Paolo Mantegazza, "Quadri della natura umana - Feste ed ebbrezze", 1871, 2 voll., Milano, Bernardoni Edit.
[Vol. II, pag. 63]


CAPITOLO XVIII.

L'acquavite, i liquori, le tinture e i vini aromatici.


I liquori sono bevande alcooliche rese aromatiche coll'aggiunta di essenze, di zucchero, di aromi o di sostanze amare o toniche; spesso anche colorate diversamente. Il darne una nota completa sarebbe impossibile, dacchè ogni paese ha i proprii liquori prediletti; e quasi ogni villaggio ha un droghiere o un farmacista, che ha dato battesimo e fama ad un rosolio o ad un liquore. Per mostrare quanto sia numerosa la pleiade di questi alimenti nervosi dirò che il Duplais nel suo trattato dei liquori1 nomina settanta essenze, che servono al liquorista per preparare le sue bevande eccitanti.
Eccovi una lunga schiera di liquori, che modestamente vi presenterò in ordine alfabetico, aspettando che la scienza dell'avvenire ci dia i criterii di un metodo naturale di classificazione.2

1 Traité des liqu. et de la distill., des alc. Ed. 2.a Paris, 1858.
2 L'industria dei liquori in Italia senza raggiungere quella di Francia è pure molto avanzata. Eccovi alcuni nomi fra i più onorevoli liquoristi.
I fratelli Biffi di Milano, premiati a Firenze nel 61, a Brescia nel 62, a Londra nel 62, a Dublino nel 65, a Parigi nel 67, a furia di lavoro e di intelligenza hanno portato l'industria dei liquori e



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ELENCO DI LIQUORI.


Acquavite, cognac. In tutti i paesi nei quali cresce la vite e si fabbrica vino, si distillano vini e vinacce per averne l'acqua della vite. In commercio

delle confetture fra noi ad un punto che prima di essi non era stato conosciuto. Essi adoperano una cinquantina di operaj, fabbricano in casa propria molte cose che prima di essi ci venivano sempre da paesi stranieri; sono originali nelle loro invenzioni, pieni di gusto squisito.
La casa di Torino, Giuseppe e Luigi fratelli Gora con stabilimento enofilo in Castigliole d'Asti, è celebre specialmente per il suo vermutte, di cui fa grande esportazione anche in America. Prepara anche ottimi liquori, fra i quali son più celebri l'elisir di Garus, l'elisir Stoctoun, l'elisir di China-china, 1'alchermes, il curacao, il balsamo di Gerusalemme, il maraschino, 1'estratto di erbe, l'elisir lungavita, l'elisir di China dolce, il sambayon e l'hortusglor.
Martini Sola e C. di Torino: preparano liquori sopraffini, estratti concentrati per liquori e buon vermut. Nel 66 spedirono all'estero 30,000 casse dei loro prodotti. Premiati a Dublino nel 1865.
Lesimi Vincenzo d'Alessandria; premiato a Londra nel 1862.
Rossi Giovanni d'Orzinuovi, che prepara triduo, liquore di cognac, di punch, di Scottak, etc.
Pisani Pietro di Vogherà prepara curaçao, kirsch, etc.
Canton Giulio di Torino, che prepara del vermutte.
Cinzano Francesco di Torino, Ulrich Domenico di Torino, Dusmat Anna di Siena, Ferrari di Lodi, Piccardi Giuseppe di Firenze, Bolognesi Angelo, stabilito a Saumur in Francia, premiato più volte e che prepara molti liquori coi vini di Ravenna; Bozzicher Lucio di Sassuolo nella provincia di Modena; Agnini Tommaso di Finale di Morena; Gilioli Giacomo di Modena;



[65] però sotto questo nome si intendono tutti gli alcool potabili, qualunque sia la loro origine (patate, barbabietole, melasse, cereali diversi, sorgo, as-

Podestà Giovanni Antonio di Chiavari, che prepara un alchermes premiato; Cazzeri Marco di Verona premiato più volte; Campari Gaspare di Milano; Pezzo Luigi di Milano; Nicchi Gerolamo di Foligno; Montini Pasquale di Fabiano; fratelli Palmeggiani di Rieti, Pansere Antonio di Bergamo; fratelli Dogliani di Cuneo; Zancai Luigi di Brescia; Varola Luigi di Barletta; Eboli Nicola di Bari; Olivieri Francesco di Fermo; Baldini Pietro di Perugia, premiato più volte; Salamoni Antonio di Mondovì; fratelli Florio di Asti e Florio Michele della stessa città; Cecchetti di Macerata; Rosa di Camerino; Civinini di Pistoja; Pastacaldi di Pistoja; Torricelli di Firenze; Grassi Luigi di Noia; Giacobini di Fano; Bauci di Firenze; Bargioni di Firenze; Fiacco di Campobasso; Viciani di Lamporechio; Mariani di Firenze premiato; Civellini Luigi di Firenze; Margreth Giovanni di Savona, premiato a Torino, a Firenze, a Londra; Paglini Francesco di Montepulciano premiato molte volte; Piccardi di Montecchio; Doney di Firenze; Veraldi di Catanzaro; Tofanari di Firenze; Lucarini di Sarzana ; Palletta Gaetano di Ascoli Piceno; Bosotto di Alessandria; DeAmbrosi e Michele di Alessandria; Gavetta di Chivasso; Ballor Giuseppe di Torino, premiato a Firenze, a Londra e a Dublino; Campolonghi di Parma; Cuoco di Napoli; Ditta Anselmi e Marassi, premiata; Grassi di Noia; Grossi di Genova; Morando di Sampierdarena; Reale di Genova; Serigo di Cagliari; Eredi Cornacchia di Soresinà, premiati; Ponzoni Giacinto di Piadena, premiato; Vittone, di Milano premiato più volte; Montefiori e Mondolfi di Parma; Bame di Sicilia; Samueli di Montepulciano, etc. etc.
Se questo catalogo è molto incompleto, la colpa non è mia. Nell'ultima esposizione universale di Parigi io aveva accettato il nojoso incarico di Commissario ordinatore della Sezione XII (Prodotti alimentari), sperando di aver occasione di studiare le industrie alimentari del nostro paese, nelle quali sta tanta parte dell'igiene e della ricchezza degli Italiani. Pieno di ingenua



[66]fodelo, fichi, carote, rape, poponi, fusto di mais, miglio, frutti diversi, legumi, castagne, castagne d'India, ghiande, radici di dalia, robbia, ecc).

fede nell'utilità del mio mandato, io indirizzai a tutti i Proietti d'Italia una circolare, aspettando che il buon volere dei cittadini riempisse le colonne del mio prospetto. Pochissime provincie risposero al mio appello e citerò quelle di Parma, di Rieti, di Brescia e di Benevento, benchè le mie circolari si unissero a centinaia di esemplari; e convien confessare che di carta stampata son generosi di certo gli ufficiali dispensatori delle cariche onorevoli e delle burocratiche missioni.
Io stesso poi, non fidando troppo nell'efficacia delle circolari, mi recai di bottega in bottega e di casa in casa, convincendo gli scettici, spronando gli inerti perché esponessero; ed ho la compiacenza di aver persuaso l'egregio mio amico Cattaneo di Pavia, ad esporre i suoi stupendi caci lodigiani che ebbero poi l'onore del primo premio, cioè della grande medaglia d'oro ch'egli ben si era meritata. Cosi riescii a mandare i prodotti di alcuni fra i migliori industriali.
Ogni Commissario ordinatore avrebbe dovuto esser inviato a Parigi a studiare l'industria di cui aveva procurato e ordinato gli espositori, e ognuno di essi avrebbe poi dovuto dare una storia compiuta dei prodotti italiani, che erano stati a lui affidati, confrontandoli con quelli dell'industria straniera. L'esposizione di Parigi ci avrebbe così fornito i mezzi di fare la più fina anatomia dell'industria italiana, disegnarne le lacune e far conoscere alcune ottime cose che pur sono affatto sconosciute al di là delle Alpi. Ma invece sgraziatamente si dovevano dar troppi pranzi squisiti a Parigi, si dovevano vuotare troppe bottiglie, perchè ci fossero fondi necessari a mandare all'Esposizione tutti i Commissari ordinatori; e fra i giurati furono eletti parecchi che non si erano occupati ad ordinare i prodotti dei quali pur dovevano essere i giudici supremi.
Troppo amare cose ci sarebbero a dire, se si volesse fare una critica severa di quel pandemonio di vanità blandite e ferite e di burocratiche pedanterie, che si intrecciano e s'arrovellano nel cir-



[67] La Francia dà le migliori acquaviti europee e l'ottima fra le francesi è quella del dipartimento della Charente. Tra quelle della Charente le più stimate sono quelle della Champagne, del territorio di Cognac (che diede il nome alle buone acquaviti francesi), di Rouillac. Tutti questi spiriti sono conosciuti sotto il nome di cognac, che si divide in una qualità superiore detta fin Champagne e in una qualità inferiore detta des bois.
Dopo i cognac, l'acquavite di Saint-Iean d'Angely è la più apprezzata. Gli spiriti della Charente-Inferieure son conosciuti sotto il nome di Saintonge e di Aunis, ma hanno il torto di avere un sapore terroso. Le acquavite di Surgères, Mauzè e la Rochelle sono varietà diverse di questo dipartimento, e fra esse le prime due sono le più apprezzate.
L'acquavite della Marmande è fabbricata nel dipartimento di Lot et Garonne; ma ha un gusto polveroso e si classifica fra gli spiriti comuni. Tra questi 1'acquavite di Armegnac occupa il primo posto.

cuito di un'esposizione. I concetti più elevati affogano nel pelago delle circolari e delle corrispondenze; i buoni si stancano e si ritirano, e gli indispensabili delle auliche anticamere si fanno innanzi, e così gettando al vento le avare monete del vuoto erario, non si viene a raccogliere un sol frutto da tanto lavoro mal fatto, da tanti uomini mal scelti e mal adoperati.
A proposito dei liquori ho voluto pubblicare questa pagina di storia contemporanea, onde in circostanze consimili non se ne abbia a fare una seconda edizione; e l'ho dovuto fare anche per l'incompleto catalogo dei liquoristi italiani.



[68] L'acquavite di Montpellier è fra le meno ricercate e ha poco aroma.
Dopo i paesi nominati, quelli che producono in Francia maggior quantità di acquavite sono i dipartimenti dell'Ardèche, Aude, Bouches de Rhòne, Dordogne, Gard, Haute-Garonne, Hérault, Les Landes, Loir et Cher, Loire Inferieure, Lot et Garonne, Lozère, les Deux Sèvres, le Tarn, et le Var.
L'acquavite di vinaccie (eau de vie de marc) è resa molto acre da un olio volatile particolare, e si prepara in tutti i paesi vinicoli, ma specialmente nel Languedoc. Il cognac è uno dei liquori più difficili da imitare. La miglior copia si ottiene mescolando alcool, rhum, dello sciroppo d'uva, infuso di mallo di noci, infuso di mandorle amare, cachou in polvere, balsamo del Perù ed acqua.
L'acquavite di sidro ha un odore forte e spiacevole, ma nella Bassa Normandia è preferita a quella di vino.
L'acquavite di perata è migliore della precedente.
L'acquavite di birra è liquore mediocre reso ancora più cattivo dell'uso di distillare soltanto le birre avariate e dalla poca o nessuna cura che si presta alla sua distillazione.
Acquavite di Andaya, tintura di iride, di anice di Forlì e di cannella della Regina, di coriandro, di mandorle amare, di angelica, dì cardamomo maggiore e minore.
Acquavite di calamo, si prepara coll'alcool e l'olio essenziale Acorus calamus, il calamo aromatico.
Acquavite di olcus saccaratus. La prepara Medici Giuseppe, principe d'Ottajano con piante coltivate da lui stesso.
[69] Acquavite di Danzica; tintura zuccherina di cannella di Ceilan, di garofani, di seme di sedano, semi di carvi, semi d'anice e comino.
Acquavite di muschio. In Norvegia il prof. Stemberg introdusse l'industria dell'acquavite di muschio. Egli dice di aver estratto da 44,000 chilogrammi di muschio (non dice di qual specie) 23,109 litri di alcool, che aveva sapore di ginepro.
Sella calcolò a 200,000 ettolitri la consumazione dei prodotti alcoolici in Italia, e secondo le informazioni delle prefetture si avrebbero nel Regno 1116 distillerie con una produzione annua di 44000 ettolitri di alcool. L'importazione fu nel 1867 di ettolitri 131,000 e nel 1868 di ettolitri 158,127.1
In Italia non si esportavano (secondo l'Italia Economica del 1868) che 4,700 ettolitri d'acquavite. L'Emilia distilla 80,000 ettolitri d'acquavite ogni anno, da 20 a 30,000 la Venezia.
Acqua bianca di Torino, tintura zuccherina di cannella di Ceylan, garofani, noce moscata.
Acqua carminativa di Germania, tintura di anice verde, anice stellato, coriandro, finocchi, comino, daucus di Creta (semi dell'Athamenta cretensis), acqua di fior d'arancio e zucchero.
Acqua d'angelica è una tintura zuccherina di radici d'angelica.
Acqua d'argento; è la stessa acqua d'oro (vedi Acqua d'oro], ma non colorata in giallo dallo zaf-

1 Provvedimenti pel pareggio presentati dal Ministro delle finanze (Sella) nella tornata del 10 e 11 marzo 1870, pag. 124.


[70]ferano. Questi liquori si sogliono rendere più belli, mettendo nel fondo delle bottiglie foglie d'argento o d'oro, secondo il nome che portano.
Acqua dei cacciatori, tintura di cannella della Regina, di cedro e di menta.
Acqua dei giacobini di Rouen, tintura di cannella della China, sandalo citrino, sandalo rosso, anice verde, bacche di ginepro, seme d'angelica, galanga, legno d'aloe, garofani, macis, cocciniglia e alcool. È celebre come bevanda che favorisce la digestione.
Acqua della China, tintura zuccherina di cannella della China, garofani, noce moscata, storace, anice stellato, alloro e tè imperiale.
Acqua della Côte-aux-noyaux, tintura zuccherina di cannella del Ceilan, di garofani e noccioli di albicocche.
Acqua della Côte-Saint-André, che fu chiamata anche cinnamomum e crema di cannella, è una tintura zuccherina di cannella del Ceilan e di garofani.
Acqua delle belle donne, tintura di essenza di cedro del Libano, di cannella della Regina, di rose e di melissa.
Acqua del monte S. Andrea, tintura di essenze di limone, di mandorle amare, di cannella della Regina, e di neroli.
Acqua del Paradiso, tintura di essenze di cedro, di mandorle amare, di rose, di cannella della Regina, di neroli, di melissa.
Acqua di melissa, detta des Carmes. È una tintura di melissa fresca, sommità di issopo fiorito, [71] maggiorana, rosmarino, salvia, timo, radici d'angelica, coriandro, cannella del Ceilan, garofani, macis, noci moscate, corteccie di limoni. La famosa Eau de melisse des Carmes de la Chaussée de la rue de Vaugirard a Parigi ha una composizione molto più polifarmaca di questa.
Acqua di sette grani, spirito di aneth, di angelica, di anice, di sedano, di carvi, di coriandro, di finocchio e di zucchero.
Acqua di tutto cedro, acqua di tutto cedro dolcificata; tintura di corteccia di cedro con o senza zucchero, più o meno alcoolica, che si prepara a Salò sul lago di Garda. All'ultima Esposizione di Parigi figurava un'acqua di cedro di Patuzzi Luigi.
Acqua di vergine, tintura di gelsomino, di neroli e di cannella del Ceilan. Acqua divina, tintura zuccherina di fiori d'aranci, di coriandro, noce moscata e acqua di fiori d'arancio. Verso la metà del secolo scorso, l'acqua divina era molto celebre, e specialmente quella fabbricata a Parigi dalle monache del Santo Sacramento.
Acqua d'oro; tintura di limone, di arancie, di coriandro, di daucus, di finocchio, di zafferano, ed acqua di fiori d'arancio.
Acqua d'oro di Torino; tintura di corteccia di limoni, di cannella della Regina, di fiori d'arancio e di mandorle amare.
Acqua d'oro di Torino (altra ricetta), tintura di cannella del Ceylan, garofani, radice d'angelica, dauco di Creta, limoni freschi.
[72] Acqua verde di Marsiglia, tintura zuccherata e colorata in verde, di cannella della China., coriandro, carvi, menta, limoni, arancie.
Alchermes di Firenze o di Santa Maria Novella. Tintura dolce di vaniglia, di noce moscata, di cannella, di rose, di garofani, di fiori d'arancio, di melissa, e di fave americane, tinta coll'insetto chermes. Un'altra ricetta ci da invece: ambretta calamo aromatico, cannella di Ceylan, garofani, macis, estratto di gelsomino, infusione d'iride, acqua di rosa, acqua, zucchero ed alcool.
Amaro d'Inghilterra. Tintura di limoni freschi, arancie fresche, calamo aromatico, zenzero, genziana, enula campana, cannella della China, garofani, noce moscata.
Amara d'Olanda, tintura di corteccia di curaçao, limoni freschi, arancie fresche.
Anisette. Vedi Mistrà.
Assenzio. Sotto questo nome si comprendono liquori diversi che hanno di comune l'erba che da loro il battesimo.
L'assenzio comune è una tintura di assenzio, issopo fiorito, melissa, cedronella ed anice. L'assenzio verde ordinario è lo stesso liquore, ma colorito artificialmente.
L'assenzio svizzero si imita fra noi con una tintura di anice stellato, di assenzio, di finocchio, di limone, di melissa, di issopo, di menta.
La crema di assenzio è una tintura di assenzio e finocchio. Malachia Ceccoli di Forlì prepara un rosolio d'assenzio che chiama nettare d'assenzio.
Vi è un assenzio detto absinthe demi-fine, che è [73] una tintura di assenzio grande e piccolo, di issopo fiorito, di melissa, cedronella, di radici d'angelica, di anice verde, anice stellato e finocchio. Qualche volta all'angelica si sostituisce la menta piperita e vi si aggiunge anche il coriandro. Colle stesse erbe, ma in proporzioni diverse, e con diverse misure di alcool si prepara l'assenzio fino.
L'assenzio svizzero è una tintura di grande assenzio, anice verde e finocchio di Firenze che si colora col piccolo assenzio, l'issopo e la melissa cedronella, e questa è la miscela adottata a Pontarlier. A Montpellier invece si adoperano il grande assenzio, 1'anice verde, il finocchio di Firenze, il coriandro, i semi di angelica; e si colora il liquore coll'issopo, la melissa secca di Moldavia, e il piccolo assenzio. L'assenzio svizzero di Lyon non ha coriandro e fra le materie coloranti oltre la melissa, il piccolo assenzio e l'issopo, contiene anche la veronica secca.
L'assenzio svizzero bianco contiene grande e piccolo assenzio, issopo fiorito, veronica, camomilla romana, anice verde, finocchio di Firenze, coriandro, semi di angelica ed alcool.
In Parigi si usano due qualità di assenzio, il comune e lo svizzero, il quale inebbria il doppio dell'altro. Pochi anni or sono il consumo dell'assenzio comune superava d'un terzo quello dello svizzero. Ora le proporzioni sono mutate e si beve quattro volte più di assenzio svizzero. La Francia riceve ogni anno 2,000,000 di galloni della fatale bevanda, oltre l'enorme quantità fatta in Parigi e che si vende come vero assenzio svizzero.
[74] Secondo i calcoli di Coletti a Parigi si consumano circa 400,000 litri di assenzio all'anno.
L'abuso dell'assenzio è assai più dannoso alla salute di quello di molti altri liquori spiritosi. Or sono sette od otto anni, Lefebvre Duruflé appoggiò come relatore, una petizione, in cui si domandavano dal Senato francese misure energiche contro quest'abuso, ch'egli chiamava un flagello della pubblica igiene. D'allora in poi la quistione dell'assenzio, si può dire, fu all'ordine del giorno in permanenza, e noi abbiamo avuto i lavori di Motet, Anselmier, Figuier, Dumas, Marcé, Magnau ed altri, i quali dimostrarono che l'essenza d'assenzio è per sè sola un veleno dei centri nervosi, anche indipendentemente dal molto alcool che l'accompagna. Le esperienze sugli animali dimostrano con tutta 1'eloquenza questa dolorosa verità.
Se un viaggiatore, in Parigi, va in giro sui boulevards, della Maddalena fino alla Bastiglia, dopo mezzodì, d'estate tra le 5 e le 6, che chiamasi ordinariamente l'ora dell'assenzio, osserva centinaja di parigini seduti fuori di varii caffè, o attorno ai banchi dei liquoristi, per beversi la fatale bevanda. In alcuni caffè, per esempio, nel Café de Bade, di 50 oziosi che seggono intorno ai tavolini, 45 bevono l'assenzio. Ma quel liquore non si beve solamente sui boulevards alle ore 5. In molte botteghe dei sobborghi, nel quartiere latino e nelle adiacenze delle scuole militari vedete a una cert'ora operai, studenti, soldati, commessi, carbonai e anche cenciajuoli che bevono il [75] loro liquore di smeraldo, o stanno a osservare i movimenti fantastici del fluido, quando scende in fondo al bicchiere, quando dal color verde volgendo al latteo, tramanda il profumo aromatico delle varie piante da cui si distilla. Or fa un quarto di secolo gli staffieri, i cocchieri, i grooms bevevano l'assenzio; oggi i suoi ardenti adoratori si trovano fra i parigini più colti e gentili. I letterati, i professori, gli artisti, gli attori, i musici, i finanzieri ed anche le dame si abbandonano alle sue seducenti influenze, e quelle provocazioni indefinibili che, dicono essi, invigoriscono l'attività del cervello prostrato, suscitano un mondo di nuove idee, e ispirano molte eccellenti opere di immaginazione nella letteratura e nell'arte. E ciò può essere, ma quelli che sovreccitano per abitudine il cervello coll'assenzio, si accorgono presto che non possono produrre positivamente nulla senza il suo ajuto, e dopo un certo tempo lo stupore plumbeo vince l'eccitamento delle facoltà intellettuali, che un tempo pareva tanto facile e innocente. Dopo i primi sorsi di quel grande veleno, che Legrand chiama la più grande maledizione del nostro tempo, vi par di salire in regni smisurati e senza orizzonte, vi par di immergervi nell'infinità, mentre vi agitate nel mondo dell'incoerenza. L'assenzio agisce sul cervello più di qualunque altro stimolante non genera nè l'ebbrezza della birra, nè l'ebrietà furiosa del brandy, nè l'ubbriachezza del vino. È un veleno ignobile che distrugge la vita, mentre riduce idioti e ripetitori diuturni delle stesse cose i suoi bevitori.
[76] Vi sono due classi di bevitori d'assenzio. Quelli che appena usi a beverlo, lo tracannano in gran copia, finchè non presenta il delirio improvviso; e quelli più ordinati e moderati nelle loro libazioni; negli uni e negli altri però gli effetti ultimi son sempre gli stessi. I primi per solito sono irosi, violenti, chiassosi durante l'ebbrezza che dura più delle solite ubbriachezze alcooliche o vinose; ma in seguito si sentono depressi e affaticati. Dopo un certo tempo in tutti si turba la digestione, l'appetito si ottunde e poi cessa, mentre invece la sete va sempre crescendo. Poi si sente un malessere generale, un'ansietà dolorosa accompagnata da vertigini e da tintinnio nelle orecchie. Sul calar del giorno cominciano le allucinazioni della vista e dell'udito. Il bevitore sente il desiderio di appartarsi dagli amici, sul suo viso si leggono i segni dell'inquietudine, la mente è oppressa dalla malinconia e il cervello è preso da una balordaggine particolare che accenna l'avvicinarsi dell'idiotismo. Il delirio della persecuzione lo tormenta senza posa, egli contrae convulsivamente i muscoli della faccia e le labbra, gli tremano le braccia, le mani, le gambe. Più innanzi il sonno è tormentato da visioni, dall'incubo; la decadenza di tutto l'organismo è progressiva e il bevitore può anche morire paralitico.1 Magnan attribuisce al solo assenzio i danni della bevanda, spiritosa che ne porta il nome e chiama la convulsione che produce col nome di epilessia d'assenzio.

1 Pall Mall Gazette e Igea, vol. VI, pag. 207.


[77] Parigi ha i suoi clubs di bevitori d'assenzio, e il fascino che li popola di nuove vittime è tale e tanto che in Francia fu proibito l'uso di questa bevanda dal ministero della guerra, e la stessa proibizione fu imposta all'armata italiana. E mentre a' marinai, come dice il nostro Coletti, si concede il tafià, il cognac, il rhum, il gin, viene rigorosamente interdetto l'assenzio.1
Assenzio gasoso, bevanda inventata da Duplais e per la quale egli ebbe un brevetto nel 1853. Non è che estratto di assenzio svizzero imbottigliato coll'acqua di Seltz.
Balsamo di Gerusalemme, tintura di imperatoria, di enula, di ginepro, di china, di genziana, di angelica, di cannella, di agarico, di mirra, di aloe di anice, di cartamo, di corteccia d'arancie e di limoni.
Balsamo umano, tintura di essenza di cedro, di cannella della Regina, di sedano, di rose.
Balsamo umano, tintura di balsamo del Perù, benzuino in lagrime, mirra, acqua di fiori d'arancio, acqua di rose, zucchero ed acqua.
Becanela o vino di becanela. È liquido usitatissimo in Venezia, che si prepara in questo modo: si mette dello zibibbo (si preferisce l'avariato) in un tinozzo e lo si pesta fortemente con una mazzeranga, che in dialetto veneziano si chiama be-

1 COLETTI. Sul liquore d'assenzio. Nota nei Nuovi saggi dell'Accademia di scienze, lettere ed arti in Padova. Vol. VIII, 1864. - ALFRED GODFRIN. De l'alcool, son action, etc. Paris, 1869.


[78]canela, poi vi si aggiunge acqua, e la fermentazione riesce così rapida che nell'estate bisogna preparare la bevanda ogni giorno. Fermentato che sia, si serra, e si raccoglie un liquido chiaro di un colore di vino di Cipro carico, forte, asciutto e tale che basterebbe ad ubbriacare. Ma quasi non bastasse, vi si aggiunge alcool o semplice o affatturato con pessimo estratto di anici, che il volgo, quasi satira ai ricchi, chiama Sampagnin o piccolo Sciampagna. Il vin de Becanela si vende nelle più abiette taverne, e nei bottegai d'acquavite, a 60 centesimi al boccale di Venezia che corrisponde a qualche cosa più di 2 litri e mezzo.1
Bevanda aromatica, di Opizzi di Voghera.
Bibita ristorante. Liquore tonico amaro preparato da Caprara di Canobbio sul lago Maggiore.
Bitter Dosio. Liquore igienico, balsamico e stomachico. È preparato in Firenze dal confettiere Dosio, ed è uno dei tanti liquori amari che con diversi nomi e poco diversa composizione, nascono e muoiono ogni giorno.
Bitter, Magenbitter, tinture di legno quassio, vaniglia e zucchero colorate diversamente o colla fucsina o col color di birra.
Bitter d'Olanda, tintura di corteccia di curacao d'Olanda, di calamo aromatico, aloe, legno di Pernambuco, a cui si aggiunge un po' d'allume.

1 Conte AGOSTINO SAGREDO. Nuovo saggio dell'Accademia di scienze ed arti in Padova, 1864.

[79] Brou de noix, infusione di mallo di noci, spirito di noce moscata, alcool, zucchero, acqua.
Calamus stomachico, tintura di calamo aromatico.
Canna dei portoghesi, canna degli spagnuoli, rhum bianco; sono acquavite di diversa forza e d'aroma svariato, che si ottengono dalla distillazione dei succhi della canna zuccherina. Per mia esperienza ho trovato squisitissima la canna di Paraty nel Brasile e la canna di Tucuman nella Confederazione Argentina.
Cedrato di Palermo, miscela di tintura di cedrato, acqua di cannella del Ceylan, acqua di garofani, acqua di macis, spirito d'ambretta, zucchero ed acqua.
Centerba, è un liquore aromatico preparato negli Abruzzi e in altri paesi dell'Italia meridionale.
La centerba di Toro Beniamino e figli (Abruzzo Citra) premiato a Napoli, nel 1839 e nel 1846, a Londra nel 1862, a Dublino nel 1865, è preparata colle erbe del Monte Majella. Anche Angelantoni Lorenzo dell'Abruzzo citra prepara colle stesse erbe una centerba bianca e Tocco una centerba verde; così conosco la centerba di Montusani Vincenzo di Chieti, quella di Celano Gaetano di Vasto, quella di Petrosemola di Ortona, premiata a Londra nel 1862, quella di De-Lutiis di Chieti che ne prepara una dolce ed una forte. Oltre queste avremo sicuramente in Italia molte altre e squisite centerbe, ma io non posso avere altre notizie fuor di quelle da me raccolte come Commissario ordinatore nell'ultima Mostra universale di Parigi.
Centosette anni, tintura di corteccia di limoni, acqua di rose e zucchero.
[80] Chartreuse, o liquore dei certosini o liquore della Certosa. È una tintura di angelica, di calamo aromatico, di ginepro, di cannella, di melissa, di mirra, di vaniglia, di garofani, di noce moscata, di zafferano e di muschio.
Chimel dì Vienna, tintura di carvi.
Citronella di Sicilia, tintura di essenza di limone.
Cognac, è l'acquavite di vino preparata in Francia e specialmente a Cognac.
Si imita fra noi facendo una tintura di radici di liquirizia o sugo di liquirizia, tè nero, tè verde, noce moscata, garofani, pepe nero.
Costumé, tintura di menta, di fave americane e di camomilla.
Crema ambrosia, tintura di bigarrancio, di cannella della Regina, di rose e di garofani.
Crema angelica, tintura di angelica, di cannella della Regina e di bigarrancio.
Crema d'assenzio, tintura di assenzio, di menta piperita, di anice, di finocchio di Firenze, di calamo aromatico, limoni e zucchero.
Crema delle Barbade, tintura di cedrati, arancie, acqua di cannella, di garofani, di macis, zucchero ed acqua.
Crema della vittoria, tintura di cannella della Regina, di mandorle amare, di rose, di neroli, di gelsomino e d'iride fiorentina.
Crema di ananas, tintura di ananas. Si imita questo liquore con una tintura di pere, di lamponi, e di vaniglia.
Crema di Boury, tintura di cardamomo, radice d'angelica, enula campana, mirra, radice impera[81]toria, cannella della Regina, anice di Forli, zucchero.
Crema di cachou; cachou del Giappone, alcool acqua di flore d'arancio, zucchero ed acqua.
Crema di caffè, tintura zuccherina di caffè.
Crema di cedro, rosolio di cedro, tintura di essenze di cedro, con o senza zucchero.
Crema di comino di Monaco, tintura zuccherina di comino, anice verde, radice d'angelica e infusione di iride.
Crema di gelsomino, tintura aromatica di gelsomino.
Crema di génépi delle Alpi, tintura zuccherina di génépi fiorito, di menta peperita, di balsamite, di radice d'angelica, e di galanga.
Crema di menta, rosolio di menta, alcool ed essenza di menta, senza o con zucchero.
Crema di mille fiori, tintura zuccherina di fiori d'arancio, rose, ambretta, sassafrasso.
Crema di Moka, tintura zuccherina di caffè di Moka e mandorle amare.
Crema di ninfa, tintura di càlamo, di bigarrancio e di cannella della regina.
Crema di noccioli, tintura di noccioli d'albicocche, noccioli di pesche, mandorle amare, zucchero ed acqua di fiori d'arancio.
Crema di noccioli alla rosa, tintura zuccherina di mandorle amare e di rose.
Crema di noccioli di Phalsbourg, tintura zuccherina di noccioli di albicocche, mandorle amare, arancie, limoni, cannella della China, garofani, noce moscata e acqua di fiori d'arancio. Questo [82] liquore della casa Hoffmann-Forty gode di molta fama.
Crema di Portogallo, tintura delle corteccie d'arancio.
Crema di sedano, tintura di essenza di sedano.
Crema di tè, tintura zuccherina di tè e vaniglia.
Crema di vaniglia, rosolio di vaniglia, tintura aromatica di vaniglia con o senza zucchero.
Crema ginepro d'Olanda, ginepro vecchio, zucchero ed acqua.
Crema imperiale, tintura di corteccia d'arancio, di fiori d'arancio e di cannella.
Crema Mengoni, liquore inventato dal Biffi e dedicato all'architetto della grande Galleria di Milano. È di color violetto ed è una tintura zuccherata di vaniglia, muschio e fave americane.
Crema sapotiglia della Martinica, tintura di storace, ambretta, sandalo citrino, acqua di fiori d'arancio, acqua di rose e zucchero.
Cummel, tintura di comino e vaniglia con acqua di tutto cedro.
Curaçao d'Olanda. È un rosolio aromatizzato dall'essenza delle buccie d'arancio e da quelle di cannella e di curacao d'Olanda.1
Deutschland-Wasser di Breslavia, tintura zuccherina di radici d'angelica, semi di aneth, di carvi,

1 Il curaçao d'Olanda è la corteccia secca di una specie particolare di arancio silvestre che cresce nell'Isola di Curaçao, una delle Antille, e che cade dall'albero prima della sua maturanza; è falsificato spesso dal curaçao cartone, che o la corteccia del bigarrancio comune.


[83] di comino, di camomilla romana, calamo aromatico, noce moscata, e infusione d'iride.
Divisa del Santo Padre, tintura di essenza di cedro, di mandorle amare, di cannella e di melissa.
Eau de noyaux, tintura zuccherata di noccioli di albicocche.
Elisir del Gran San Bernardo, premiato più volte a Londra, a Dublino, a Firenze è preparato da Prati Giuseppe di Alessandria.
Elisir di Cagliostro, tintura di garofani, cannella della China, noce moscata, zafferano, genziana, tormentilla, aloe, mirra, triacca. Questo elisir ha la sua storia e i suoi titoli di antica nobiltà. Cadet il padre ci racconta di essersi trovato un giorno a pranzo in casa di un alto impiegato con La Harpe, Lemoire, Linguet e la figlia di Salmon, che era stata condannata ad esser bruciata viva, e che era stata allora messa in libertà dal Parlamento. Questa bella e interessante contadina era allora oggetto della curiosità pubblica, ed era festeggiata dovunque e invitata a pranzo nelle prime case di Parigi. Questi convitti troppo sontuosi e troppo ripetuti le avevano sconcertato il ventricolo; non mangiava che pochissimo e spesso vomitava e da alcuni giorni aveva anche la dissenteria. Il suo pallore e il suo abbattimento facevano impressione dolorosa a tutti, e da ogni parte le si consigliava una dieta rigorosa quando Cagliostro, alzando la sua voce, disse: Questo non è il mio parere, la signorina può mangiar quanto vuole, ed io rispondo ceh'essa sarà presto ristabilita, [84] purchè essa prenda alcune goccie d'un mio elisire che mando a prendere. - La bella fanciulla ne prese tre cucchiaiate e pochi minuti dopo rinvigorita e lieta poteva prender parte attiva al lauto pranzo.1
Elisir di Chima, tintura di china, genziana, cannella e garofani.
Elisir di Garus, tintura di noce moscata, di mirra, di garofani, di cannella della Regina, di fiori d'arancio, di zafferano.
Elisir di lunga vita, tintura zuccherina di aloe, zedoaria, agarico, genziana, cartamo, rabarbaro, tamarindo, gomma arabica e mandorle amare.
Elisir Napoleone, liquore inventato dal Biffi. È una tintura di ananas, pere, lamponi, pesche, mele, fragole, zucchero, ecc.
Elisir Caopolicano, preparato da Gaetano Marabelli di Voghera.
Elisir del dottor Fernet di Svezia, che fece tanto parlare di sé, in special modo nell'epidemia colerica dell'anno 1867, e che diede denari a chi seppe a tempo produrne, si prepara colla seguente formola (secondo il farmacista Adriano Ricci):

Pr. Spirito di vino                     grammi 2500
     Acqua comune                          "       2500
     Aloe soccotrino                         "           20
     Radice d'angelica di Boemia decigr.     25
     Radice di colombo             grammi       12

1 T. DUPLAIS AINÉ. Traité des liquers, etc. Versailles, 1858 Ediz. II; Tomo I, pag.294.


[85]
     Radice d'imperatoria           grammi       5
     Radice di tarassaco                  "             5
     Radice di rabarbaro chinese    "           10
    Agarico bianco                          "             9
    Corteccia di china peruviana    "           15
    Erba di menta fresca                "           18
    Zafferano in fili                     decigr.     15

Si polverizzano grossolanamente i vegetali sopra descritti e si mettono in digestione nello spirito di vino misto all'acqua; si lascia il tutto in recipiente chiuso ad una temperatura di + 20° C. circa, per cinque giorni, agitando di quando in quando; si cola con pressione, si colora col siroppo di caramella (zucchero abbrustolito), e si filtra per carta. Si conserva in bottiglie ben chiuse ed in luogo fresco.
Fenouillette de l'Ile de Rhè, miscela di spirito di finocchio, spirito di coriandro, acqua di cannella della China, alcool, zucchero ed acqua.
Fernet Branca, Fernet Bozzacchi, etc.1
Fine orange, tintura zuccherina di corteccia d'arancio.
Französisch-Wasser di Danzica, tintura zuccherina di anice, anice stellato, finocchio di Firenze, coriandro, salvia, menta piperita, citronella, corteccia di limoni e di arancie.

1 Il Bozzacchi di Canobbio, lontano dai grandi centri popolosi, senz'altra ricchezza che quella delle proprie mani, seppe da semplice operaio fondare coll'intelligenza e la più pertinace volontà un'industria di mostarde, biscotti e liquori squisiti, che fa concorrenza a molte fabbriche e delle maggiori delle nostre grandi città.


[86] Ginepro; gin. Non è che acquavite di grani resa aromatica dalle bacche di ginepro. Una volta si otteneva colla distillazione delle bacche fermentate nell'acqua. Un chilogrammo di ginepro basta per un ettolitro di alcool.
Il gin d'Olanda contiene dal 45 al 49 per cento di spirito, e le maggiori fabbriche si trovano a Schiedam. Nella Svezia e in Norvegia si prepara un gin colla semplice macerazione delle bacche di ginepro nell'acquavita a 50° o 55". Quello che si beve nel nord della Francia e nel Belgio non è spesso che acquavite di segala e d'orzo, oppure di patate e di orzo.1
Guignolet d'Angers, miscela d'infuso di ciriege, infuso di marasche, alcool, zucchero ed acqua.
Grog al cognac, miscela di sciroppo di limoni, cognac e acqua gasosa.
Grog americano, è la stessa bevanda, ma nella quale al cognac si sostituisce il rhum.
Hypocras sono ratafiats preparati col vino. (Vedi Ratafiat.)
Hypocras, era un'altra bevanda aromatica usata agli stessi tempi e nelle stesse circostanze del piment, ed era fatto di vino, zucchero, cannella, garofani, zenzero ed altri aromi. Si conoscevano un hypocras di birra, uno di sidro, uno bianco, uno rosso, con essenza di hypocras.
Hypocras alle droghe, fatto di vino rosso o bianco di Bordeaux o di Borgogna, in cui si fanno in-

1 In Italia molti liquoristi fabbricano del gin, e fra essi citerò Corbi Zecchi Carlo di Siena, Tommasi Antonio di Foligno non che i più grandi fabbricatori di liquori già citati.


[87] fondere cannella, china, noci moscate, macis e garofani.
Kirschenwasser o kirsch, si ottiene dalla distillazione di un liquore fatto colla fermentazione delle ciriege nere e silvestri. La maggior quantità e la migliore qualità si fabbricano nella Foresta Nera. In Francia non si prepara che nella Franche-Comté. Se ne fabbrica anche colle prugne, e lo si confonde spesso coll'altro preparato colle ciliege. Il suo profumo si deve a una piccolissima quantità di acido cianidrico. È un liquore che contiene dal 51 al 55 per cento di alcool. Una delle più felici imitazioni del Kirsch è quella di una tintura di noccioli di albicocche, noccioli di ciriege, foglie secche di pesche e mirra.
Kwas o quass, bevanda russa che si prepara colla farina di segala fermentata nell'acqua. In alcuni paesi della Russia vi si mettono in infusione i fiori dell'Artemisia vulgaris.1
La Fioretta di Firenze, miscela di tintura di cardamomo, noce moscata, infusione d'iride, acqua di fiori d'aranci, zucchero ed acqua.
La giovane di Torino, tintura di cannella di China, benzoino, storace, noce moscata, ambretta, alloro, legno di Rodi, acqua di fiori d'arancio e zucchero.
Latte di vecchia, tintura di caccao torrefatto fortemente, di mandorle amare, di cannella della Regina e di rose.

1 Vedi l'articolo di Preci nel Dict. des sciences méd. XXXVII, pag. 52.


[88] Liquore banana, inventato dal Biffi e già celebre. È una tintura di varie essenze, fra le quali primeggiano quelle di ananas, di lamponi, di pesche, di fragole, di mele e di pere.
Liquore di Bottniach, tintura di ananas, di fave greche, cannella della Regina, vaniglia, caccao, corteccia d'arancio, zucchero, rhum.
Liquore Cottegat, tintura di caffè, ginepro, seme carvi, noce moscata e zucchero.
Liquore del Labrador, tintura di cedro, macis, gelsomino, viole mammole, tartufi bianchi, zafferano e zucchero.
Liquore delle Alpi, tintura zuccherina di assenzio maggiore e minore, di sommità d'angelica, di menta piperita, di issopo fiorito, di génépi delle Alpi, di anice verde, finocchio, limoni.
Liquore dell'operajo, tintura di rabarbaro, coriandro, succo di lamponi, essenza d'anice stellato e zucchero.
Liquore Beranger, inventato da Duplais. È una tintura zuccherina di mandorle di albicocche, legno di sassafrasso, ambretta e vaniglia del Messico.
Liquore di Caprera, inventato dal Biffi; tintura di vaniglia, di garofani, di noce moscata, di zafferano, di mirra, di melissa, di cannella, di ginepro, di calamo aromatico e di angelica.
Liquore di China-china, tintura di cannella del Ceylan, di garofani, di noce moscata, di curaçao e zucchero. Questo liquore inventato da un liquorista di Voiron (Isère) ebbe per alcuni anni grandissima fama.
[89] Liquore di Costantinopoli, inventato dal nostro Biffi di Milano. È una tintura di china, di cannella, di fiori di sambuco, di legno, quassie, di garofani, di coriandro, di anice stellato e di gallenga.
Liquore di frutti del gelso bianco, preparato da Rota Gaetano di Catanzaro.
Liquore di Mezenc, tintura zuccherina di daucus di Creta, di noce moscata, macis, ambretta, mirobolani, camomilla romana e vaniglia. L'inventore battezzò questo liquore dal monte di Mezenc nella Svizzera, da dove, secondo lui, provenivano le erbe aromatiche, delle quali si serviva per la sua preparazione.
Liquore di zambajone, miscela di vino di Malaga e vino di Marsala, latte di vacca, rosolio di vaniglia, zucchero e spirito di vino. Le cose che non si sciolgono rimangono sul filtro, e il liquore filtrato ha un bel colore d'ambra.
Liquore erbetta, di Fritta Domenico di Trani. Ne ignoro la composizione.
Liquore igienico e di dessert, detto di Raspail, è una tintura di angelica, calamo aromatico, mirra, cannella, aloe, garofani, vaniglia, canfora, noce moscata e zafferano.
Liquore igienico, di Gracis Giuseppe di Torino. Ne ignoro la composizione.
Liquore di Perecy, tintura di coriandro, melissa, lavanda, cannella della Regina, comino, corteccia d'arancio, zucchero.
Liquore rinfresco, del conte Giovanni Salimbeni di Vogherà, premiato a Londra nel 1862.
[90] Liquori soppraffini delle Isole. I liquori soppraffini delle Isole (liqueurs surfing des Isles) da più di un secolo godono d'una grande riputazione in tutta Europa e ci vengono dalla Martinica, dalla Guadalupa e dalle Isole Barbados, e devono i loro aromi squisiti al canang aromatico, all'abacate, al balsamo della Giammaica, alla dodonea, e ad altre piante profumate di quei paesi tropicali. La vedova Amphoux-Chassevent (Madeleine Achard) nata a Marsiglia nel 1707 si stabilì alla Martinica nel 1769 e vi morì nel 1812. Era celebre per i suoi liquori che si chiamavano col suo nome ed oggi hanno eguai rinomanza quelli di Grandmaison e di Fort Royal.
Uno fra i più celebri liquori delle Isole è il balsamo divino, fatto di balsamo del Perù, balsamo del Tolù, aloe, ambretta e legno di Rodi, acqua di rose, acqua di cannella della China, zucchero ed acqua. Son pur celebri le creme o gli olii indicati nel nostro catalogo, e che vengono imitati da quasi tutti i nostri liquoristi.
Liquore stomachico dorato, miscela di china rossa, corteccia di curaçao di Olanda, cannella del Ceylan, vaniglia, zafferano, alcool, zucchero ed acqua.
Liquore stomatico di buccie d'arancio, preparato da Manini di Bologna.1
Majorca, è una tintura di arancie, che fu inventata a Orleans. Le goccie o le lagrime di Malta e l'acidula o acidulina di Lyon sono lo stessa liquore.

1 Alcuni liquoristi italiani preparano dei liquori stomacici, nei quali non so se più sia offesa l'ortografia o l'igiene.


[91] Mandorle amare, tintura di mandorle amare e de bigarrancio.
Maraschino di Zara, tintura di mandorle amare, di fiori d'arancio, di rose, di cannella della Regina, di melissa e di gelsomino.
Maraschino di Zara, miscela di acqua di maraschino, acqua di fiori di arancio, acqua di rose, alcool, zucchero.
Melange, liquore già divenuto celebre in tutta Europa e inventato dal Biffi. È una tintura vinosa di legno quassio, di genziana, di china, ecc.
Mistrà di Brescia, anesone triduo di Orzinovi, anisette di Bordeaux. Son tutte tinture di anice puro o con altri aromi. Il famoso mistrà di Brescia è una tintura di anice dolce di Forlì, di anice stellato, liquirizia di Spagna, campeggio, coriandro e macis.
L'anesone triduo, oltre le due specie di anice e il coriandro, contiene carrube, radice di iride, cancella, sassafrasso, zucchero e acqua di rose. L'anisette di Bordeaux è una tintura zuccherina di badiana, anice verde, finocchio di Firenze; coriandro, legno di sassafrasso, ambretta e tè imperiale, a cui si aggiunge infusione di iride e acqua di fiori d'arancio. Questo liquore gode da molto tempo d'una grandissima fama, e l'antica casa Maria Brizard fin prima del 1789 ne spediva in ogni parte del mondo. È imitato assai bene a Parigi e a Lyon. L'anisette della Martinica contiene essenze d'anici, d'anice stellato, di cannella della Regina e di cedro del Libano. L'anisette di Olanda è una tintura di [92] anici, anice stellato, mandorle amare, coriandro, finocchio, tè imperiale, alloro, balsamo del Tolù, ambretta, acqua di rose e zucchero.
Myrobolano o myrobolanti, tintura di mirobolano (frutti delle Terminalia chebula o del Myrobolanus chebula di storace, di alloro, sandalo, acqua di rose, di cannella della China, zucchero ed acqua.
Olio dei creoli, tintura zuccherina di ambretta, noce moscata, garofani. - L'olio di Fernambuco ha colore diverso, ma è lo stesso liquore.
Olio della Martinica, tintura di vaniglia, di rose, di neroli e di cannella della Regina.
Olio di badiana, tintura zuccherina di anice stellato, legno di Rodi, cascarilia.
Olio di Bergamotte, tintura zuccherina di bergamotte.
Olio di caccao, tintura zuccherina di caccao Caracca e caccao Maragnon.
Olio di cannella, tintura di cannella del Ceylan, di cannella di China, di garofani e zucchero.
Olio di cedrato, tintura zuccherina di cedrato.
Olio di Cremona, tintura di limoni, di arancie, di storace, acqua di rose, zucchero ed acqua.
Olio di garofani, spirito di garofani, di chiodi di garofani, alcool e zucchero.
Olio di garofani, tintura zuccherina (altra ricetta) di garofani e cannella della China.
Olio di Kirschenwasser, kirsch ordinario, spirito di noccioli d'albicocche, acqua di fiori d'arancio, alcool e zucchero.
Olio di maccheroni di Genova, spirito di mandorle [93] amare, di fiori d'arancio, di rose, di cannella della China, di noce moscata, alcool, zucchero ed acqua.
Olio di rhum, rhum vecchio finissimo, zucchero ed acqua.
Olio di rosa, tintura di zafferano e di rosa.
Olio di polium, tintura di cannella della Regina e di melissa.
Olio di vaniglia, tintura zuccherina di vaniglia del Messico.
Olio di Venere, tintura di essenza d'arancio, cannella della Regina, melissa e rose.
Olio di violetta, tintura di iride fiorentina.
Olio di zenzero, tintura zuccherina di zenzero, di galanga, cannella della China, garofani, noce moscata, macis.
Perfetto amore, tintura di macis, di noce moscata, di essenza di limoni, di cannella, di garofani e di rose.
Perfetto amore, tintura di limoni, di coriandro e zucchero.
Perfetto amore di Lorena, tintura zuccherina e colorata colla cocciniglia di limoni, arancie, coriandro ed anice.
Persico, tintura zuccherina di mandorle amare, aneto, cannella della China, coriandro, finocchio ed acqua di fiori d'arancio.
Persico olandese, tintura di pesche, cannella, macis, vaniglia, zucchero e rhum.
Persicot del Palatinato, tintura di noccioli di pesche, mandorle amare, acqua di cannella della China, acqua di garofani, acqua di fiori d'arancio.
[94] Piacere delle donne, è una tintura di muschio, di noce moscata, garofani e cannella della Regina.
Punch gasoso al rhum, al kirsch, al cognac. Son tutte acque gasose rinforzate colle bevande alcooliche, che danno loro il battesimo e il profumo.
Punch inglese, miscela di rhum, di spirito di Francia, di tè e di coriandro.
Punch di latte, è bevanda spiritosa che può conservarsi per molto tempo.1
Punch ungherese, è un vero pasticcio di alcool, rhum, prugne di Provenza, viole mammole, tè verde, acido citrico, corteccia e sugo d'arancie, zucchero ed acqua.
Rachax di Venezia, tintura di corteccia d'arancie, iride fiorentina, noce moscata, fave americane e cannella.
Rack di Venezia, tintura vinosa che contiene vino di Malaga, rhum, alcool e corteccia d'arancie.
Ratafiat di cassis, infuso di cassis, alcool, zucchero ed acqua.2

1 ANTON. BRÜGGEMANN, Allgemeine pharmac. Zeitscrift.
In Italia son celebri il ratafià di Mossone Antonio di Andorno, premiato a Nuova Yorck, quello di Rappis Pietro pure di Andorno ed altri.
Eccovi la storia fantastica del ratafiat scritta dal Brofferio e raccorciata da una spiritoso e anonimo scrittore.
"L'anno 999 (non fate il segno della croce, se la piglio così dall'alto) era agli sgoccioli, quando i minchioni di tutti i paesi tremavano a verga, spaurati che erano dalla fame, dalla poste e dal creduto prossimo finimondo. I minchioni di Andorno poi chiamavano in colpa di tutti cedesti malanni Eusebio Rappis, un vegliardo d'antico pelo, dalle labbra livide, dagli occhi infossati, dalle guancie aride e flosce, un fac simile del Pescatore



[95] Ratafiat de cassis de Dijon è fatto coll'infuso di cassis, di ciriege, di marasche, di lamponi, con vino di Borgogna, zucchero bianco ed acqua. Si chiama, anche Crème de Vougeot.
Ratafiat di ciriege, infuso di ciriege, infuso di ma-

di Chiaravalle, che misura le costellazioni sul frontispizio degli almanacchi, vegliardo, che stavasene tuttodì accoccolato accanto al fuoco, soffiando sotto una marmitta, tenuta da quegli arfasatti in conto di una seconda edizione del vaso di Pandora.
"Dalli al mago! Muoia il negromante! sbraitò un ciabattino dopo avere sciorinata una veemente arringa, in cui aveva detto corna del e della sua marmitta. E a quel grido si levarono a rumore gli Andornesi, e trassero in folla a casa del Rappis, vociando di voler placare l'ira del Cielo collo spargere il sangue di lui e di Cordelia, la sua unica figliuola, - una bella fanciulla dalle esili membra striminzite in una lunga e succinta roba di velluto, sebbene colle maniche ampissime, bionda la chioma e avviluppata in una reticella a mo' di fegatello, - ingomma una di quelle romanzesche creature del Medio Evo, che certi poeti non compresi dei nostri giorni si fabbricano nella loro fantasia, per esserne a loro posta riamati amanti, - eglino a cui fanno cilecca le Veneri odierne dal chignon e dalla veste a cortina o a sipario, rigonfia secondo l'uso selvaggio nella parte più prosaica del di dietro. Già i forsennati avevano cessato di urlare le loro invereconde e feroci minaccie, e si accingevano a mandarle ad effetto: già avevano appostate le scale e si aggrappavano ad esse, il ciabattino fra i primi per isfruconare la finestra e penetrare nella stanzaccia affumicata del vecchio, quando comparve fra la bruzzaglia un biondo garzone, l'occhio scintillante ed il capo alteramente eretto. Era Armando, figliuolo di Golzio il terribile nemico di Eusebio Rappis. Fratelli, gridò egli, che scalate andate voi apprestando? Quei due' scorpioni vanno abbrustoliti. E dir egli queste parole, e scanagliarsi subito la bordaglia in cerca di fiaccole per ritornare poscia urlando alla casa del Rappis, e levare il più osceno cachinno, mentre quella andava in cenere crepitando e cigolando, fu tutt'uno...


[96]rasche, spirito di noccioli d'albicocche, alcool, zucchero, acqua. È celebre quello di Grenoble.
Ratafiat di Grenoble, tintura di garofani, di cannella, zucchero unito a kirschwasser.
Ratafiat di Grenoble, detto di Teyssere, tintura

"Ma non la andò così: che Armando era il Romeo di quella Giulietta, e le sue ardenti parole e la sua subita proposta avevano solo di mira ed ebbero per effetto di cessare l'imminente pericolo della scalata, ed intanto dar tempo al vecchio od alla fanciulla di sgabellarsela in fretta. Fu una assai sottile inventiva la sua di eccitare le passioni per farle riuscir a vuoto - gherminella da muovere invidia ad un medico omeopatico, che abbia per impresa il similia similibus curantur.
"Intanto infuriava la peste in Andorno, e da bel principio gli Andornesi morivano spessi come lo mosche, che hanno tuffato il loro pungiglio nell'acqua concia con la carta moschicida. Poscia incominciarono le morti a farsi rade, o fu, quando si seppe, che una bionda giovinetta con un viso da arcangelo compariva al capezzale degli ammalati e dileguavasi, appena dato loro ad ingollare un sorso di liquore, che aveva la potenza di ridonare la salute.
"Aveva pigliato un tiro secco anche ad Eustacchio Golzio, il crudo padre di Armando, ed il pievano, credendolo oramai spacciato, lo esortava a morire perdonando ai suoi nemici, e a non giocarsi il paradiso con il serbare spirito di rancore contro i Rappis. Ma eran novelle: il vecchio caparbio ricalcitrava ai cristiani consigli del curato; per cui avrebbe reso rabbiosamente l'anima al diavolo se non fosse apparsa a suo salvamento la vergine dal liquore miracoloso, in virtù del quale anche per conto di lui.
"...vinta dall'Inferno era la pugna,
E lo spirto d'abisso si partìa.
Vuota stringnendo la terribil ugna."
"Risanato di vecchio libera Andorno della peste, si conobbe come di tutti questi benificii doveasi saper grado e baciar le



[97] zuccherina di cassis, di lamponi, di ciriege" e di marasche.

I ratafiats di Louvres e di Neuilly si preparano a un dipresso come il ratafiat di Grenoble, ma hanno più pronunciato il sapore di cassis.


mani a Cordelia, tota Rappis, la figliuola del negromante, e sposa segreta di Armando Golzio: che era proprio dessa la giovane taumaturga. E lì i baioni d' Andorno a gridare evviva, e a ricevere in trionfo quel vecchio e quella ragazza, che prima da loro non restò fossero fritti.
"Grande festa bandivasi in casa messer Golzio; le campane dindondavano allegramente, sonando a doppio e a distesa; gli sposi raggianti di gioia si ammicavano amorosamente e un tal po' lascivamente: i due vecchi Eusebio ed Eustachio, già usi a guatarsi in cagnesco, ora passeggiavano insieme serrati a braccetto, e sembrava più non potessero capire nella pelle della strabocchevole loro contentezza. Fu un punto, in cui il notaio sclamò, con voce nasale, secondo il rito di quel tempo: Sic res rata fiat! Rata fiat, tuonò il popolo con un tal grido cosi rimbombante, che, se allora fosse già stata inventata la polvere, sarebbe stato scambiato per fuochi di fila riusciti a puntino. Rata fiat! E da questo motto restò il nome di ratafià al liquore benedetto qual balsamo nella boccetta della donzella, e già temuto qual veleno nella pentola del vecchio alchimista. Dal quale, se non erra lo scrittore della leggenda, deve proprio avere la sua linea quel farmacista Rappis, cavaliere e sindaco di Andorno, che vedemmo a Torino l'ultima fiera di Gianduia smerciare ratafià all'ingrosso e al minuto, in via di Po, attaccando un battibecco con il rivale Mossone, attendato in piazza Castello, - come fanno i due magnetizzatori Filippa sull'omnibus della Gazzetta del popolo, dei quali ciascuno imbroda sé, e dichiara l'altro un falso Filippa.
"Tal è l'origine del ratafià, secondo Angelo Brofferio, il quale ne era cosi sollucherato, che, come lo seppe uscire dalla bottega di uno speziale, fece buon viso d'allora in poi persino al reobarbaro e all'ipecacuana e ad ogni altro intruglio di farma-



[98] Ratafiat di Lamponi, infuso di lamponi, di cassia o di marasche, alcool, zucchero, acqua.
Ratafiat di melecotogne, succo di melecotogne ben mature, spirito di garofani, alcool, zucchero ed acqua.
Ratafiat di quattro frutti, infuso di cassis, di ciriege, di lamponi, infuso di marasche, alcool, zucchero ed acqua.
Robur, liquore tonico amaro preparato dal farmacista Faruffini di Pavia.
Rosa del serraglio, tintura di essenza di rose e di muschio.
Rosolio liquore o crema di lamponi, tintura zuccherina di lamponi.1
Rosolio di Breslavia, tintura dolce di cannella della Regina, melissa, garofani, rose e fiori di arancio.
Rosolio di cannella, crema di cannella, tintura di cannella con o senza zucchero.
Rosolio di china, tintura dolce di china.
Rosolio di fiori d'arancio, tintura zuccherata di fiori d'arancio.
Rosolio di garofani, crema di garofani, tintura di garofani con o senza zucchero.

copea più nemico al palato. Che che sia il vero però del racconto brofferiano, certo è che un duca di Savoia concedeva a un Eusebio Rappis fin dal 1485 special privilegio di cucinare il ratafià. E qui basti di siffatto liquore, di cui un centellino vale millanta volte tutta la mia cicalata.
1 I rosoli sono tutti liquori dolci ed aromatici; son detti cosi, perchè l'olio di rose fu sulle prime adoperato più che altre essenze nella loro formazione. Anticamente furono detti rosoli.



[99] Rosolio di menta di Pisa, menta piperita, essenza di menta piperita, alcool, acqua e zucchero.
Rosolio di rabarbaro, crema, elisir di rabarbaro,tinture diverse di rabarbaro a cui si aggiungono spesso lo zucchero bruciato e la radice di genziana.
Rosolio di Torino, miscela di mandorle amare, noccioli di albicocche, anice verde, coriandro, finocchio, alcool, spirito di rose, acqua di cannella della China, acqua di garofani, di noce moscata, di fiori d'arancio, zucchero ed acqua.
Rubino di Venezia, miscela di mandorle amare, anice stellato, finocchio, storace, angelica, alcool, infuso di vaniglia, acqua di cannella della China, acqua di garofani, acqua di noce moscata,, zucchero ed acqua.
Rhum, è un liquore ottenuto dalla distillazione del melazzo fermentato della canna zuccherina. È celebre quello che si prepara alla Giammaica e che è uno dei migliori liquori del mondo.1 I nostri liquoristi fabbricano il rhum, senza bisogno di aspettarlo dalle Colonie inglesi, aggiungendo all'alcool, del melazzo, delle carobbe, della noce moscata, del sassafrasso ed altri aromi. Anche il rhum triestino contiene fava americana, sassafrasso, noci moscate, vaniglia, ecc. Il vero rhum della Giammaica si fabbricava una volta colla distillazione del succo fermentato delle canne zuccherine violette, mentre il tafià era il

1 Vedi SOLEIROL. Essai sur les rumeries. - LEFOULON. De l'emploi du rhum dans les affections catarrales.


[100] prodotto della distillazione del melazzo. Oggi e l'uno e l'altro liquore si preparano colla melazzo; si chiama rhum il migliore e tafià quello di qualità inferiore (Vedi Tafià).
Il rhum contiene circa il 51 o il 55 per 100 d'alcool. Appena distillato è bianco, e si colora con una miscela che si chiama salsa e che varia nelle diverse fabbriche. Ecco la formola di una di esse:

Cuoio nuovo raschiato.                 chil.        2
Corteccia di quercia in polvere     grani. 500
Garofani                                           "         15
Catrame nuovo                                "         15

Vale per 100 litri di rhum.
In un altra ricetta trovo il cuoio, i tartufi neri, le corteccie d'arancio e il catrame.
Quasi tutti i liquoristi italiani preparano rhum; citerò fra gli altri quello bianco di Savorini Francesco in San Giovanni in Persiceto nella provincia di Bologna. Il Savorini prepara anche del ratafià, del verdolino, dell'anisette ad uso Bordeaux ed altri liquori pei quali fu premiato a Firenze nel 1861; il rhum igienico di Marchesani Vincenzo di Chieti; quello di Aloys di Kuffuer di Livorno; il rhum bianco di Burci di Treviso, il rhum e l'olio di rhum di Pizzolotto di Cornuda.1
Scubac irlandese, tintura di finocchio, di cannella della China, di zafferano, garofani, noce moscata e acqua di fiori d'arancio.

1 PIZZOLOTTO prepara anche curacao, kirsch, assenzio, liquore Napoleone, liquore Vittorio, anisette, maraschino, alchermes ed altri liquori, pai quali fu premiato a Venezia nel 1858 e a Firenze nel 1861.


[101] Taffià, fratello del rhum, ma di un ordine meno aristocratico, si ottiene dalla distillazione del succo delle canne troppo acerbe o troppo vecchie e che darebbero poco zucchero, o con melazzi scadenti.
Tintiglia nazionale, liquore di cui ignoro la composizione e che si prepara dai fratelli Rizzocare di Chieti.
Usquebaugh di Scozia, liquore citato spesso dal Walter Scott, specialmente nei Puritani e nel Pirata; si preparava in origine a Batavia e fu introdotto in Europa dagli Olandesi. È una tintura di zafferano, bacche di ginepro, anice stellato, radici d'angelica, coriandro, cannella della China, ambretta, limoni freschi, acqua di fiori d'arancio, e zucchero.
Vaniglia di Napoli, è come l'olio di vaniglia delle Isole, ma ha un colore rosso molto più chiaro.
Verdolino di Torino, tintura di mirra, di noce moscata, di cannella, di menta, e di assenzio.
Vespetrò, tintura di anice, di limone e di cannella della Regina, di finocchio, di coriandro, di carvi, di aneto, di daucus.
Vino Bishop americano, rosso e bianco, son vini resi aromatici colla cannella, la noce moscata, il macis, la vaniglia, i garofani, e talvolta spumanti coll'aggiunta dell'acido carbonico.
Vino di mirto del Chili. Si prepara colle bacche del Mirtus Ugui, e si preferisce al moscato per le sue qualità stomachiche (Molina, Chili, 44,133).
Vino mandorlato. È un vino rinforzato d'alcool e reso aromatico colle mandorle di pesche, con garofani e cannella.
[102] Vino vermut caffeato, di Marchesani Vincenzo di Washington d'America, tintura di fava americana, di enula campana, corteccia d'arancio, zucchero, coriandro, vaniglia, macis, essenza di cannella, limone, flore d'arancio.
Wermuth, si dà questo nome a molte bevande che hanno per carattere comune di contenere vino e assenzio; infatti con questa parola si nomina dai Tedeschi l'assenzio. Il più celebre fra tutti è quello di Torino; ma ne fabbricano di ottimo anche molti liquoristi d'altre città italiane e straniere. Questo liquore però contiene oltre l'assenzio anche maggiorana, timo, radice d'angelica, cannella, fave americane, camomilla, noce moscata, garofani, calamo aromatico, coriandroj, dittamo, ecc.
Sono varietà di questa bevanda il wermuth con china, il Wermuth con Garus. Il wermuth toscano contiene più di una ventina d'ingredienti.
Wiskey. Acquavite inglese preparata coi cereali.
Wochtà, liquore russo che è una tintura, zuccherina di corteccia d'arancio, anice stellato, cannella del Ceylan, garofani, vaniglia, china, genziana e zafferano.