Azione della mescalina sul profilo psicologico

Aldo Cucchi
Istituto di Medicina Legale e delle Assicurazioni - R. Università di Bologna


Rivista Sperimentale di Freniatria, vol. 63, pp. 393-408, 1939

Lo studio scientifico del Peyothl, iniziatosi, verso la fine del secolo scorso, con le ricerche fondamentali del Lewin e dello Heffter, è stato ripreso, recentemente dallo Späth e reso di attualità da Alexandre Rouhier con il suo magnifico volume: La plante qui fait les yeux émerveillés.

Il Peyothl (Echinocactus Williamsi) è una cactacea degli altopiani messicani che veniva usata, fino a poco tempo fa, nelle funzioni religiose, per le sue virtù stupefacenti, dalle tribù Hoichols, Coras, Tepequanes e Tarahumares.

Il nome di Peyothl deriva dal verbo peyonanic, che significa aguzzare, oppure dal sostantivo peyutl: bozzolo del baco da seta. Gli indigeni distinguono con questi due nomi la pianta sia per i suoi effetti eccitanti sul cervello, sia perché alcune parti di essa sono ricoperte da una lana grigio-giallastra che ricorda l'aspetto di certi bozzoli.

I mercanti la pongono in vendita in rotelle disseccate con il nome di "mescal-buttons" o di "drywisky".

Nella droga sono contenuti, secondo l'Heffter, il 6% di rnescalina, il 5 % di analonidina, il 3 %. di analonina, il 0,5 % di lofoforina ed il 0,1 % di analamina. Lo Späth ha ottenuti sinteticamente questi alcaloidi, che si possono dividere in tre gruppi:

a) mescalina, alcaloide a catena aperta;
b) analamina e analonidina, alcaloidi isochinolinici;
c) analonina e lofoforina, derivati isochinolinici diossimetilenici. [394]

L'azione stupefacente del Peyothl è dovuta alla mescalina, che si somministra per bocca e per iniezioni ipodermiche a dosi variabili, ma sempre inferiori ad un grammo pro die.

L'uso, a scopo sperimentale, del Peyothl e della mescalina, è stato tentato, verso il 1890, dal Weir Mitchell e dall'Ellis, che notarono soprattutto un'azione allucinogena sulla sfera visiva.

Successivamente queste allucinazioni, accompagnate da euforia, con memoria integra e senso critico normale, furono osservate (1913) dal Knauer, dal Maloney e dai molti autori che li seguirono.

Dopo le ricerche del Beringer e del Rouhier, le visioni del sogno mescalinico si possono raccogliere in quattro tipi: fosfemi, figure appartenenti al fondo della memoria, immagini deliranti, immagini colorate come nell'intossicazione da haschisch. Queste visioni colorate il Marinesco le osservò in un pittore rumeno, che le disegnò durante lo stato di ebbrezza.

Le allucinazioni consistono soprattutto in disegni decorativi e geometrici, motivi architettonici, paesaggi esotici, visi grotteschi e si ottengono ad occhi chiusi ed al buio. Mentre la grande maggioranza degli AA. pone in rapporto i fatti allucinatori con alterazioni della funzionalità cerebrale, il Marshall li ritiene dovuti a modificazioni della circolazione corioretinica.

La psiche subirebbe una deviazione nel senso della schizofrenia. Pur restando integre la memoria e la critica, si avrebbe rilasciamento dell'attenzione, tendenza al sogno, distacco dal mondo esteriore, erronea valutazione del tempo (Ceroni, Claude, Ey, Favilli, Forster, Morselli, ecc.).

Non tutti i soggetti reagiscono in egual maniera alla somministrazione della droga, ma i ciclotimici presentano: visione di quadri ornamentali cangianti, di forme plastiche, di piccole pitture impressionistiche, euforia, depressione, associazione; gli schizotimici: estasi, sensazioni cosmiche, dissociazione (Bensheim). Tutti i fenomeni della sindrome da intossicazione mescalinica sono stati descritti dal Benedek in alcune persone colte sottoposte al trattamento insulinico e dal Roberti in soggetti schizofrenici al risveglio del coma ipoglicemico.

Il Chweitzer, il Gohlewicz ed il Liberson hanno dimostrato che l'intossicazione mescalinica. determina nelle onde [395] alfa dell'elettroencefalogramma una riduzione d'ampiezza, che continua fino a sette giorni dopo l'assunzione del farmaco; la persistenza di detta modificazione nel ritmo di Berger, dopo la scomparsa dei fatti psicosensoriali, starebbe a favore di una azione di lunga durata del tossico sulla corteccia cerebrale.

I disturbi somatici sono rappresentati da nausea, cefalea sudori, congestione al viso, midriasi, ed il De Nito avrebbe riscontrato rarefazione degli atti respiratori e dei battiti cardiaci, diminuzione della pressione arteriosa, lieve ipoglicemia, diminuzione della riserva alcalina.

Le ricerche sugli animali non hanno dato finora risultati molto interessanti. Nei topi bianchi intossicati acutamente e subacutamente, la Srnolska ha posto in evidenza soltanto dei fatti congestizi generali ed una cromatolisi diffusa delle zolle del Nissl. Nelle cavie il Palmieri ha potuto osservare qualche cellula in degenerazione idropica nel fegato e nell'epitelio dei tubuli contorti renali, un'intensa deposizione di grasso nelle cellule della zona fascicolata ed in quelle della zona reticolare dei surreni, un enfisema polmonare acuto e zone di ispessimento dei setti interalveolari. Il De Jong ed il Noteboom avrebbero ottenuto, nei gatti e nei topi, una forma di catatonia sperimentale analoga a quella da bulbocapnina.

La dose tossica è di 1 gr. per Kgr., nell'avvelenamento acuto, e di ½ gr. per Kgr. in quello subacuto.

La mescalina è stata proposta, per iniezione ipodermica, alla dose di 0,03 gr. nelle psicosi depressive ed il Chistoni la ritiene usata in polizia scientifica, assieme alla scopolamina, per indurre più facilmente il reo alla confessione. La mescalina infatti ecciterebbe la fantasia, mentre la scopolamina rimuoverebbe i freni inibitori.

E' da questo punto di vista che abbiamo intrapreso le nostre ricerche, ma non abbiamo ritenuto necessario somministrare la scopolamina, perché i suoi effetti sono già completamente conosciuti: si ricorre al suo uso per smascherare simulatori di tremore e di pseudocontratture, ma non ha azione sulla psiche.

Si è dunque somministrata la mescalina alla dose di 30 cgr. per via orale in modo da ottenere uno stato suballucinogeno, che permettesse al soggetto, benché disintegrato, di eseguire le varie prove psicologiche stabilite come reattivi. [396]

Per analizzare la trama psichica individuale si sono fissati alcuni "tests" mentali, a cui l'individuo veniva sottoposto da prima in istato di normalità, poscia durante l'ebbrezza mescalinica. Non si è voluto costruire un profilo psicologico completo facendo eseguire al soggetto tutte le prove suggerite dal Rossolimo, ma piuttosto cogliere le componenti fondamentali del pensiero e le loro variazioni sotto l'influsso della droga. Si è così analizzata la memoria immediata facendo leggere un numero di otto cifre per tre secondi agli esaminandi colti, o di sette per cinque secondi ai meno colti, e facendolo trascrivere immediatamente a rovescio; per la memoria remota si sono mostrati, per qualche minuto, cinque oggetti di uso comune e si sono invitati gli esaminandi a descriverli dieci giorni dopo sia con psiche normale, sia sotto l'influsso della mescalina.

Il comportamento dell' intelligenza veniva indagato con la prova dell'integrazione di Ebbinghaus (integrare un racconto a senso compiuto rimettendo le parole che sono state tolte); quello dell'attenzione con il reattivo di Bourdon (cancellare tutti gli "e" in tre pagine di sloveno per le persone colte, in tre pagine di italiano per quelle meno colte).

Importava soprattutto stabilire la capacità di inibirsi (attenzione) e la attendibilità dei ricordi (memoria), escludendosi così la suggestibilità.

Alla ricerca si sono sottoposti: un dottore in filosofia, un dottore in lettere, un dottore in scienze economiche, il sottoscritto, un cartolaio, un commesso di banca.

Ecco i protocolli delle esperienze:

CASO I. - M. V., dottore in filosofia, 26 anni, statura m. 1,64, peso Kg. 60.
Nessun precedente morboso personale, nessuna malattia in atto, madre ciclotimica. Il solfato di mescalina Hoffmann La Roche gli viene somministrato, sciolto in acqua, in cinque dosi di sei cgr. ciascuna, dalle ore 16 alle 18, secondo il seguente schema:

Ore 16        cgr. 6    Polso 90
 "    16,30     "   6       "     80
 "    17         "   6       "     72
 "    17,30    "    6       "    70
 "    18        "    6       "    70
 "    19                      "    80
 "    21                      "   130 [397]

Presente dunque bradicardia seguita da tachicardia e midriasi.

Profilo psicologico in individuo:
normale mescalinizzato
memoria imm. 1 errore ogni cifra
       "      rem. 1      "
integrazione    10     "
attenzione       0      " in 15 primi
memoria imm. 01 errore ogni cifra
       "    em.    03       "
integrazione      6       "
attenzione         5       " in 16 primi
Dalle prove psicologiche risultano aumentate memoria ed intelligenza, diminuita invece l'attenzione. Durante tutta l'ebbrezza il soggetto è stato sempre molto allegro, perfettamente orientato, un po' distratto, ma con la possibilità di rievocare chiaramente il suo passato prossimo e quello remoto e di discutere, con logica cristallina, degli argomenti più svariati. Affermava però di sentire il proprio corpo molto leggero e la volontà sul punto di sfuggirgli.

Così egli riassume le proprie impressioni:

"Ore 17-20. Il primo disturbo è una leggera nausea, non persistente. Me ne sto volentieri sdraiato con il corpo in completo abbandono. Sono facilissimo al riso e la compagnia degli amici crea uno stato di ilarità estremamente comunicabile su motivi di infantile futilità.

Senso di distacco dal corpo e di incertezza nei movimenti, che però compio normalmente. Nettezza e rapidità di percezione.

Ore 20-21. Dopo esser rimasto semisdraiato nella poltrona alcune ore è vivissima, nel camminare, la sensazione della leggerezza del corpo. Sul primo momento mi sembra che il legame fra volontà e corpo sia diventato esile, come al primo alzarsi dopo giorni di letto. Voglia di correre, di saltare. Rimasto solo il pensiero degli amici è un impulso gradevole all'ilarità, anche se mi contengo. Ho fretta di ritornare in loro compagnia. Ceno. Debbo sforzarmi ai primi bocconi per forte inappetenza che man mano sparisce. Godo del bel colore rosso, fresco, nuovo del prosciutto. Penso che le bottiglie che mi stanno davanti potrebbero alzarsi e danzare a mezz'aria nello scintillio dei loro cristallini riflessi. Contemplo il piano della tavola a qualche metro di distanza e lo vedo nettamente muoversi orizzontalmente di qualche centimetro da una parte e dall'altra, con tutto ciò che sostiene. Noto la tendenza a trasferire al mondo esteriore il grado di materialità che avvertiamo nel nostro corpo. Inoltre come questo sembra sfuggire alla volontà, così gli oggetti tendono a perdere la loro fermezza. Tengo nota mentalmente dell'importanza gnoseologica di questa osservazione. Mi sembra che il rimaner solo abbia diminuita la mia tendenza all'ilarità.

Ore 21. Torno dagli amici. Ho gran voglia di parlare, di esternare le mie impressioni. La parola mi fluisce facile, a rapide imma[398]gini. Ho la mente lucidissima. Mi piace molto chiarire ciò che provo. Il discorso si orienta sulla possibilità di svelar sè stessi, di dire ciò che si vorrebbe tacere. Mi metto in guardia e sto vigile e attento a ciò che dico. La voglia di parlare però non diminuisce Ho la vaga impressione che il controllo delle idee, delle immagini che mi vengono al labbro, stia per sparire. Sento che la mia vita interiore ha tendenza a traboccare, ad espandersi: ciò che non vorrei assolutamente dire da normale forse ora potrebbe uscire con leggerezza, nitore, eleganza di parole. Sento di subire molto l'influsso degli altri.

Ore 1. Vado a letto. Non dormo, ma non ne sono disturbato. Calore epidermico a tutto il corpo. Ripenso tutto ciò che abbiamo fatto nel pomeriggio. Si produce una rèverie di rapide immagini che sfumano una nell'altra e che non hanno più legami con la realtà: ....una sfilata di stanze adorne di caldo marmo giallo-crema, deserte. Usci che si aprono silenziosi, tende che si agitano mollemente, gonfie di vento, ricche di pieghe ampie, dello stesso pastoso colore dei marmi, lucidi pavimenti silenziosi .... medaglioni con visi di attori e attrici che sfumano l'uno nell'altro rapidi. Nessuna allucinazione.

Ore 5. Mi addormento a frammenti. Alle sei mi alzo per bere ed orinare, il che non mi succede mai. Rimango in dormiveglia fino alle nove. Mi alzo ormai normale.

CASO II. - M. G., dottore in lettere, 28 anni, statura m. 1,78, peso Kg. 72. Soffre di colite spastica da circa dieci anni.

Somministrazione delle mescalina secondo lo schema del caso precedente; bradicardia iniziale con successiva tachicardia e midriasi.

Profilo psicologico in individuo:
normale mescalinizzato
memoria imm. 3 errori ogni cifra
         "   rem.  1     "
integrazione   19     "
attenzione       6     " in 12 primi
memoria imm. 1 errore ogni cifra
      "       rem. 1     "
integrazione   10     "
attenzione      10     " in 15 primi
Anche in questo caso risulterebbero aumentate la memoria e la intelligenza, diminuita l'attenzione. Durante tutto l'esperimento il soggetto è stato orientato, logico, euforico, loquace, un po' distratto, con senso di leggerezza, nausea persistente, paura di aver perso il controllo del proprio intestino, non avendo più la sensazione cenestesica dei visceri, ma soltanto quella dolorosa.

Impressioni personali:

a) Alla vista le cose tendevano a perdere la loro materialità: non più muri e selciati ma scenari spiritualizzati.

b) Nitidissime e meravigliose le sensazioni musicali, difficile però seguire con continuità un motivo [399]

c) Instabilità nel corso del pensiero, frequenti distrazioni.

d) Nitidezza nei particolari di alcuni ricordi remoti.

e) Nessuna allucinazione.

f) Senso di peso alla mandibola e leggero dolore all'intestino non più accompagnato dalla normale sensazione del viscere.

g) I miei familiari hanno notata soltanto una inconsueta allegria.

h) Il giorno successivo all'ebbrezza ero stanco, con la mandibola indolenzita e la bocca amara.

i) Ho piacere di essermi sottoposto alla prova ma non so se la ripeterei con molto entusiasmo.

CASO III. - A. C., dottore in medicina, statura m. 1,77, peso Kg. 80. Affetto da colecistite cronica.

Somministrazione della mescalina con le solite modalità. Bradicardia iniziale seguita da tachicardia e midriasi.

Profilo psicologico in individuo:
normale mescalinizzato
memoria imm. 08 errore ogni cifra
     "     rem.      1     "
integrazione     15     "
attenzione          0    " in 15 primi
memoria imm. 0,01 err. ogni cifra
      "      rem        1   "
integrazione        10   "
attenzione             3  " in 18 primi
Anche nel mio caso il profilo psicologico ha le solite modificazioni dopo l'ebbrezza mescalinica aumento della memoria e della capacità integrativa con diminuzione dell'attenzione.

All'inizio dell'ebbrezza incominciai a soffrire di violenta nausea e di intensa cefalea che mi durarono a lungo. Notevolissimo il senso di leggerezza congiunto all'impressione di poter volare. Mi sottoposi alle prove psicologiche, chiacchierai allegramente con gli amici per tutto il pomeriggio, cenai con poco appetito e passai la serata al caffè. Le donne che incontravo per via suscitavano in me un puro piacere estetico senza la più piccola componente sessuale. Tutto mi pareva luminoso, bello, etereo. La vita scorreva per il meglio nel migliore dei mondi possibile.

Durante la notte, nella stanza oscura, tenendo gli occhi socchiusi, vedevo l'atmosfera circostante di un colorito azzurro, che andava lentamente diventando giallo. Improvvisamente due strie luminose proiettate su di uno specchio, che si trovava a fianco del mio letto, da un fanale della via attraverso le persiane, si trasformarono in lettere maiuscole dell'alfabeto a caratteri stampatelli: da prima vidi la E, poi la P, la R e successivamente molte altre che non distinsi o, forse, non ricordo. Un fazzoletto posto su di una sedia spiegazzato prese la forma di una testa di drago, continuamente cangiante. [400]

Mi addormentai verso le quattro sognando incendi che mi avviluppavano. Il giorno successivo mi sentivo psichicamente normale, ma ero molto stanco.

CASO IV. - L. D., cartolaio. 23 anni, statura m. 1,65, peso Kg. 60. Nessun precedente morboso. Somministrazione della mescalina con le solite modalità. Bradicardia seguita da tachicardia e midriasi.

Profilo psicologico in individuo:
normale mescalinizzato
memoria imm. 3 errori ogni cifra in 5 secondi
memoria rem. 1 errore
integrazione   20    "
attenzione       8    " in 18 primi
memoria imm. 2 errori ogni cifra in 3 secondi
memoria rem.  1 errore
integrazione   18     "
attenzione      12     " in 20 primi
In questo soggetto gli effetti della droga sono stati lievi, non nausea, non cefalea, ma una gradita euforia e un eccessivo bisogno di movimento.

Con l'uso dei reattivi psicologici si riscontrano anche in questo caso i soliti risultati con in più un notevole aumento della rapidità di percezione, per cui il numero di prova veniva letto in 3 secondi invece che in 5. Non allucinazioni. Non si ritiene opportuno riportare le impressioni del paziente per la loro banalità, dovuta alla sua scarsa cultura e al suo limitato spirito di osservazione.

CASO V. - B. B., commesso di banca, 23 anni, statura m. 1,64, peso Kg. 62, linfatico. Nessun precedente morboso. Somministrazione di 24 cgr. di mescalina con le solite modalità. Bradicardia persistente e midriasi.

Profilo psicologico in individuo:
normale mescalinizzato
memoria imm. 1 errore ogni cifra
     "        rem. 1     "
integrazione   25     "
attenzione       6     " in 16 primi
memoria imm. 1 errore ogni cifra
     "        rem. 1     "
integrazione   36     "
attenzione       6     " in 15 primi
Abbiamo dovuto fermarci, in questo soggetto, ai 24 cgr. di droga per i gravi disturbi somatici presentati: cafalea, nausea, depressione, senso di debolezza agli arti inferiori, midriasi, vasodilatazione periferica intensissima, bradicardia persistente. La memoria e l'attenzione sarebbero rimaste invariate, peggiorata l'integrazione. Non allucinazioni. Non si riportano le impressioni personali del soggetto per le stesse ragioni del caso precedente. [401]

CASO VI. - M. R., dottore in scienze economiche, 26 anni, statura m. 1,72, peso Kg. 59. Nessun precedente morboso. Somministrazione della mescalina con le solite modalità Ho lasciato per ultimo questo caso per il suo comportamento abnorme ed estremamente interessante.

Alle ore 18 il soggetto è entrato in uno stato di grande euforia, di vera beatitudine, con un sorriso felice sulle labbra. Di tanto in tanto scoppiava a ridere per motivi futilissimi. Alle ore 19 non è stato in grado di eseguire nessuna delle prove psico1ogiche. Aveva la sensazione che la stretta delle sue mani non fosse più valida e ne era oltremodo preoccupato. Ha cenato con discreto appetito alle ore 20. Alle ore 21 ha incominciato a perdere la sensazione del proprio corpo e la nozione del tempo, a non ritrovare più, nel proprio spirito, alcuna idea. Verso le ore 22 si trovava in uno stato di depersonalizzazione assoluta e ne era terrorizzato, stringeva le nostre mani per convincersi della sua esistenza ed anche della nostra, di cui dubitava. Non rispondeva più a nessuna domanda se non ripetendola e dicendo: voi mi avete chiesto questo, io l'ho sentito: dunque esisto. Il tempo non scorreva più ma era eterno, soltanto il movimento delle lancette del suo orologio, che teneva sempre sott'occhio, lo rassicurava che il tempo, malgrado tutto, continuava a passare. Condotto nella via alle ore 24 non sapeva dire se era mezzogiorno o mezzanotte perché l'orologio "segna sempre le 12". La sua depersonalizzazione era così completa che affermava di sentirsi rientrato nel cosmo. Anche le cose e gli individui circostanti erano incorporei come inesistenti. Ecco le impressioni del soggetto:

Nel bere la mescalina provai un leggero senso di nausea, che cessò presto. Verso le 19 incominciarono i disturbi visivi, che dovevano cessare dopo un ora. Detti disturbi consistevano nella visione, ai contorni di un oggetto fissato, di tanti puntini bianchi e rossi in movimento; questi puntini furono sostituiti, in un secondo tempo, da cerchi concentrici. Subentrò poi uno stato di languore e di sonnolenza ma, fisicamente, mi sentivo benissimo. Cenai con un po' di pollo e un bicchiere di vino. Verso le ore 21 incominciai ad entrare nel campo delle astrazioni con l'angoscia affannosa e paurosa di chi teme la morte, perché corpo e volontà gli sfuggono. Volevo dormire, ma, non potendo farlo, la mente si astraeva sempre di più ed il terrore aumentava Di ciò che accadde in seguito ricordo soltanto di essere stato condotto a casa e di aver provato un vero sollievo al contatto con l'aria fresca. A letto caddi in una specie di collasso da cui mi svegliai alle ore 4, con l'atto di volontà di accendere la pipa e di leggere. [402] Alle 4 e mezzo decisi di dormire. Il giorno dopo ebbi nausea, diarrea, cerchio ai capo, pesantezza alle gambe. Per avere la sicurezza completa di me in qualsiasi momento sono stati necessari due o tre giorni di tempo.


I sei casi esaminati si prestano a molteplici considerazioni di carattere teorico e di indole pratica.

Incominciamo con le alterazioni sensoriali e psico-sensoriali: nulla al tatto e all'olfatto; per il gusto si noti il sapore amaro persistente accusato da tutti i soggetti, che sarebbe presente, secondo il Ceroni, anche somministrando la mescalina per via parenterale. Le sensazioni uditive non presentano nulla di particolare, soltanto il caso 2 ha notato, nei motivi musicali, una grande nitidezza, che si può far rientrare nel quadro generale della limpidezza cerebrale da mescalina. La vista è il senso più interessato e sono state descritte da vari autori le più diverse allucinazioni. Noi ci siamo tenuti ad una dose suballucinogena ed abbiamo potuto osservare soltanto dei fenomeni illusori, nei casi 1 e 3, dei disturbi della visione dovuti alla midriasi, nel caso 6.

La cenestesi era profondamente alterata in tutti i soggetti, l'impressione di leggerezza corporea è stata generale, il caso 2 temeva di aver perso il controllo del proprio intestino, il caso 6 è giunto fino alla depersonalizzazione più completa. Si tratta indubbiamente di un fenomeno di natura centrale, di un'azione della mescalina sui centri della vita vegetativa con riflesso successivo su quelli della vita di relazione. Queste particolari condizioni dell'ebbrezza mescalinica si trovano in molti schizofrenici più o meno depersonalizzati e non è impossibile che alla base della sindrome schizofrenica stia una disfunzione iniziale dei centri della vita vegetativa piuttosto che un'alterazione dei centri cerebrali superiori della vita di relazione. Manca infatti anche nell'intossicazione mescalinica qualsiasi sintomo neurologico ad eccezione della midriasi, e i disturbi somatici si riducono ad una bradicardia iniziale, seguita da tachicardia, con senso di nausea e cefalea. A conferma di questa ipotesi starebbero anche le già citate osservazioni del Benedek e del Roberti nei soggetti che si svegliano dal coma insulinico. [403]

Psichicamente i soggetti 1, 2, 3, 4 si sono dimostrati euforici, contenti di vivere, rapidi nella percezione, sicuri e logici nel ragionamento, con una gran. tendenza però ad abbandonare completamente il proprio spirito alle immagini iridescenti che sfilavano rapidamente sul quadro della memoria. Si è riscontrato costantemente un aumento della memoria immediata e della capacità integrativa con diminuzione dell'attenzione.

Non è difficile spiegare questi fatti con la maggior velocità dei processi mentali, che, favorendo da un lato la rapidità percettiva ed associativa, diminuisca dall'altro la capacità di concentrarsi e perciò di inibirsi. Il caso 5, per probabile intolleranza della droga, ha avuto depressione invece di euforia, notevoli disturbi somatici, peggioramento dell'integrazione, pur mantenendosi costanti la memoria e l'attenzione. Il caso 6 ha presentato un completo disorientamento nel tempo, con assoluto anideismo, riducendosi in uno stato assai simile a quello del Nirvana buddista. Egli non conserva che una pallida reminiscenza degli avvenimenti svoltisi durante il periodo acuto della ebbrezza, contraddicendo così la comune convinzione degli autori, i quali ritengono che il ricordo dei fatti accaduti durante l'intossicazione si mantenga indenne.

La nostre ricerche hanno confermato i risultati del Bensheim, di cui si è parlato nella parte introduttiva. Abbiamo ottenuto infatti nei soggetti normali un'accelerazione dei processi ideativi con aumento della memoria, diminuzione dell'attenzione, euforia, cenestesi alterata; nello schizotimico sensazioni cosmiche, anideismo, depersonalizzazione.

In tutti i mescalinizzati ha taciuto, nel modo più completo, l'istinto sessuale; e ciò può contribuire a spiegare, insieme alla sua più recente conoscenza, la scarsa diffusione, come stupefacente, della droga nei confronti della cocaina. Tracciato così un quadro sommario delle alterazione fisiopsichiche da mescalina, passiamo a considerarne l'uso a scopo giudiziario.

Il numero così limitato delle nostre esperienze non ci permette di trarre conclusioni sicure ma ci consiglia piuttosto qualche prudente considerazione. Per gli individui a costituzione ciclotimica, per coloro che reagiscono normalmente alla droga, è grande la tendenza a perdere il controllo delle proprie azioni, a non prevedere le conseguenze delle proprie parole, a lasciarsi [404] indurre alla confessione. D'altra parte la memoria, perfettamente conservata, rende attendibili i ricordi.

Ma se si tratta di uno schizoide? Nel caso 6 si sono osservati soltanto fenomeni di depersonalizzazione e di disorientamento nel tempo, ma tali profonde turbe ci fanno seriamente dubitare dell'attendibilità di eventuali confessioni del soggetto.

E di fronte ad un caso dubbio non ci sentiamo in grado di consigliare l'uso della mescalina, anche se, talvolta, potrebbe rispondere allo scopo. Siccome poi il suo uso fa perdere all'individuo la capacità di intendere e di volere (prendendo questi due termini nel loro più alto significato), chi se ne serve potrebbe essere punito a mente dell'articolo 728 C. P. italiano, che ha un equivalente nei codici di tutti i paesi civili.

Però le vigenti disposizioni di legge (art.. 148 del T. U. delle leggi sanitarie N. 1265 del 27 luglio 1934-XII) non riconoscono l'azione stupefacente della mescalina e non la comprendono nell'elenco dei medicinali, la cui vendita è limitata e controllata dallo Stato.

A parte ogni considerazione di ordine scientifico e morale, ma restando nel solo campo giuridico, noi latini, eredi del pensiero di Cesare Beccaria, ci rifiutiamo di carpire, con l'inganno chimico, un'eventuale confessione, che dev'essere invece un atto di libera volontà dell'imputato.


Riassunto

L'A. ha somministrato a 6 soggetti 30 cgr. di solfato di mescalina ed ha riscontrato: in quattro euforia, aumento della memoria immediata, della capacità integrativa e diminuzione dell' attenzione; in uno depressione e rallentamento psichico, in un altro depersonalizzazione.
Ritiene giuridicamente e scientificamente disapprovabile l'uso giudiziario della droga per "facilitare" la confessione degli imputati. [405]

Résumé

L'A. a donné à 6 sujets 30 cgr. de sulfat de mescaline. Il a relevé dans quatre sujets: euphorie, augmentation de la mémoire immédiate, de la capacité intégrative, et diminution de l'attention; dans un cas: dépression et ralentissement psychique et dans un autre cas: depersonalisation.
Il n'approuve pas juridiquement et scientifiquement l'usage judiciaire de la drogue pour "faciliter" la confession des imputés.


Zusamenfassung

Der Verfasser hat 6 Individuen 30 cgr. Mescalinsulfat verabreicht. Er fand in 4 Individuen Euphorie, Zunahme der Merkfähigkeit und der Ergänzungfähigkeit, Verringerung der Aufmerksamkeit; in einem Depression; in einem Depersonnalisationserscheinungen.
Er hält die Verabreichung von Mescalin zum Zwecke der Erleichterung des Zugeständnisses der Angeklagten praktisch und juridisch unzulässig.


Summary

The Author has administered 30 cgr. of mescaline sulphat to 6 subjects, and has found in 4 of them: euphoria, augmentation of immediate memory and of integration capacity, and diminution of attention; in one subject: depression; in another: loss of personality.
He is of opinion that the use of the drug cannot provoke the confession of accused persons.


Bibliografia

Per la bibliografia fino al 1927 si confrontino le monografie:
Rouhier A. - Le peyotl. Doin. Paris 1927.
Beringer E. - Der Meskalinrausch. Springer, Berlin 1927.
Dal 1927 ed oggi abbiamo potuto raccogliere i seguenti lavori:
Adler A. n. Pötzl O. - Ueber eine eigenartige Reaktion bei einer Kranken mit doppelseitige Harden in der Sehsphäre. Jehr. f Psych. e. Neu rol.. Bd. 53, H. 1/2, 1936.

Benedek - Citato dal Bertolani in: Cura delle schizofrenie con l'insulina. Riv. Sper. di Fren. Vol. 60, Fasc. IV. 1936.

Bensheim H. - Typenunterschiede bei Meskalinversuchen. Zeit. f. d. ges. Neur. u. Psychiatrie. 121. 1929.

Cazzamalli F. - Peyothl, la pianta allucinante. Rassegna Clinico Scientifica. Vol. 9, N. 3, 1931.

Ceroni L. - L'intossicazione mescalinica. Riv. Sper. di Fren. Vol. 56, N. 1, 1932.

Chweitzer A., Goblewicz E. & Liberson W. - Action de la mescaline sur les ondes alfa (rythme de Berger) chez l'homme. C.R.. de la Sté de Biol. T. 124, N. 13, 1937.

Glande H. et Ey H. - La mescaline substance hallucinogène. C.R.. de la Sté de Biol. T. 115, N. 8, 1934.

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Si consultino inoltre i capitoli che riguardano la mescalina nei più recenti trattati di tossicologia e di farmacologia:
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