Studio sulle Claviceps italiane

Vincenzo Grasso
Osservatorio fitopatologico di Firenze


La Ricerca Scientifica, vol. 19, n. 10, 1949, pp. 1164-1168

Come già ho detto in altri lavori (3,4), da qualche tempo mi sto occupando delle Claviceps esistenti in Italia, della loro distribuzione geografica, della percentuale delle infezioni ed anche della possibile utilizzazione degli sclerozi in terapia (2,5).

Fig. 1 - Forma conidica di Sphacelia
su Lolium perenne
Fig. 2 - Forma conidica di Sphacelia
su Sesleria coerulea

In questa nota preventiva do il primo elenco delle piante che ho rinvenuto infette da Claviceps, rimandando ad un successivo lavoro più completo la descrizione delle infezioni, delle forme conidiche, delle dimensioni e delle forme degli sclerozi, della loro germogliazione e della sistematica del parassita. Le piante parassitate sono state raccolte per la massima parte nella zona di Firenze (Cascine), dove per la vicinanza del posto, mi sono potuto recare molto spesso a fare rilievi.

[1165] Tuttavia non mancano reperti fatte in altre località, anche distanti da Firenze, come Cutigliano, Piastre (Pistoia), Consuma, Vicchio, Barberino (Firenze), Camaiore (Lucca), Buon Pastore (Modena) e molto più lontano (Látemar m. 1800 s.l.m. - Bolzano, Passo Lavazé m. 1600 s.l.m. Trento) in occasione di una rapida gita fatta colà.

Fig. 3 - Vari tipi di sclerozi:
a) Secale cereale;
b) Paspalum distichum;
c) Agropyrum repens;
d) Holcus lanatus

Per la sistematica delle Claviceps mi sono servito per adesso essenzialmente della guida Ergot and ergotism di Barger (1); per le piante che non sono menzionate in quest'opera ho consultato altri lavori più recenti. Pertanto è mia intenzione, dopo aver ottenuto la germogliazione degli sclerozi, fare un confronto con la classificazione riportata dal Barger e vedere se le specie da me raccolte corrispondano o no a quelle sue. Per la forma conidica Sphacelia ho fatto anche delle osservazioni sugli insetti che maggiormente la diffondono e ho trovato che il più comune è il genere Rhagonycha rinvenuto su moltissime piante. Per la ricerca di esso ho riferito in un'altra nota come abbia fatto per accelerare questa operazione (4).

La prima comparsa della Sphacelia nelle nostre zone (Cascine) si nota verso i primi di giugno sul Lolium perenne (fig. 1), sulla Festuca eliator, sulla Dactylis glomerata mentre verso la metà del mese compare sull'Alopecurus pratensis, sull'Agropyrum repens e in altri posti, a fine mese, sulla Secale cereale, sulla Sesleria coerulea (fig. 2) (Piastre).

Al principio di luglio compare su Cynosurus cristatus, sull'Anthoxanthum odoratum, sul Phleum paniculatum (Vicchio di Mugello), a metà del mese sulla Poa compressa, sulla Poa nemoralis, sulla Deschampsia flexuosa (Piastre), sull'Holcus lanatus, sull'Holcus mollis, sul Phleum pratense (Barberino di Mugello) e a fine mese sulla Poa alpina, sul Millium effusum (Látemar - Bolzano); a principio del mese di agosto sul Juncus effusus, e sul Juncus conglomeratus (Consuma).

La grandezza dei conidi, immersi in una sostanza dolciastra formante la caratteristica gocciolina (honey-dew degli inglesi), non è molto diversa da pianta a pianta; essa varia da 13-16 x 4,5-5 micron per i Paspalum, Juncus effusus e Juncus conglomeratus e da 5-8 x 3-4 micron per tutte le altre piante.

La forma scleroziale si inizia appena dopo che la forma conidica si esaurisce e si sviluppa fino a quando la pianta è completamente matura. Mentre la forma conidica per alcune piante scompare dopo 15-20 giorni dall'inizio della formazione e non la si trova più, gli sclerozi possono rinvenirsi anche dopo mesi dalla maturazione [1166] purché, per una causa qualsiasi, non ne vengano asportati. Sulle medesime piante possono trovarsi uno, due o, come è nella maggior parte dei casi, più di uno sclerozio. La forma è molto varia: a bastoncini diritti come nell'Agropyron repens (fig. 3c), arcuati nei più dei casi (fig. 3a-d), molto curvi nell'Anthoxanthum odoratum, a virgola nel Cynodon Dactylon (fig. 3b).

Fig. 4 - Germogliazione di sclerozio
di Lolium perenne

Per la grandezza quelli di Secale cereale sono lunghi fino a 57-58 mm (fig 3a) mentre quelli di Holcus lanatus misurano soli 5-6 mm (figura 3d); tra questi due estremi oscillano quelli delle altre specie.

Ho eseguito anche la germogliazione degli sclerozi ed ho ottenuto per alcuni una percentuale del 99%.

Fig. 5 - Sferidi di sclerozio
di Lolium perenne

La fig. 4 rappresenta uno sclerozio di Lolium perenne germogliante e la fig. 5 due sferidi ingranditi nei quali sono visibili i numerosi periteci formatisi.

In questo primo elenco delle piante infette ho preferito adottare un ordine alfabetico a qualsiasi altra disposizione, segnando a fianco di ciascuna di esse se abbia rinvenuto gli sclerozi o la forma conidica e a quale forma perfetta la Claviceps vada riferita. [1167]



[1168] Bibliografia

1) BARGER G., Ergot and Ergotism, Gurney and Jakson, London, (1931).

2) DONATELLI L., GRASSO V., PETTINELLI Q., I principi attivi di alcune Claviceps italiane (Boll. Soc. Ital. Di Biol. Sperim., vol. XXV, fasc. 3, 1949).

3) GRASSO V., Una nuova specie di Claviceps in Italia, N.G.Bot.It., n.s., vol. LV, n. 4, (1948).

4) GRASSO V., Un nuovo metodo per la ricerca della f.c. Sphacelia, Ric.Scient., 19, 1021, (1949).

5) GRASSO V. and DONATELLI L., Report on some Italian Claviceps and their possible therapeutical utilisation (Presentato al Congresso Internazionale di Patologia a Istanbul, maggio 1949).