca, dal vaso in cui si vuol prendere l'infuso caldo del mate). Demersay, Hist. phys. écon. et polit. du Paraguay. Paris 1865, vol 2, pag. 25. Anche Bibra adopera la parola caa, chiamando caa-cuys il mate preparato colle foglie appena sbucciate, caa-miri quello preparato colle foglie prive della loro nervatura e torrefatte, e caa-puaza il mate comune fatto colla foglia polverizzata e tostata.


[231] Sono nomi falsi o mal applicati quelli di Cassine congonha, Cassine paragua, Psoralea Glandulosa,2 Erythroxylon peruvianum.
Gli Spagnuoli impararono a conoscere il mate dai Guarani, i quali ne bevevano l'infusione caldissima, succhiandola con una cannuccia di giunco. Pare però che altre tribù l'usassero in altro modo. Dai tempi della conquista fino ad ora l'uso di questa bevanda si estese sempre più; ed ora si succhia o si beve il mate nel Paraguay, nella Confederazione Argentina, nella Banda orientale dell' Uruguay e con minor frequenza nel Brasile, nel Chili, nel Perù, in Bolivia e fors'anche nelle altre repubbliche del Pacifico e dell'America centrale. Molti Europei, essendosi abituati all'uso del mate in un lungo soggiorno nell'altro emisfero, ritornati in patria lo continuavano poi sempre. Ho rimarcato che i Genovesi e gli Spagnuoli hanno maggior simpatia per l'infusione dell'ilex degli abitanti di paesi più nordici. L'importazione di questa foglia è quasi nulla in Europa, mentre in America il suo commercio ammonta a parecchi milioni. Nel 1868 nei porti della Repubblica Argentina si importarono 149,880 quintali di mate, che rappresentano un valore di 1,047.243 dollari. Secondo Magariños Cervantes il solo Paraguay vende ogni anno per cinque milioni di franchi di yerba e di tabacco, e di questa cifra l'ilex prende

1 Anche in opere classiche di viaggi si trova chiamato il mate col nome di Psoralea glandulosa, che è invece il culè, coulen, culen, cullen, piccolo alberetto delle leguminose, che si coltiva in molti paesi dell'America Meridionale, e porge nell'infusione delle sue foglie una bevanda antispasmodica, utilissima nelle nevrosi dello stomaco e nell'enteralgia.


[232] certamente la parte maggiore. I fratelli Robertson, quando scrissero la loro opera sul Paraguay (1839), assicurarono che la repubblica del dottor Francia vendeva annualmente ai paesi vicini 720,000 dollari di mate, e Mulhall nel 1869 calcola che ora il Paraguay ne esporta per il valore di un milione di dollari all'anno. Mi sembra poi molto esagerato il calcolo che dieci milioni di uomini usino del mate.
Le foglie dell'Ilex paraguayensis devono subire varie preparazioni prima d'esser messe in commercio, e queste variano nei diversi paesi. Nel Paraguay il governo, che vi è padrone di tutto e di tutti, autorizza alcuni abilitados a recarsi nell'interno del paese, dove vi sono boschi con alberi di mate e che son detti yerbales. Là nel più folto delle foreste e dove spesso bisogna aprirsi la strada con la scure, si stabilisce una piccola colonia di operaj, che coi loro corpi quasi nudi si rassegnano a combattere contro il calore insoffribile del sole, contro i nuvoloni di mosquitos, i serpenti e le visite inaspettate dei yaguar. Gli alberi di mate vengono stesi al suolo senza misericordia, giacchè la natura fecondissima di quel paese li fa ripullulare ben presto, e d'altronde si hanno ancor vergini leghe intiere di yerbales.
I ramoscelli con le loro foglie, e spesso con le piccole bacche, son poste sopra uno spazio di terreno di forse sei piedi quadrati, che è detto tatacua, e dove, avvicinando il fuoco, si fa subire alla yerba un primo abbrustolimento. Di qui vien portato poi al barbacua, che è un forte graticcio sostenuto da un arco robusto, sotto il quale si accende [233] una grande focata. Qui le foglie e i ramoscelli minori giàè separati nel tatacua dai rami più grossi, subiscono una torrefazione particolare, che sviluppa il principio aromatico della pianta senza distruggerlo e che è determinata soltanto dall'esperienza. Quest'operazione si eseguisce in un modo così grossolano, che spesso le fiamme, lambendo le foglie di mate, lo accendono e gli operaj devono ad ogni tratto occuparsi a spegnere l'incendio. I ramoscelli e le foglie vengono ridotti in polvere grossolana in mortaj improvvisati col fare un foro nel suolo e con l'indurirne ben bene le pareti con le battiture. La yerba così preparata vien chiusa in pelli ancor fresche di bue che, seccandosi poi al sole, formano alcune palle di duecento a duecentocinquanta libbre di peso e più dure della pietra.
In commercio si trovano molte varietà di yerba. Quella del Paraguay è la migliore di tutte, è molto aromatica; amara, di un color giallo-bruno; e costa nei porti dell'Atlantico da due fino a quattro franchi la libbra di sedici oncie. Nelle provincie dell'interno della Confederazione argentina si vende fino a sette franchi.1
La yerba misionera si raccoglie nelle antiche Missioni gesuitiche, differisce assai poco nell'aspetto dalla precedente, però è meno aromatica e meno cara.2

1 La yerba paraguaya costa tre o quattro volte più di quella di Paranagoà, e la misionera il doppio della paranagoà.
2 Nella provincia di Corrientes si fondò in questi ultimi anni una Società anonima esplotadora de la yerba-mate y demas producciones de Misiones, e nel 1864 si producevano già 15,400 rubbi di mate che si vendettero sul mercato al prezzo di 20 a 40 lire al rubbo.


[234] La yerba paranagoà si prepara a Paranagoà e in altri paesi della provincia di Rio Grande do Sul nel Brasile; è meno odorosa delle precedenti e di un colore più chiaro. É stimata peggiore delle altre.
Il mate em folha è una varietà di yerba non polverizzata che non ho veduto usare che nel Brasile, e, a differenza delle altre, si prende come il nostro tè.
Il mate migliore si prepara con gli alberetti più giovani.
Anche ad Oran nella provincia di Salta si è preparato e si prepara una piccola quantità di yerba; ma è di pessima qualità. Forse una migliore conoscenza dell'abbrustolimento la potrebbe render meno cattiva.
Come avviene del vino, del caffè e delle altre bevande che rallegrano il cuore dell'uomo, così anche per il mate sono varii assai i gusti nei diversi paesi e nelle diverse persone. In Buenos Aires, per esempio, si preferisce la yerba paraguaya, mentre in Entrerios gli abitanti delle campagne prendono con maggior piacere la paranagoà.
I gesuiti nelle loro missioni, vera Mesopotamia, formata dal Parana e dall'Uruguy,1 si erano dedicati alla coltura dell'ilex e ne avevano perfezionato per modo la qualità che la loro yerba era preferita sopra tutte le altre sui mercati di Buenos Aires, ai quali ne potevano somministrare annualmente 40,000

1 MARTIN DE MOUSSY. Memoria historica sopra la Decadencia y Ruina de las Misiones gesuiticas en el seno del Plata. Su estado en 1856. Paranà, 1857, pag. 18.


[235] rubbi; ma dopo alcuni reclami fatti dai negozianti dell'Asuncion, capitale del Paraguay, un decreto del re di Spagna aveva limitato il prodotto a 12,000 rubbi. La yerba mate è coltivata anche nel Brasile. L'illustre Bompland studiò per molti anni praticamente questa coltivazione.
L'infusione del mate vien preparata in un modo molto originale e che differisce da quella di tutte le altre bevande fino ad ora conosciute. In una piccola zucchetta scavata si pone da una mezz'oncia ad un'oncia di yerba, un po' di zucchero, e da una caffettiera vi si versa l'acqua bollente. Quest'infusione improvvisata vien succhiata molto lentamente per mezzo di una cannuccia d'argento o di giunco, che termina in un piccolo cribro e fatto in modo da non lasciar passare la polvere alquanto fina del mate. La piccola quantità di acqua, che si può versare nel mate fa si che l'infusione riesce fortissima ed appena è succhiata una nuova quatità di acqua riproduce la stessa bevanda senza bisogno di rinnovare la yerba. Quando questa è di buona qualità, si possono preparare fino a cinque o sei infusioni di seguito. Quando il palato del matero gli annuncia che il pozzo dell'abbondanza incomicia ad esaurirsi, si getta una parte della yerba e si riempie con altra fresca. Potrebbe prima dimenticarsi il sole di nascere in Oriente che la casa dell'argentino di avere al fuoco una caffettiera di acqua e sul tavolo un mate carico, pronto ad esser presentato all'amico o all'ospite.
Lo stesso recipiente e la stessa cannuccia passano di mano in mano e di bocca in bocca, e chi facesse [236] mal viso a questo comunismo più che proudoniano, offenderebbe mortalmente l'americano, il quale nel mate trova un compagno nella solitudine, un eccitamento alla conversazione, un contravveleno sicurissimo della noja.
Io ho studiato per più di tre anni il mate, facendone un uso continuo e studiandone l'azione sui sani e sui malati, e tentandone alcune applicazioni terapeutiche. Fin qui le poche notizie sparse nei libri sono molto inesatte, e quasi tutti gli scrittori di materia medica hanno copiato un errore, dicendo che il mate è diuretico e diaforetico. Queste due parole sono state sempre e son tuttora le lieu commun di tutti i farmacologi, e non v'ha forse infusione calda, che in diversi tempi non si sia meritato l'uno o l'altro di questi nomi o amendue. Raffreddate la pelle e date una bevanda calda qualunque e avrete diuresi; riscaldate la pelle e avrete invece sudore copioso.
Rochleder credette di aver trovato nel mate l'acido caffeico. Lenoble diede come elemento del mate acido tannico, clorofilla, cera, albumina, un olio volatile, una materia estrattiva gommosa e un corpo cristallino, che chiamò psoraleina e che senza dubbio era invece la caffeina che scoprì poi Stenhouse.
Il mate contiene acido tannico, sostanze aromatiche mal determinate e caffeina, che in alcune varietà è maggiore che nel caffè di Moka. Stenhouse la calcola al 0,20 per cento; alcuni la credettero combinata all'acido caffeico, ma altri chimici più moderni vorrebbero fare un acido nuovo di quello trovato nel mate. Stenhouse, Graham e Campbell cre[237]dono che nel mate non si trovi acido caffeico, ma un altro acido molto analogo.1 Il nostro egregio paesano Parodi ha pubblicato in questi ultimi anni una buona analisi del mate. Egli vi ha trovato del caffetannato di caffeina, dell'acido caffetannico libero, della clorofilla, della cera, della gomma, albumina vegetale e legnoso, e nelle ceneri acido solforico, fosforico, cloro, soda, potassa, calce, silice, ossidi di manganese e di ferro. Secondo Parodi la buona yerba del Paraguay conterrebbe da 1,5 a 2 per cento di caffeina. Intanto è a notarsi con meraviglia come nelle più lontane regioni del mondo l'uomo abbia cercato istintivamente i vegetali che contenevano la caffeina, e che pure erano tanto diversi nell'aspetto, nel sapore e che appartenevano perfino a famiglie molto disparate.
Lo stesso istinto conservatore ha fatto cercare all'uomo molte specie di piper nei punti più lontani del globo per la cura della gonorrea. Nell'India si usa il cubebe, a Taiti l'ava, a Amboine il Piper siriboa, al Messico il P. Amalago, al Brasile il Nhandi e il Jaborandi che sono pure due piper.
Il mate esercita sul ventricolo un'azione particolare e tutta specifica, che è ben lungi dall'esser stimolante e che non si potrebbe definire con una sola denominazione senza pericolo di storpiare il fatto in servizio della parola. Se fossi assolutamente obbligato da forza maggiore a dare un epiteto lo direi irritante. Gli stomachi deboli e ancor vergini di mate si ribellano contro questa bevanda e ne provano una

1 Allg. pharmac. Zeitschrift. B. 8, H. 3, pag. 91.


[238] sensazione di spossatezza e di dolore. Gli stessi effetti sono prodotti dall'abuso, che è in America grandissimo, dacchè ho conosciuto molte persone che ne prendevano trenta e fin quaranta infusioni al giorno, e solo lasciavano il mate dormendo o mangiando. Dopo il cibo io non conosco bevanda più atta a disturbare la digestione quanto il mate; e l'impunità con cui la prendono gli stomachi di privilegio o ribaditi dal vizio, non basta a giustificarlo da questa accusa.
Sopra il tubo intestinale l'azione del mate è francamente eccitante ed esso favorisce in modo singolare il moto peristaltico. In Entrerios e nelle provincie del Plata, dove la stitichezza è abituale in quasi tutti, la defecazione è spesso eccitata da una infusione di mate. Quest'azione si fa sentire assai meglio, quando il mate è dolce. Il mate amaro o cimaron1 preferito da pochi è invece molto più amico, o dirò meglio, meno nemico del ventricolo. L'infusione dell'ilex esercita un'influenza molto oscura sulle secrezioni; non è certamente diaforetica e solo in alcune circostanze speciali può essere diuretica. Non è mai afrodisiaca.2
Il mate eccita il cuore più del tè, del caffè e del caccao, e meno della coca. Dietro alcune mie esperienze, la sua azione sui moti del cuore confrontata con queste bevande sarebbe rappresentata dai numeri seguenti:

1 Cimaron vuol dire selvaggio.
2 DEMERSAY accusa il mate d'esser produttore del cancro delle labbra, ma io credo che se ciò è vero, debba attribuirsi alla bombilla, che agirebbe come la cannuccia delle pipe nei più arrabbiati fumatori.


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L'azione più importante del mate e che ne costituisce tutto il valore igienico è quella che esercita sui centri nervosi.
L'ilex esalta la sensibilità e quindi l'eccitabilità rifiessa molto meno del tè e del caffè. Non è che ad altissime dosi che può produrre la veglia e i sussulti tendinei, che si osservano così spesso sotto l'azione del grano arabico. Invece il mate eccita l'intelligenza molto più del tè e quando è di ottima qualità più del caffè. Un cervello che più non risponde agli stimoli della coffea, si risveglia ad un'attività tumultuosa sotto l'azione del mate e viceversa.
Le due infusioni prese assieme costituiscono una delle bevande più amiche dei lavori intellettuali. Con certa probabilità si può credere che il mate, come fratello legittimo degli altri caffeici, diminuisca il lavorio di regressione organica, per cui l'uomo sotto la sua azione resiste meglio al lavoro e a tutte le influenze alteranti e distruttive. Anche Meyen nel suo viaggio intorno al mondo osservò che il mate fa tacer la fame e Bibra ha sempre veduto in diversi luoghi d'America che i materos mangiano pochissimo; ed io posso confermare l'esperienza del dotto tedesco. Il gaucho può con un pezzo d'arrosto e molti sorsi di mate percorrere per più settimane [240] un centinaio di miglia al giorno sul suo cavallo, mentre anche quadruplicando l'alimento plastico e privo del mate, non regge al lavoro e si ribella.
Il complesso delle azioni eccitanti del mate sulla rete gangliare e cerebro-spinale ci dà la coscienza d'una vita più operosa e ci fa provare un esilaramewnto piacevolissimo. Più volte affranto da lunghi galoppi sotto la sferza del sole, io sentiva nel sorbir un mate che mi porgeva una mano ospitale, che in quel momento nessuna bevanda mi avrebbe ristorato così prestamente come quella senza stancarmi il ventricolo e senza esaltarmi di soverchio i nervi, mi intonava e mi rasserenava. Chi è abituato a questa bevanda prova un malessere insoffribile e una tristezza, che può giungere fino al grado di una cupa malinconia, quando ne rimanga privo per qualche tempo. So di alcuni soldati, che in marcie strepitose delle loro avvicendate fortune, privi per moltio giorni di seguito del loro nettare, sorbivano l'acqua calda con l'usata cannuccia onde ingannare lo stomaco con quell'acqua, che toglieva un'aroma appena percettibile dalle pareti della zucchetta.
Questi effetti sono prodotti dal mate, sia che venga sorbito o bevuto; ma alcuni di essi e i più dannosi provengono soltanto dal modo abituale con cui vien preso dagli Americani. Quando noi beviamo un liquido caldo, esso vien prima in ampio contatto con le pareti della bocca e si raffredda alquanto; poi sceso in discreta copia nel ventricolo lo eccita in modo uniforme, sicchè lo stimolo prodotto rapidamente è assai presto seguito dall'equilibrio. Quando invece a sorsi ripetuti noi succhiamo una bevanda [241] calda, la portiamo nell'esofago quasi senza toccare i denti e la mucosa boccale, ed essa scende a goccie infocate nel ventricolo, stimolandolo fortemente e ad intevalli molto ravvicinati, per cui la sensibilità è stancata e presto esaurita. Nè ciò basta; anche i tracannatori più formidabili di tè in Inghilterra ingojano i loro immensi vasi in un momento, mentre il matero per ore intere lascia cadere queste goccie caldissime di mate nel ventricolo, per cui l'eccitazione è interrotta ad ogni tratto da mancanza assoluta di stimolo. Non potendo spiegarmi in altro modo le stranissime nevralgie di stomaco che ho osservato nei paesi dove si usa il mate, ho voluto studiare la questione sotto tutti gli aspetti e per qualche tempo, bevendo sempre con cannuccia tutti i liquidi caldi ho potuto persuadermi dell'influenza nociva che esercita il succhiare le bevande caldissime. Dire però agli Americani che lascino la cannuccia e bevano l'infusione dell'ilex in tazze, sarebbe lo stesso che condannare un fumatore ad annasare il fumo, che esce nei docks di Londra dalla pipa gigantesca della regina.1
Bibra provò sempre, dall'uso del mate, un esaltamento dell'intelligenza molto analogo a quello che ci procura il caffè, per cui egli trova di doverlo ravvicinare più a questo che al tè. Prendendolo in soverchia quantità, avrebbe invece risentito un senso di abbattimento, ch'egli rassomiglia a quello provato all'uso smodato dell'oppio.

1 In conferma di quanto abbiam detto sull'influenza nociva del mate sul sistema nervoso siamo contenti di citare l'autorità di un


[242] Il mate entra in tanta parte nelle abitudini della vita argentina, che il suo nome equivale a quello d'infusione, e si adopera a significare le bevande più diverse. Preparato in mille modi si adatta ai gusti capricciosi dei paesi, alle esigenze del momento e delle malattie.
Anche la poesia ha voluto col suo magico pennello render viva la storia di questa bevanda; e così come noi in Europa abbiamo il linguaggio dei fiori, così in America hanno la lingua del mate. Eccola in tutta l'ingenua sua espressione:
Il mate amaro significa indifferenza.
Il mate dolce, l'amicizia.
Il mate con limoncina, disgusto.
Il mate con cannella, tu occupi il mio pensiero.
Il mate con lo zucchero torrefatto, simpatia.
Il mate con la buccia delle arancie, piacere che tu mi venga a trovare.
Il mate con melissa, la tua tristezza mi affligge.
Il mate con latte, stima.
Il mate con caffè, offesa perdonata.
Imparate a memoria questo breve dizionario, se volete recarvi in America e leggere i sentimenti

medico di Lione; il dottor Davalos il quale nel 1787 scriveva: "Ad usum inter causas plurimas ad convulsiones praedisponentes, quas his singulatim recensere longius foret, non levioris est momenti prava consuetudo quam ducunt nostrates, dum aeri libero sese exponunt mox a potu, infusionis herbae Paraquay, quam loco tè aut cafè frequentissime assumunt, quaeque perspirationem vehementer movet. Hac causa tamen minus afficiuntur viri, quia immediate post hunc potum fumum tabaci ope fistolae hauriunt."


[243] della señorita, che vi porgerà il suo mate ravvolto nel suo più fino fazzoletto, onde non vi abbia a scottare le mani. L'operazione di cebar il mate (nutrire il mate) è moltò più difficile di quanto si crede, e con la stessa yerba si può preparare una bevanda pessima od eccellente. In alcune case v'è una sola persona destinata a questa dilicata operazione, e si chiama il cebador. Spesso vi si porge dai ricchi il mate in zucchette d'argento cesellate con molta maestria e ricche d'oro.
Io ho tentato più volte l'applicazione terapeutica del mate e ne ho amministrato l'infusione molto forte nelle paralisi, quando sottoponeva l'ammalato all'azione degli stricnici. Ne ho avuto in questi casi qualche vantaggio. Altre volte nelle convalescenze lunghe e penose delle febri tifoidee ed altre malattie, nelle quali il sistema nervoso rimaneva inerte, ho trovato assai utile l'infusione del mate fatta col latte caldo.
In Europa deve essere introdotto il mate ad arricchire la suppellettile degli altri stimolanti della vita nervosa. Molte persone, che hanno bisogno di stuzzicare a maggior attività il meccanismo intellettuale o di rifarlo dalle fatiche del soverchio lavoro e che sono indotte dal caffè in un ereismo convulso e in una veglia molto incomoda, troverebbero nel mate una bevanda convenientissima.
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